20.20 | Reddito di cittadinanza, Greco: «I furbetti non hanno possibilità di farla franca»

Il direttore regionale Inps Calabria ospite ieri sera della puntata del talk: «La legge prevede che ogni volta che ci sia un fondato dubbio si debba procedere al controllo»

LAMEZIA TERME «Non credo che ci sia molta possibilità di sperare di potere farla franca». Giuseppe Greco, direttore regionale Inps Calabria, ospite ieri sera della trasmissione “20.20”, condotta da Danilo Monteleone e Ugo Floro, in onda alle 21 su L’Altro Corriere Tv (canale 211) e in streaming sul Corriere della Calabria e laltrocorriere.it, ha spiegato come vengono effettuati i controlli per scovare i “furbetti” del reddito di cittadinanza.
«Non è un caso – ha svelato il direttore dell’Inps – che si stanno susseguendo in questa regione attività da parte delle forze di polizia, guardia di finanza e carabinieri nella fattispecie, relativamente a questo fenomeno. E’ proprio frutto della sinergia che è in essere, in questa realtà territoriale, fra le sedi dell’istituto che dirigo e le forze dell’ordine».
L’AUTOCERTIFICAZIONE Al cittadino viene data fiducia, erogando il sussidio sulla base dell’autocertificazione, ma guai a tradire la fiducia. «Il reddito di cittadinanza – ha riepilogato Greco – viene concesso, come la maggior parte delle prestazioni, ormai sulla base di quanto disposto dal testo unico che nell’ottica della semplificazione consente di attestare alcune fattispecie tramite autocertificazione, cosa che non è in alcun modo più possibile invece certificare direttamente. Questo consente a chicchessia di poter dichiarare di non avere avuto nell’ultimo decennio, come invece dispone la norma per l’erogazione del reddito di cittadinanza, delle sentenze passate in giudicato per reati di mafia, terrorismo e altre gravi tipologie. E’ questo il caso per esempio dei soggetti scovati dalla guardia di finanza nei giorni scorsi nel Vibonese i quali avevano autocertificato di essere immacolati dal punto di vista della fedina penale salvo poi invece verificare che così non era».
I CONTROLLI DELLE FORZE DI POLIZIA Controlli diretti, incrociati o a campione. Ecco come funziona il sistema per scovare i furbetti: «La guardia di finanza – ha detto Greco – ha direttamente il compito di procedere alle verifiche per quanto riguarda il reddito di cittadinanza perché glielo attribuisce appunto la norma che dispone l’erogazione di questa prestazione. I Carabinieri non hanno la possibilità di controllare direttamente, cosa che invece fa la Guardia di Finanza, che accedere sui database delle varie amministrazioni e fa direttamente le verifiche. I Carabinieri, come nel caso di Taurianova, si interfacciano con l’Inps che provvede in quest’attività sinergica a corrispondere tutte le informazioni necessarie per poter poi incrociare i dati in nostro e in loro possesso e ricavare poi le considerazioni che portano a questo tipo di azione».
Non vi è una stima del fenomeno, ma quel che è certo è che il livello di allerta è altissimo: «L’idea complessiva del fenomeno la possiamo supporre, nel senso che se ce l’avessimo – assicura Greco – come facciamo normalmente non appena arriviamo alla determinazione che quelle prestazioni sono indebitamente erogate, procediamo intanto alla sospensione immediata dei pagamenti e al recupero di tutte le somme indebitamente percepite. La legge prevede che ogni volta che ci sia un fondato dubbio da parte di qualsiasi amministrazione, in fase di istruttoria o di qualsiasi tipo di pratica compresa questa del reddito di cittadinanza, si debba procedere al controllo. Diversamente c’è il cosiddetto controllo a campione che prevede la verifica dal 5 al 10% delle pratiche complessive che facciamo normalmente e qualche volta attraverso quel tipo di controllo riusciamo anche a scovare qualche autocertificazione non coerente con la realtà. Tuttavia proprio in questi giorni stiamo discutendo con i vertici della guardia di finanza a livello regionale per poter provare a fare interrogazioni massive dei nostri database relativamente al reddito di cittadinanza, direttamente incrociando i dati con una serie di informazioni che le forze di polizia hanno e noi evidentemente no, per provare ad andare, se non a tappeto, sui grandi numeri, a fare un controllo che sia più capillare».
IL RUOLO DEI COMUNI Anche gli enti locali fanno la loro parte: «I Comuni ci danno una grande mano – ha spiegato Greco – e noi ci interfacciamo regolarmente con i Comuni proprio in relazione al reddito di cittadinanza perché una componente fondamentale per il diritto e per il calcolo della quota di reddito da erogare riguarda la composizione del nucleo familiare. Proprio nell’operazione di Taurianova c’è un soggetto che aveva fittiziamente spostato la propria residenza in un rudere fra l’altro non abitabile. Queste sono fattispecie che vengono poste in essere per modificare la composizione del nucleo familiare e renderlo il più possibile attinente alle specifiche per elevare il calcolo del reddito. Questo lo controlliamo regolarmente attraverso l’incrocio automatico della banche dati con le anagrafi comunali, laddove queste hanno la possibilità di interfacciare telematicamente i database e su richieste puntuali nei casi diversi».

 





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