Coronavirus, test sierologici gratuiti per 6.300 calabresi

Al via la campagna di screening del ministero della Salute insieme a Istat, Regioni e Croce rossa. Coinvolti 93 Comuni e tre laboratori

CATANZARO Al via da lunedì, anche in Calabria, i test sierologici gratuiti per avviare l’indagine epidemiologica ad ampio raggio sul Coronavirus. Il progetto è condotto dal ministero della Salute e dall’Istat in collaborazione con le Regioni, le Province autonome e la Croce rossa. E domani saranno proprio gli operatori della Croce rossa a chiamare i cittadini selezionati a campione: saranno 6.314 residenti in 93 comuni ricadenti nelle cinque province calabresi. Lo screening servirà a determinare tramite test di altissima qualità la percentuale della popolazione che ha sviluppato anticorpi in seguito al manifestarsi di un’infezione da coronavirus.
La rilevazione sarà suddivisa per area geografica, età, sesso e attività economica. L’indagine permetterà anche di rilevare la formazione di anticorpi in persone che non hanno sviluppato alcun sintomo di malattia, pur essendo entrate in contatto con il virus. I risultati saranno utili per pianificare ulteriori azioni a livello statale e localee per adeguare le misure di contenimento, se necessario. I laboratori scelti Sono tre le strutture pubbliche individuate dalla Regione per processare gli esami che saranno condotti da qui ai prossimi giorni: si tratta dei laboratori di Microbiologia dell’ospedale di Castrovillari (39 comuni), del nosocomio di Crotone (29 centri)e dell’ Asp di Reggio Calabria (34 comuni). I test saranno effettuati su 846 persone nella fascia d’eta tra 0-17 anni, 1230 tra 18-34 anni, 1385 tra 35-49 anni, 1063 tra 50-59 anni, 884 tra 60-69 anni e 906 ultrasettantenni.
Saranno coinvolte 150.000 persone in Italia, residenti in duemila Comuni, selezionate da Istat quale campione rappresentativo dell’intera popolazione italiana.
I cittadini selezionati saranno contattati dalla Croce Rossa Italiana per fissare un appuntamento per il test, che consisterà in un piccolo prelievo di sangue presso i Centri prelievo individuati dalle Regioni e dalle Province Autonome o presso quelli della Cri.
«Al fine di stimare l’estensione dell’infezione nella popolazione e descrivere la frequenza della stessa in relazione ad alcune variabili, quali l’età, il sesso, la Regione di appartenenza, l’attività lavorativa e, quindi, valutare con attendibilità il tasso di siero-prevalenza, è fondamentale che tutti i soggetti selezionati partecipino all’indagine», si legge sul sito del ministero della Salute.





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