Canino: «I vapers sono una realtà in crescita»

Il presidente dell’ Associazione nazionale per i vapers uniti, catanzarese, racconta i particolari di una realtà che conta ormai centinaia di sostenitori: «Puntiamo a rafforzare la nostra presenza»

CATANZARO Una realtà sempre in continua crescita quella dei vapers. Anche in Calabria i seguaci dell’alternativa alla sigaretta che dei fumatori neppure vogliono sentir parlare sono progressivamente cresciuti. Una realtà tanto consolidata da avere una rappresentanza unita a livello nazionale: Associazione nazionale per i vapers uniti (Anpvu). Una realtà che conta ormai centinaia di consumatori. Per comprendere questo fenomeno ne abbiamo parlato con Carmine Canino, catanzarese e presidente nazionale dell’associazione.
Presidente, cos’è Anpvu?
«Anpvu è l’unica Associazione italiana che rappresenta i consumatori di sigaretta elettronica. È impegnata nello sviluppo, la promozione, l’organizzazione, la sensibilizzazione e la diffusione dello svapo nelle specialità ad esso appartenenti in tutte le forme e manifestazioni, nel territorio dello Stato Italiano ed a livello Internazionale, tutela della salute tramite supporto ai fumatori per abbandonare il fumo di sigaretta tradizionale entrando nel mondo dei vaporizzatori personali. Altresì, si impegna nella difesa dei diritti e degli interessi dei vapers e nella promozione di iniziative volte a diffondere il passaggio allo svapo».
Con queste premesse, è facile intuire l’importanza di entrare a far parte di Anpvu e di condividerne gli alti obiettivi.
«Esatto. Stiamo crescendo e più saremo numerosi e più la nostra voce sarà rappresentativa di un comparto fondamentale del panorama dello svapo, il suo vero motore: il consumatore».
Per chiarire le idee a chi non conosce le e-cig, potreste spiegarci cos’è una sigaretta elettronica?
«Lo faccio soffermandomi sul nome corretto che dovrebbe essere dato alle cosidette e-cig: vaporizzatore personale. La forza dei vaporizzatori è proprio nel fatto che essi non bruciano le sostanze in esso contenute, bensì le vaporizzano. Attraverso una resistenza alimentata da corrente elettrica, vaporizzano il liquido rendendo possibile l’inalazione di un vapore che simula la gestualità della sigaretta ma in maniera decisamente meno dannosa per la salute».
Se dovesse dare un consiglio ad un fumatore di sigarette tradizionali, su cosa mettereste l’attenzione per convincerlo a passare al mondo delle e-cig?
«Sono consigli che do tutti i giorni. Ricordo sempre ai fumatori che le sigarette contengono oltre 400 componenti tossiche e 40 dichiaratamente cancerogene oltre alla nicotina (che non è cancerogena di per sè) e il monossido di carbonio prodotto dalla combustione (durante la quale si liberano circa 5.000 sostanze tossiche). Il liquido presente nelle e-cig è composto soltanto da Glicole Propilenico, Glicerolo Vegetale, Acqua, Aromi e, eventualmente, nicotina. In mancanza di combustione, il danno rispetto alle sigarette si riduce del 95%».
Quanto costa associarsi ad Anpvu?
«Diventare socio ordinario costa 5 euro l’anno ma esiste anche la possibilità di tesserarsi in qualità di socio sostenitore al costo di 25 euro l’anno».
In che modo ANPVU si inserisce nel contesto internazionale?
«Finalmente, anche il Consumatore italiano è rappresentato su un piano internazionale. Siamo stati tra i fondatori di ETHRA, una rete internazionale di Associazioni di Consumatori attraverso la quale apriremo un dialogo, non solo con le Istituzioni dei Paesi membri, per promuovere l’utilizzo dei vaporizzatori come strumento di riduzione del danno e chiarire ulteriormente che l’opinione pubblica non può e non deve rimanere all’oscuro della reale efficacia di tali dispositivi nella lotta al tabagismo. L’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di far si che si attuino politiche sanitarie in grado di informare le masse dei danni reali legati al fumo e della possibilità di liberarsi dalla dipendenza dal fumo attraverso metodi meno dannosi appoggiati dall’intera comunità scientifica. Gli studi esistono, le tecnologie sono in continuo sviluppo, non resta che abbattere il muro dell’omertà e della denigrazione che ha contraddistinto l’informazione mediatica in tema di riduzione del danno. L’anno scorso tutto il settore ha subito un forte danno dalla comunicazione globale riguardante l’EVALI. Riteniamo inamissibile aver diffuso notizie allarmanti ed inesatte, tralasciando di specificare che l’insorgere di patologie mortali non fosse legata all’utilizzo dei vaporizzatori in quanto tali, bensì all’acquisto di sostanze illegali e pericolose. Nessuna smentita ha potuto cancellare dalla mente dell’opinione pubblica il fatto che i vaporizzatoripersonali fossero più dannosi delle sigarette. Questo ha portato ad un danno ben più grave, a nostro parere, di quello economico al settore; molti fumatori che si erano approcciati allo svapo, lo hanno abbandonato, tornando al fumo combusto e molti tra coloro che avrebbero voluto tentare, hanno desistito. Ogni giorno gli svapatori si trovavano a dover fare i conti con persone pronte a demonizzarli per l’uso di un dispositivo pericoloso per se stessi e per gli altri, e questa situazione, figlia dell’ignoranza e della cattiva informazione, ha, e purtoppo avrà per lungo tempo ancora, strascichi, che porteranno all’ostracizzazione di un sistema che potrebbe migliorare lo stato di salute di molti. Abbiamo ricevuto costantemente richieste in merito ad acquisti sicuri per quanto riguarda soprattutto i liquidi da inalazione e, forti della consapevolezza che per tutelare un Consumatore ci si debba impegnare sul campo, abbiamo deciso di aderire al piano di standardizzazione dell’Ente italiano di normazione (Uni), inviando un nostro rappresentante nel gruppo di lavoro nazionale UNI/CT 042/GL 67 “sigarette elettroniche e relativi liquidi”. Riteniamo questa partecipazione ai tavoli di lavoro dell’Uni un traguardo fondamentale per la futura certificazione dei prodotti da svapo in Italia e conseguentemente in Europa, la normazione di un prodotto che permette di allontanarsi gradualmente da una dipendenza, col minimo danno, è di estrema importanza per tutti coloro che hanno ancora forti dubbi sulla qualità dei prodotti della filiera dello svapo. Tutelando il consumatore ci siamo chiesti in quale modo avremmo potuto essere concreti e questa scelta ci darà modo di conoscere ed intervenire in un processo cardine dell’iter certificativo dei prodotti».
E a livello nazionale?
«Come ho detto, Anpvu è attualmente l’unica Associazione per i Consumatori in Italia. Nel 2018, l’altra associazione dei consumatori “Vapit” ha scelto di sciogliersi e di confluire in Anpvu, per un unione di intenti. Nel 2018, anno difficile per il settore dello svapo italiano, abbiamo rappresentato i Consumatori presso i tavoli istituzionali, presentando le loro istanze. Abbiamo avviato un dialogo ed una collaborazione con le associazioni nazionali Coiv, Anafe, Liaf (Lega italiana antifumo) e UnieCig. Insieme, siamo riusciti a far pubblicare un’intera pagina di sensibilizzazione su ben quattro testate giornalistiche nazionali. A dicembre 2018, tutti questi sforzi si sono concretizzati in quei cambiamenti che ormai tutti i vapers conoscono».
Un buon risultato…
«Diciamo che, per il momento, possiamo dirci parzialmente soddisfatti. La tassa sui liquidi da inalazione è stata ridotta in modo molto significativo: 0,40€ per 10ml di liquido a zero e 0,80€ per 10ml di liquido nicotinizzato. Sicuramente si può fare di più e ci batteremo perché ciò accada. Ma è certamente un buon inizio».
I prossimi obiettivi?
«Vogliamo completare l’opera. Zero tassa per i liquidi senza nicotina, uscita da Aams (oggi Adm) e vendita on-line libera, senza depositi fiscali. Continueremo la nostra missione e riusciremo a far valere le nostre ragioni, che sono quelle dei Consumatori. Poi, vogliamo raggiungere una maggiore sensibilizzazione dell’opinione pubblica e lo faremo cercando di coinvolgere le maggiori personalità in campo medico e scientifico presenti in Italia. Secondo noi una sana politica di prevenzione sanitaria intelligente e lungimirante che guardi alla salute dei propri cittadini, ma anche al risparmio della spesa sanitaria di uno Stato come l’Italia, non può e non deve essere esclusivamente appannaggio di provvedimenti di carattere fiscale. Per raggiungere questi grandi obiettivi, abbiamo bisogno dell’appoggio di tutti e quest’anno speriamo di triplicare o quadruplicare gli iscritti. In questo anno l’Anpvu si vede impegnata anche nella ricerca scientifica, con studi su liquidi da inalazione, che possano tranquillizzare i consumatori che si affidano al mercato ufficiale. Per noi è fondamentale dare risposte certe e fondate ai mille interrogativi sollevati da consumatori che non hanno altre figure con cui dialogare se non noi, che ci impegnamo quotidianamente per far sì che un doman, lincertezza lasci spazio al riconoscimento del lavoro dei tanti medici e scienziati che lavorano nella ricerca a beneficio della salute e trai cui l’Italia si può vantare di avere esponenti di eccellenza in ambito internazionale. Di importanza fondamentale per tutti coloro che combattono con patologie fumocorrelate (gravi o meno che siano) e per le nuove generazioni è la consapevolezza che i vaporizzatori personali possono aiutare nella disintossicazione dalla nicotina, senza i danni causati dalla combustione. Per ogni svapatore queste sono parole ovvie, il fatto grave è che le Istituzioni non hanno menzionato i vaporizzatori se non accomunandoli ai prodotti del tabacco».
Spesso si legge in giro di sequestri di liquidi per le e-cig confezionati da negozianti che sono stati oggetto di sequestro da parte dei NAS, puoi darci qualche chiarimento?
«La pratica di confezionare in ambienti non idonei prodotti destinati all’utilizzo di dispositivi che sono nati per ridurre un danno alla salute è da condannare e combattere. Il controsenso che caratterizza simili comportamenti è chiaro. Stiamo cercando di sensibilizzare i consumatori meno informati anche su questo tema. In Italia abbiamo eccellenze nel campo della produzione di liquidi da svapo, attente non solo alla bontà dei propri prodotti ma soprattutto alla loro qualità. Le analisi di laboratorio che i produttori svolgono per garantire tale qualità, i processi di imbottigliamento in ambienti idonei e in contenitori sterili hanno un costo, il consumatore non deve, scegliendo lo svapo come mezzo per la riduzione del danno, porsi come obiettivo il risparmio ad ogni costo».
La sigaretta elettronica può aumentare, in questo periodo, i rischi di contagio Covid-19?
«No, non ci sono, ad oggi, evidenze scientifiche che usare le sigarette elettroniche aumentino i rischi connessi al contagio Covid-19 così come recentemente affermato anche dalla Food and Drug Administration».
Vogliamo dare i riferimenti di Anpvu a chi ci legge?
«Certo. Il sito internet dedicato è all’indirizzo www.anpvu.it, il Gruppo Facebook dell’ANPVU https://www.facebook.com/groups/anpvu/, la mail info@anpvu.it e il numero verde 800 10 76 70 (Lun – Ven: 10:00 – 18:00)».







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