Coronavirus, deputati Pd del Sud: «Da Feltri parole gravi. Salvini e Meloni si dissocino»

«Si tratta di affermazioni a sfondo razziale che offendono milioni di cittadini italiani». La risposta di Salvini: «Sono assolutamente in disaccordo»

ROMA «Le gravi e indegne parole rivolte da Feltri ai meridionali durante una trasmissione televisiva coprono ovviamente di vergogna solo colui che le ha pronunciate. Si tratta di affermazioni a sfondo razziale che offendono milioni di cittadini italiani e negano la grandezza della nostra stessa storia, cultura, arte, che hanno nel Mezzogiorno del nostro Paese una straordinaria culla di ingegno e talento». Questo quanto affermano, in una nota, le deputate e i deputati Pd del Sud, Stefania Pezzopane, Piero De Luca, Pietro Navarra, Ubaldo Pagano, Antonio Viscomi, Francesca La Marca, Gavino Manca, Romina Mura, Raffaele Topo, Andrea Frailis, Vincenza Bruno Bossio, Marco Lacarra, Alberto Losacco, Paolo Siani. «Chiediamo – continuano – ai suoi amici sovranisti, i Salvini e Meloni che lo candidavano alla presidenza della Repubblica, di rispondere con nettezza a dichiarazioni così infamanti e annunciamo un esposto all’Ordine dei giornalisti».

LA RISPOSTA DI SALVINI «A me è sembrata francamente una cazzata l’affermazione del direttore Feltri sulla inferiorità dei meridionali». Lo ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini in un’intervista a Radio Crc, commentando le frasi del giornalista alla trasmissione di Rete4 “Fuori dal coro”. «Sono assolutamente in disaccordo – spiega Salvini – con le sue affermazioni perché se per un giornalista è scorretto in tempo di pace fare considerazione che dividono il Paese, è scorretto e ingiusto farlo in tempo di guerra. Esistono distanze nel Paese, ma tra chi vive in quartieri disagiati e quartieri ricchi con più servizi e questo non è certo colpa dei cittadini, la politica deve fare di tutto, come noi stiamo facendo, per accorciarle queste distanze. Sicilia e Sardegna, ad esempio, sono isolate ancora di più in questo periodo e sono le regioni che pagano di più per tornare alla normalità, ma non è affatto un valore in meno essere siciliano o sardo. Tutti devono avere pari opportunità».





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