Il sogno a “5 stelle” di un protagonismo nella sanità calabrese

A Roma battono cassa. A colpi di interrogazioni parlamentari, denunce e scontri interni alcuni portavoce del Movimento provano a farsi largo tra i “colonnelli” voluti da Roberto Speranza

di Michele Presta
COSENZA
Colpi di penna, pardon di tastiera, post su Facebook e poi chiamate e sotterfugi negli angoli delle commissioni parlamentari. La sanità dei calabresi è nelle più o meno salde mani di burocrati romani da 10 anni. E mentre gli slogan per superare il commissariamento come le famigerate catene dell’ex presidente Mario Oliverio sembrano essere soltanto cimeli di cronaca politica, da giorni si assiste ad uno scontro tutto griffato Movimento 5 Stelle. Cotticelli, Urbani, Zuccatelli. Il triumvirato plenipotenziario della sanità Calabrese è il bersaglio preferito dei “portavoce” stellati e questo con il semplice obiettivo di tentare una spallata a chi sta amministrando il comparto sanitario e lo ha fatto anche in questo periodo di crisi. Se la spallata non riesce, quanto meno l’obiettivo sembrerebbe essere quello di avere più voce in capitolo. Anche perché, dalla base, i mugugni sono sempre più insistenti circa l’andazzo delle cose e i parlamentari sembrerebbero essere stanchi di fare spallucce. Scontro negli agri romani dunque e sulle scelte avallate dal ministro della Sanità, Roberto Speranza.
In questo contesto vanno lette le ultime interrogazioni di diversi parlamentari circa l’operato di Giuseppe Zuccatelli quale commissario ad interim dell’Asp di Cosenza. Uno scontro iniziato sul caso dei tamponi fatti e non processati e conservati nei freezer a disposizione della centrale operativa del 118 di Cosenza e finito (per il momento) con l’ultima interrogazione parlamentare (qui la notizia) in cui si chiede proprio al ministro in quota LeU di capire se la nomina del commissario ad interim cosentino sia legittima. Ma mentre Zuccatelli sull’episodio preferisce mantenere un profilo basso, così non fa Dalida Nesci.
La parlamentare pentastellata si è avventurata in una difesa dell’operato del commissario (qui la notizia), di fatto confermando voci di palazzo in base alle quali la stessa sarebbe stata avvicinata da Giuseppe Zuccatelli per ricevere un sostegno (anche di natura politica) sulla bontà della gestione commissariale (sia cosentina che catanzarese). Ne è nato un piccolo caso a 5 stelle considerato che il collega di partito Francesco Sapia (in prima linea in questo scontro con il commissario uno e trino che governa anche le due Aziende della sanità catanzarese) non si è risparmiato nella risposta. «Sinceramente cara Nesci non capisco il perché del tuo atteggiamento. Non capisco perché se hai delle informazioni non le condividi con noi, invece di fare invettive sui social contro di noi – ha replicato Sapia -. Non capisco perché fuggi in avanti un’altra volta, questa volta però offrendo una stampella alla Santelli e al commissario Zuccatelli, che hanno gestito in modo disastroso questa emergenza Covid». Insomma, quel clima da “volemose bene” e di una ritrovata unità di intenti (qui il nostro approfondimento) non sembrerebbe riguardare tutti. Ognuno coltiva le sue posizioni e chissà che da qui a qualche tempo non si verifichi un altro cambio di casacca come avvenuto lo scorso autunno con il passaggio di Silvia Vono con Italia Viva di Renzi.
Senza divagare sulla geopolitica tutta interna del Movimento 5 Stelle calabrese, rimanendo in tema sanità, l’altro pomo della discordia riguarda l’incarico conferito ad Andra Urbani. I pentastellati sostengono che si tratti del primo colpo piazzato  dal ministro Roberto Speranza (seguito dalla nomina di Zuccatelli all’Asp di Cosenza), in piena emergenza sanitaria e prima che tutta Italia diventasse zona rossa. Un passaggio dell’ultima interrogazione parlamentare presentata chiarisce gli stati d’animo dei pentastellati. «È rinnovato l’incarico di direttore generale della Programmazione sanitaria nazionale al dottor Andrea Urbani, già revisore dei conti di Agenas, già sub-commissario per l’attuazione del piano di rientro dal disavanzo sanitario calabrese e per diversi mesi contemporaneamente controllore, nella veste di dg ministeriale, e controllato, in quella di delegato governativo». Si aspettano dunque le risposte di Conte e Speranza. Intanto nel firmamento “stellato” c’è chi sogna un nuovo protagonismo nella sanità. (m.presta@corrierecal.it)





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