Coronavirus, i dati di Google svelano la mobilità dei calabresi in quarantena

Così è cambiato lo stile di vita. (Ovviamente) azzerate o quasi le serate al ristorante. Diminuiscono del 63% invece gli spostamenti verso i luoghi di lavoro

COSENZA A svelare il cambiamento dello stile di vita dei calabresi in quarantena ci pensa Google. Attraverso l’elaborazione di dati, in modo anonimo, il colosso della Mountain View traccia il cambiamento delle abitudini e monitora gli spostamenti verso quelli che sono gli spazi nei quali si può andare per motivi di necessità ed altri che invece poi con il susseguirsi dei decreti emessi dalla presidenza del consiglio dei ministri sono stati chiusi. Sono proprio gli analisti di Google, specificano come lo studio contenuto in questo primo report (che riguarda tutte le regioni d’Italia) può essere utile a «comprendere come sono cambiati gli spostamenti essenziali e in questo modo permettere di suggerire raccomandazioni sugli orari di apertura dei negozi oppure su servizi di consegna a domicilio». I dati diffusi, potrebbero essere utili alle amministrazioni locali anche ad organizzare i settori del trasporto, concentrando per esempio un numero maggiore di corse nei periodi in cui c’è maggiore esigenza di mobilità ed riducendone quelle programmate in orari in cui una percentuale alta di residenti non si muove completamente per nessun tipo di necessità. In questo modo, riferiscono gli analisti: «Si consentirebbe maggiore spazio e distanziamento sociale tra le persone che devono viaggiare.Il tutto per capire, non solo se le persone viaggiano, ma anche quali sono le destinazioni principali, in modo da poter progettare linee guida che salvaguardino la salute pubblica e le esigenze essenziali delle comunità». Il periodo preso in considerazione va dal 16 febbraio al 29 marzo. Dunque, nel pieno periodo di distanziamento sociale imposto per legge, i luoghi analizzati e riproposti nel grafico sono: negozi e attività ricreative; generi alimentari e farmacie; parchi; stazioni di trasporto pubblico; luoghi di lavoro; abitazioni. L’indice con il segno negativo, caratterizza cinque delle sei voci.

La presenza nei luoghi indicati come attività ricreative che includono luoghi di svago come bar, ristoranti, pub e simili hanno avuto un crollo di presenze del 94% a partire dal 7 marzo. Lo stesso andamento, con un crollo del 92% di presenze sempre relativamente alla stessa data d’inizio si registra anche per i negozi di generi alimentari e farmacie. Diminuisce dell’85% la presenza nei parchi, del 90% diminuisce l’utilizzo dei mezzi di trasporto per gli spostamenti e del 63% invece lo spostamento verso i luoghi di lavoro. Cresce del 22% invece la percentuale di persone che stanno a casa.







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