È caos sui tamponi (che scarseggiano). E tra Regione e Protezione civile nazionale i conti non tornano

Nell’analisi dei numeri sono molte le differenze fra il livello centrale e quello locale, a partire dalla quota di tamponi giornalieri esaminati. La flessione nella “ricerca” del virus negli ultimi giorni coincide con la forte diminuzione delle positività al virus. Ecco cosa dicono le cifre ufficiali

di Luca Latella
COSENZA Qualcosa non quadra. O più di qualcosa. Ed i numeri, solitamente, non mentono anche quando si tenta, in qualche modo, di interpretarli.
Ieri è scoppiato il “bubbone” tamponi. In provincia di Cosenza (come vi abbiamo raccontato qui) i numeri relativi ai tamponi “processati”, ovvero quelli analizzati dai laboratori per capire come si stia evolvendo (o involvendo) l’infezione, sono diminuiti. In certi casi anche drasticamente. E ciò renderà evidente, come vedremo, il netto calo di positivi negli ultimi tre giorni, rispetto al trend di tutta la settimana.
Ma ciò che colpisce di più nell’analisi effettuata, è la discrasia fra i dati forniti dalla Regione Calabria nel consueto bollettino delle 17,00 e quelli emanati dalla Protezione civile nazionale.
Verrebbe da chiedersi: a chi credere? Se le fonti ufficiali sono così diverse, a quale santo bisognerebbe votarsi per comprendere cosa stia accadendo realmente in Calabria?
L’ENIGMA TAMPONI Interrogativi ai quali – ad avvalorare il paradigma – rispondono i numeri. Analizzando, dunque, quelli dell’ultima settimana, dal 26 marzo all’1 aprile, notiamo che per la Protezione civile nazionale sono stati processati in totale 4925 tamponi, per la Regione 4136, per una differenza di 789 test analizzati in meno. Dove sta, quindi, la primissima verità?
Esaminando i dati giornalieri, a partire dal 26 marzo la Prociv segnala 875 tamponi effettuati, e la Regione 469, con un saldo fra i due enti di 406 tamponi a favore della Prociv.
Il 27 marzo, per la Prociv ne sono stati processati 668, per la Regione 739, con la differenza di +71 tamponi, questa volta segnalati in più dall’apparato regionale.
Il 28 marzo, la Prociv riporta 856 test esaminati in Calabria, la Regione 583 con un bel +273 per la Prociv.
Il 29 marzo risulta essere uno dei rarissimi casi equivalenti. Ed infatti tutti e due gli enti riferiscono 725 tamponi processati in giornata.
Il 30 marzo la Prociv ne segnala 528 – con un primo calo evidente – la Regione 494. “Coincidenza” vuole che si tratti del primo giorno in cui le nostre fonti ci riferiscono che i tamponi all’Asp di Cosenza sono terminati.
Il 31 la Prociv segnala 314 tamponi effettuati, la Regione 474, altro dato dimezzato rispetto alle giornate precedenti, comprese quelle risalenti a prima del 26 marzo.
L’1 aprile i dati sono un’altra volta simili con la Prociv che rende noto di aver processato 656 test e la Regione 654.
IL REBUS SUI CASI POSITIVI E se nel numero di tamponi effettuati c’è qualcosa che stride, il teorema sembra comprovato anche nei contagi da Covid-19 in tutta la regione, soprattutto nei giorni 30, 31 marzo e 1 aprile, in cui si registrano radicali decrementi di positività al virus.
La Regione segnala il 26 marzo 313 positivi (+42 rispetto al giorno prima), il 27 marzo 494 (+101), il 28 marzo 555 (+61), il 29 marzo 614 contagi (+59). Dal 30 marzo i numeri si dimezzano: 647 (+33), per poi calare ancora drasticamente il 31 marzo, giorno in cui l’ente regionale segnala 659 casi (+12 rispetto al giorno prima) e l’1 aprile 660 (+10).
Insomma, se il numero dei tamponi elaborati negli ultimi giorni è minore rispetto al trend precedente, appare evidente che se il virus non lo si cerca – forse proprio per la carenza dei kit – non lo si trova.
A CHI CREDERE? Il problema è tutto qui. Se i casi positivi non si circoscrivono perché non si possono individuare, non sapremo qual è il vero sviluppo della pandemia in Calabria. Soprattutto in giorni come questi, individuati dagli esperti come quelli di “picco” dell’infezione. A meno di pindariche interpretazioni, cosa non quadra? Di chi possiamo fidarci?
Nel frattempo, proprio per non farci mancare nulla, per come riferiscono alcune fonti interne all’Asp di Cosenza, per gli operatori che dovrebbero effettuare i test anche quella di oggi sembra essere una giornata piuttosto tranquilla. (l.latella@corrierecal.it)







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