Coronavirus, la conta dei tamponi e l’angoscia nelle case di cura

I numeri parlano chiaro: ci sono test a sufficienza per un’altra settimana. Intanto, nelle strutture vicine alle “zone rosse” cresce la paura

LAMEZIA TERME C’è la tremenda conta dei decessi nel focolaio della “Domus Aurea” di Chiaravalle che fa da contraltrare a qualche sospiro di sollievo tirato altrove. A Cinquefrondi, dove a “Villa Elisa” c’è – su decine di esami effettuati – un solo caso di contagio. A San Lucido, nella casa di riposo “De Rango”, i contagi sono zero. Altrove, però, si aspetta. E l’attesa si colora d’angoscia, perché la strategia dei “tamponi a tappeto” si scontra con la scarsa disponibilità dei presìdi.
(Ri)facciamo due conti: secondo il sito della Protezione civile italiana i tamponi forniti alla Regione sono 18mila. Quelli effettuati fino a domenica sono, invece, 11.537. Al ritmo di mille al giorno, restano test per una settimana scarsa. Con l’aumento delle analisi in Lombardia e nelle altre regioni colpite dal virus in maniera più violenta, c’è da sperare che il governo trovi il tempo di aumentare le forniture anche per la Calabria, dove le esigenze delle strutture sanitarie sono stringenti, alla luce delle difficoltà di sistema (ribadite dalla tv nazionale più volte a settimana).
Laddove il virus non colpisce con forza ci pensa la paura. Nelle case di cura, così come nelle case della salute, gli operatori si aspettano nuovi test e l’arrivo dei tamponi (che scarseggiano).
L’angoscia monta nei paesi del Catanzarese, dove gli effetti del “caso Chiaravalle” sono più sentiti. E in strutture sanitarie vicine alle “zone rosse”, strutture che hanno sollecitato le analisi da circa 10 giorni, senza ottenere riscontri.
Si sono mobilitati anche i sindaci. Come Giuseppe Regina, primo cittadino di Mormanno. Giorni fa, Regina ha chiesto a Jole Santelli e Antonio Belcastro, direttore generale del dipartimento Tutela della Salute per sollecitare la «necessità di effettuare appositi test per la ricerca di Covid-19/SARS-Cov-2 all’interno della Casa della Salute di Mormanno al fine di salvaguardare i pazienti nonché gli operatori sanitari e socio-sanitari che prestano servizio di assistenza medica nella predetta struttura». Nella lettera, indirizzata anche al commissario straordinario dell’Asp di Cosenza Giuseppe Zuccatelli, ha chiesto anche di poter valutare la «possibilità di estendere i predetti controlli ai medici di medicina generale ovvero ai pediatri di libera scelta in quanto gli stessi sono in prima linea nell’affrontare la delicata situazione attuale».
Siamo alla conta dei tamponi, dunque. La conferma è arrivata domenica da Santelli: «Ne abbiamo per un’altra settimana. Siamo tra le regioni che ne stanno facendo di più». Ma serve un intervento del commissario per emergenza Coronavirus.







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