Coronavirus, Jole Santelli a Sky Tg24: «Aiuteremo i calabresi ma mancano respiratori e protezioni»

«Già dalla prossima settimana dovremmo essere in grado di dare delle risposte a chi ha bisogno». La governatrice ha poi rammentato di essere ancora in attesa dei macchinari per le rianimazioni calabresi, dei dispositivi di protezione personale ed annunciato «un’App per monitorare i flussi»

ROMA «In Calabria i numeri sono in aumento, soprattutto dopo i tanti casi registrati nelle residenze sanitarie assistenziali e nelle case per anziani. Sono stata costretta a dover “chiudere” dodici comuni fino ad oggi per tentare di contenere i contagi da Covid-19. E tre giorni fa ho anche emanato un’ordinanza per imporre i tamponi a tutti gli operatori sanitari delle Rsa e degli ospedali». Così la presidente presidente della giunta regionale della Calabria, Jole Santelli, intervenuta nel corso dell’appuntamento di approfondimento di Sky Tg 24, andato in onda domenica alle 13,00.
Nel fare il punto della situazione in Calabria, la governatrice ha evidenziato anche una certa sofferenza alla quale stanno andando incontro i calabresi, «alla quale dovremo dare delle risposte che dovranno essere convincenti».
Poi ha annunciato l’attivazione di una App a partire già da domani, utile a monitorare i flussi sui “casi da rientro” «perché quasi tutti i contagi si sono verificati dopo il ritorno a casa dei calabresi residenti nelle regioni del nord».
«Stiamo tentando di evitare il più possibile la via della ospedalizzazione dei pazienti – ha specificato la presidente – perché la riteniamo una delle maggiori a rischio contagio. In tutto questo dobbiamo anche considerare una sanità calabrese già allo stremo delle forze: non abbiamo risorse, non riusciamo ad assumere il personale necessario e lavoriamo in estremo disagio rispetto ai servizi sanitari del nord Italia».
La Calabria «non è autosufficiente – ha aggiunto Jole Santelli – e per quel che riguarda i dispositivi che peraltro scarseggiano, dipendiamo dal governo. Più volte ho lanciato allarmi e chiesto i dispositivi di protezione individuale, a partire dalle tute, per salvaguardare gli operatori sanitari, ma vi è penuria anche delle attrezzature utilizzate nelle terapie intensive della Regione come i ventilatori polmonari che continuiamo ad attendere invano. I soli novanta posti letto attrezzati in tutta la regione non bastano e questo è un grande problema».
Jole Santelli auspicava un intervento maggiore dello Stato. «I fondi stanziati dal governo – ha detto ancora a Sky Tg 24 – non basteranno. Il provvedimento potrà coprire le esigenze di qualche settimana ma poi dovrà essere integrato. È complicato immaginare che 400 milioni possano bastare per i 7900 comuni italiani. Anche la Regione si sta impegnando in tal senso e mi auguro che le risorse che metteremo a disposizione con un prossimo provvedimento, possano aiutare il più possibile, già dalla prossima settimana. Penseremo all’artigianato ed al piccolo commercio, alle persone bisognose e disoccupate, a chi non ha nemmeno la possibilità di fare la spesa alimentare. E dovremo essere bravi ad evitare di far montare la rabbia nei cittadini, fino al limite di guardia. Sto provando a smorzare gli umori – ha concluso Jole Santelli – ma il governo, evitando lo scaricabarile, deve far comprendere meglio che le misure saranno graduali e dilazionate nel tempo a venire».







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