L’economia sotto assedio, il racket non arretra

La relazione del Commissario straordinario non registra cali significativi di estorsione e usura in Calabria e nel Sud: un dato che deve far riflettere alla luce dell’allarme per gli effetti della crisi economica dettata dal Coronavirus

«Estorsione e usura costituiscono “reati sentinella” della presenza della criminalità organizzata e del controllo mafioso sul territorio». E «tali fenomeni, nonostante gli sforzi profusi e i successi investigativi conseguiti dalle forze di polizia e dall’autorità giudiziaria, non fanno registrare cali significativi nelle regioni di tradizionale origine e insediamento delle consorterie criminali». E’ l’analisi contenuta nella relazione annuale del commissario straordinario per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, Annapaola Porzio, disponibile online sul sito web del Viminale: un’analisi che purtroppo conferma come, nelle regioni a maggiore densità criminale come la Calabria, l’economia illegale sia ancora preponderante.
L’ANALISI DI CONTESTO «Non solo. Le forme di controllo del territorio che si traducono nella perpetrazione di condotte estorsive e usurarie – continua il documento – sono divenute funzionali all’acquisizione di attività imprenditoriali, secondo un disegno criminoso perseguito attraverso la preoccupante infiltrazione di tali consorterie nel tessuto economico del centro Nord, fenomeno ampiamente certificato in numerosi e recenti atti giudiziari». Nel 2019 sono pervenute al Comitato di solidarietà per le vittime dell’estorsione e dell’usura 732 istanze (314 al fine dell’elargizione e 418 al fine dell’erogazione del mutuo). Ed anche l’analisi numerica – spiega il commissario antiracket – «merita una riflessione: il numero delle istanze si è progressivamente ridotto negli anni, a fronte di fenomeni criminali che mantengono una dimensione preoccupante, così come dimostrato dalle operazioni di polizia giudiziaria, in gran parte avviate d’iniziativa piuttosto che in seguito a denunce da parte delle vittime».
IN CALABRIA ISTANZE IN CALO Del resto, lo confermano anche i dati della relazione del commissario antiracket riferiti alla Calabria, che registrano un evidente calo per quanto riguarda le istanze di accesso ai benefici del fondo di solidarietà per le vittime di estorsione (nel 2017 sono state 37, salite a 52 nel 2018 ma di nuovo scese nel 2019, per la precisione a 40), mentre restano stabili in Calabria – e comunque non è un segno positivo – le istanze delle vittime per usura (18 sia nel 2018 sia nel 2019, ma sono state 27 nel 2017). Secondo gli analisti dell’ufficio del commissario, questo trend, condiviso peraltro dalla Calabria anche con le altre regioni del Sud a maggiore rischio come Sicilia, Campania e Puglia, che presentano numeri persino peggiori – potrebbe denotare una minor propensione alle denunce. L’immutata aggressività della criminalità organizzata – spiega infatti l’ufficio del commissario antiracket – si avvantaggia di un atteggiamento tendenzialmente reticente delle vittime, ora per paura, ora per un malriposto sentimento di sudditanza e/o gratitudine nei confronti dell’estortore o dell’usuraio, ora per una forma di indifferente connivenza, ora per la sottovalutazione di quanto sta accadendo. L’analisi del commissario antiracket, ovviamente, deve adesso determinare un forte approfondimento anche alla luce dell’allarme lanciato dai maggiori esperti nella lotta alla ‘ndrangheta e alla criminalità organizzata, come il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, per i quali la crisi economica che si avvertirà a causa dell’emergenza Coronavirus rischia di diventare un ulteriore fattore di arricchimento per le cosche, pronte ad approfittare della situazione per la capacità di dare risposte più veloci di quelle istituzionali alle istanze delle persone. Magari implementando ulteriormente il Fondo di solidarietà.
IL FONDO DI SOLIDARIETA’ Rispetto a quest’ultimo elemento, dalla relazione annuale emerge che nel corso del 2019, il Comitato si è riunito 36 volte, ha esaminato 2.179 posizioni e deliberato la concessione di 17.904.235 di euro tra elargizioni e mutui di cui 14.280.824 in favore delle vittime dell’estorsione (496.821 a titolo di provvisionale e 13.784.011 a titolo di saldo) e 3.623.411 in favore delle vittime dell’usura (3.142.411 titolo di mutuo in un’unica soluzione e 481.000,00 a titolo di saldo rispetto ad anticipazioni già concesse). Disaggregando i dati a livello territoriale la Sicilia risulta la regione nella quale sono state deliberate le maggiori somme per elargizioni alle vittime di estorsione ( 3, 853 milioni di euro) seguita dalla Campania (3,561 milioni) e dalla Puglia (2,117 milioni di euro), e infine dalla Calabria, che tocca la cifra di 1,619 milioni. Per quanto riguarda, invece, le vittime di usura, la regione che ha fatto registrare il maggior importo per mutui è la Puglia (850mila euro) seguita dalla Sicilia (648mila), dalla Campania (607mila) e infine, ancora in coda, dalla Calabria.





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