Consiglio regionale, è partito il “valzer” delle commissioni

Trattative e tensioni tra e nei partiti della maggioranza: al momento le sole certezze sono Pietropaolo e Graziano capigruppo di Fratelli d’Italia e Udc. Per il resto, intese ancora lontane. Ma anche nel centrosinistra ci sono turbolenze

CATANZARO L’emergenza Coronavirus non cancella le liturgie e le “camerille” della politica. Rotto il ghiaccio con la composizione della Giunta da parte della governatrice Jole Santelli e l’insediamento di un Consiglio regionale da “stato di guerra” con la definizione dell’Ufficio di presidenza (Mimmo Tallini alla guida, con i vice Nicola Irto e Luca Morrone e i segretari Filippo Mancuso e Graziano Di Natale), adesso le forze politiche lavorano – e litigano, al loro interno, essenzialmente – per completare la scacchiera istituzionale di Palazzo Campanella.

CERTEZZE E INCERTEZZE Finora, ci sono solo due certezze: a parte Francesco Pitaro, che è andato nel Misto, tutti gli altri consiglieri regionali si sono iscritti ai gruppi dei partiti e delle liste in cui sono stati eletti. Poi: Fratelli d’Italia ha indicato il suo capogruppo, il catanzarese Filippo Pietropaolo, così come l’Udc, che ha scelto il cosentino Giuseppe Graziano. Per il resto, è un “tourbillon” di caselle che si chiudono e poi subito dopo si riaprono, perché gli accordi, soprattutto tra e nei partiti della maggioranza di centrodestra, sono ancora di là da venire, fatte salve sparute eccezioni. Per chiarire il quadro – riferiscono gli addetti ai lavori- si dovrà attendere la prossima settimana, anche se qualche postazione si va delineando. Tutto, ovviamente, dipende dalle designazioni dei capigruppo in Consiglio regionale da parte delle forze politiche: una volta definiti questi, le presidenze di commissione dovrebbero arrivare in automatico.

LE FIBRILLAZIONI NEL CENTRODESTRA Nel campo del centrodestra situazione molto fluida e in alcuni casi piuttosto tesa: “fibrillazioni” si vivrebbero soprattutto nei campi di Fratelli d’Italia e della Casa delle libertà, in parte minore nella Lega dove il problema non sono tanto le postazioni ma chi deve andare dove. Secondo fonti del centrodestra, al momento sarebbe assodata solo una distribuzione “numerica” delle presidenze di commissione, le cinque permanenti e l’Antimafia (quanto alle materie, se ne parlerà più in là): e così l’intesa prevederebbe due postazioni a Forza Italia, due alla Lega, una a Fratelli d’Italia e una alla Cdl se però i consiglieri regionali cidiellini Baldo Esposito e Giuseppe Crinò “sotterreranno” l’ascia di guerra che hanno sguainato in occasione del varo della Giunta e della presidenza del Consiglio regionale (se questo non avverrà, una presidenza della commissione andrà alla lista Santelli Presidente). In casa Forza Italia non ci sarebbero particolari problemi anche se ancora non si sarebbe deciso definitivamente: comunque – secondo fonti azzurre – il capogruppo dovrebbe essere Giovanni Arruzzolo mentre Domenico Giannetta (“fresco” deputato ma alla fine dovrebbe optare per il Consiglio regionale) potrebbe guidare la commissione Sanità e Antonio De Caprio un’altra commissione. “Problemini” o forse “problemoni” in Fratelli d’Italia, dove l’ala reggina capitanata da Peppe Neri è già abbastanza imbufalita dopo essere stata esclusa – si dice per “punizione” diretta della leader Giorgia Meloni – sia dalla Giunta sia dall’Ufficio di presidenza, e l’indicazione di Pietropaolo quale capogruppo non aiuta certo a stemperare la situazione. Nella Lega si registra l’ormai endemica “balcanizzazione” tra fazioni ma qui i conti in realtà potrebbero tornare alla fine anche piuttosto rapidamente, dopo l’indicazione di Filippo Mancuso quale segretario: lo schema, alla fine, dovrebbe realizzarsi con Tilde Minasi capogruppo e Pietro Molinaro e Pietro Raso alla guida di due Commissioni. La sesta commissione in quota centrodestra dovrebbe spettare a un consigliere della Casa delle libertà, ma c’è il nodo della “frizione” nata dopo la composizione dell’Ufficio di presidenza, che Baldo Esposito, comunque possibile capogruppo ha fortemente rivendicato perdendo però il “braccio di ferro” con Forza Italia, che ai cidiellini ha detto chiaramente che sbagliano a ritenersi una forza autonoma, essendo invece un’appendice azzurra: se questa incomprensione dovesse perdurare, niente presidenza di commissione, a vantaggio della “Santelli Presidente” che dovrebbe avere come capogruppo Vito Pitaro. Tutto questo “ambaradam”nella prossima settimana dovrà finire: poi, con il tempo (e con l’emergenza Coronavirus ormai alle spalle), nella maggioranza riprenderanno le “partite” finora rimaste sospese nel tavolo con la Santelli, come l’insoddisfazione della Lega e di Fratelli d’Italia e i tormenti dell’Udc.

IL CENTROSINISTRA “DOLENTE” Ma non mancano, in realtà, problemi anche nel centrosinistra, che non smentisce la sua indole rissosa e dolente nemmeno quand’è minoranza, come dimostra l’addio polemico e velenoso di Francesco Pitaro a “Io Resto in Calabria”. Il Pd ha da tempo designato Irto alla vicepresidenza del Consiglio regionale e Mimmo Bevacqua capogruppo, inoltre avrà la presidenza della commissione Vigilanza: a guidarla sarà Carletto Guccione, ma questa indicazione già non è piaciuta in prima battuta a Libero Notarangelo e Luigi Tassone, che ci vedono una penalizzazione dell’area centrale della Calabria. La questione sarebbe ancora irrisolta. Io Resto in Calabria dovrebbe invece aver chiuso il capitolo “tensioni” dopo l’adesione di Pitaro al Misto: il capogruppo – com’è del resto scontato – è Pippo Callipo. Invece, “turbolenze” si registrano tra i “Democratici Progressisti”, dopo che Giuseppe Aieta non si è iscritto al Pd per come alla vigilia molti “bene informati” ritenevano probabile e quindi dovrà contenersi il ruolo di capogruppo con Flora Sculco. (Ant.Cant.)







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