«Terzo settore pronto a dialogare, ma non si fermi la riforma del Welfare»

Pensabene e Mundo: «Sì alla concertazione con la giunta regionale, ma il percorso non può passare dalla sospensione dei regolamenti, che penalizzerebbe le strutture che si sono adeguate e hanno investito»

CATANZARO «In un recente comunicato stampa, l’assessore alle Politiche Sociali Gallo ha dichiarato che il suo intento non è quello di affossare la Riforma del Welfare in Calabria quanto di migliorarla, e dichiara a tal fine che sarà avviato un dialogo con il Terzo Settore. Prendiamo atto di questa decisione e dichiariamo fin da subito che siamo pronti a collaborare, come del resto abbiamo fatto negli ultimi anni senza risparmio di energie, affinché il travagliato percorso della Riforma si concluda e trovi finalmente la sua completa attuazione». Lo dicono in una nota Gianni Pensabene, presidente della Consulta regionale del Terzo settore, e Franco Mundo, presidente della Consulta autonomie locali.
«Ciò detto – continua la nota – ci preme chiarire, per sgombrare il campo da possibili equivoci, che il dialogo, che abbiamo chiesto con formale nota inviata venerdì 27 marzo, non può assolutamente prescindere dal rispetto della legge regionale 23 del 2003, che prevede la concertazione con la Conferenza permanente sulle Politiche sociali, quale interlocutore istituzionale. Una concertazione che non può però passare da una sospensione della Dgr 503, perché questo significherebbe penalizzare enormemente le strutture che già si sono adeguate, assumendo il personale necessario, e operando investimenti importanti, confidando nella entrata in vigore da gennaio delle nuove rette».
«Auspichiamo dunque – proseguono Pensabene e Mundo – che, senza sospendere l’iter avviato, si riprenda correttamente il confronto fra gli organismi istituzionali previsti dalla L.328 e L.23, apportando le eventuali modifiche che si ritenessero necessarie alla Dgr 503/2019. Ci auguriamo che la nuova Giunta prosegua nel percorso di riforma per migliorare , ove si ritenga necessario, il Regolamento nel superiore interesse delle persone più deboli, senza sospendere il percorso già avviato».







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