Da Vibo il caffè che profuma di Calabria e della sua cultura

“Marago Caffè” è la realtà imprenditoriale vibonese che ha dato i natali a “caffèotto”, il caffè al bergamotto per fondere in ogni chicco la cultura calabrese con quelle di una delle eccellenze della storia e della cultura italiana. A raccontarcela nell’episodio di “Ti racconto un’impresa” in onda questo giovedì dalle ore 21 al canale 211 del digitale terrestre e in streaming su L’Altro Corriere Tv è l’ideatore, Dario Messina

VIBO MARINA «Per fortuna che al braccio speciale c’è un uomo geniale che parla co’ me […] alla fine m’assetto papale, mi sbottono e mi leggo ‘o giornale, mi consiglio con don Raffaè, mi spiega che penso e bevimm’ ‘o café». Il tempo del caffè, più che un rito è un’evasione dal presente tanto dolce quanta è la passione che sta dietro al prodotto.
Chissà quali particolarità si celano dietro quella famosa ricetta che «mammà» diede a Cicirinella; chissà quale storia.
La passione per il mondo del caffè è proprio ricerca delle storie, delle culture, delle origini, quindi delle ricette che rendono ogni chicco diverso dall’altro e per questo speciale. È iniziata così, vent’anni fa, la storia di “Marago Caffè”, impresa e torrefazione di Vibo Marina la cui intuizione è stata quella di creare, tra gli altri, un prodotto che potesse raccontate e fondere tra loro le storie del caffè, eccellenza italiana nel mondo, con un’eccellenza calabrese: il bergamotto.
La storia sarà protagonista del prossimo episodio di “Ti racconto un’impresa” in onda su L’Altro Corriere Tv al canale 211 del digitale terrestre e in streaming da questo giovedì alle ore 21.
A raccontarcela, Dario Messina, le cui origini siciliane non tradiscono il cognome, anche se la sua storia imprenditoriale si lega più al territorio calabrese: «Come tanti sono da sempre appassionato di caffè anche se all’inizio sottovalutavo tutto il mondo che sta dietro, per me era solo un pacchettino sullo scaffale di un supermercato».
Dietro ad ogni chicco di caffè c’è invece tutto un mondo tanto variegato e complesso quanto lo è la filiera che aggrega tra loro diverse zone del mondo, origini e culture: «Questo mondo ti porta alla scoperta di territori come il Brasile, la Colombia o il Nepal. In pochi sanno che finanche sul monte Everest c’è una coltivazione di caffè». E in ogni tazzina avvengono innumerevoli incontri: «L’espresso italiano che noi utilizziamo è soprattutto una miscela di caffè crudi da diverse zone. Beviamo contemporaneamente la cultura di tanti popoli».
Da questa passione nasce “Marago Caffè” – che deve il suo nome ad un particolare tipo di caffè originario delle coltivazioni del Centro-Sud America – una torrefazione artigianale, ma anche «un patrimonio di saperi e sapori, attraverso il quale viene sviluppata una ricerca volta a reinterpretare la tradizione del buon caffè all’italiana». Una passione di famiglia: Dario è affiancato dalla moglie Maddalena e dal figlio Antonino nella selezione della materia prima, nella preparazione delle miscele, nei processi di produzione. «Ho coinvolto tutti nel progetto – dice fiero Dario – e per noi la torrefazione è sinonimo difamiglia».
Ma il caffè è anche «sinonimo di territorialità». Da qui l’idea: «Volevo creare un prodotto che ricordasse la Calabria e da qui l’idea che il bergamotto potesse sposarsi col caffè senza inficiarne il gusto».
Un prodotto generato anche grazie allo studio di “Fitocal”, un laboratorio di biologi specializzati, coi quali Dario e famiglia riescono «a inserire in ogni chicco il bergamotto. A me sembrava molto banale mettere un aroma nel caffè, ma è stato fatto un processo particolare che ha una durata medio-lunga e dei costi importanti. Abbiamo così avuto la spinta verso l’esterno».
Nasce così “caffèotto” un particolare chicco di caffè che utilizza per l’80% robusta e 20% arabica. «Voglio sfatare il mito – dice Dario a proposito dell’utilizzo della robusta – perché noi utilizziamo un particolare tipo buonissimo proveniente dal Togo e che riesce a caratterizzare particolarmente la miscela». I riscontri dai clienti sono molto positivi e lascia stupita la capacità di creare un prodotto “bio” con un occhio attento al gusto oltre che alla qualità. «Abbiamo cominciato questo percorso che è lungo e molto difficile l’anno scorso con la cerficiazione dell’azienda come “bio” e la nascita del brand dedicato “Bio Emme”».
Ma “Marago Caffè” va anche oltre: «Lavoriamo anche sul thé. Il percorso è similare a quello del caffè, così come i costi di produzione. Inoltre, entrambi corrispondono a riti importanti». Più diffuso in questo caso il mercato del thé aromatizzato al bergamotto che esiste ormai da molti anni anche se in pochi utilizzano il bergamotto calabrese: «Abbiamo deciso di acquistare il caffè verde e fare dei test sul thé verde a foglia larga che aromatizziamo con l’olio essenziale proveniente dal bergamotto reggino».
Una produzione che segue un obiettivo ben preciso: «Far sentire il profumo della Calabria tramite “caffèotto” oltre i confini della regione. Ci si può riuscire; ci vuole tempo, ma noi ce la mettiamo tutta». (f.d.)







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