La “stretta” congiunta di Santelli e Cotticelli: no “fughe in avanti” per le aziende

Nota del commissario e della presidente, che fissano le inderogabili regole di comportamento per Asp e ospedali nella gestione dell’emergenza

di Gaetano Megna
Arrivano le nuove disposizioni per ospedali e aziende sanitarie locali della Calabria. Con una nota del 26 marzo scorso a firma congiunta del commissario ad acta regionale, Saverio Cotticelli, e del presidente della giunta regionale calabrese, Jole Santelli, vengono fissate le disposizioni a cui aziende ospedaliere e quelle provinciali devono attenersi da questo momento in poi. Prima di tutto «si richiama l’attenzione» dei destinatari del documento, cofirmato da Cotticelli e dalla Santelli, «circa la pedissequa e puntuale applicazione di tutte le ordinanze emanate del presidente della Regione». Viene, quindi «fatto divieto alle Aziende sanitarie provinciali e a quelle ospedaliere regionali di adottare qualsiasi autonomo provvedimento o determinazione correlati all’emergenza coronavirus, non derivanti da puntuali disposizioni regionali o nazionali, se preliminarmente concordato con soggetto attuatore». Non si possono fare fughe in avanti che non tengono conto dei protocolli ufficiali e probabilmente si intendono anche bloccare le attività messe in campo nella prima fase del contagio, quando ancora il sistema regionale non aveva le idee chiare su come procedere. Si cambia, quindi, il modo di procedere e viene anticipato che «nell’imminente aggiornamento del piano operativo, saranno recepiti gli indirizzi condivisi con gli organismi centrali in base ai quali si consiglia di concentrare tutte le attività Covid negli ospedali Hub, che garantiscono continuità assistenziali per tutti i livelli di complessità». Da questo momento in poi i positivi al Covid-19 che hanno necessità di ricovero che abitano nelle periferie, dovranno essere trasportati negli ospedali Hub, che in Calabria sono ubicati a Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria. Non potranno essere, quindi, ricoverati presso gli ospedali Spoke, dove «si continuerà ad assicurare l’erogazione delle prestazioni svolte, ivi comprese quelle in favore di pazienti Covid -19 attualmente degenti, integrando, altresì, le attività precedentemente assicurate dagli Hub, oltre all’attività di pazienti, Covid guariti e non Covid sulla base di uno scenario dinamico e graduale». Gli ospedali Spoke dovranno curare solo gli attuali ricoverati per contagio da Covid-19 e per il resto dovranno occuparsi della gestione dei pazienti che rientrano nelle attività specialistiche presenti nei presidi. Ordinaria amministrazione e in caso di nuovi ricoveri di malati affetti da Covid-19 la competenza passa alle strutture ospedaliere meglio attrezzate. Resta da chiarire se gli ospedali Hub hanno già messo in piedi l’organizzazione per fare fronte ad una eventuale esplosione del contagio.







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