La proposta di Libera: «I familiari delle vittime nella Commissione regionale Antimafia»

Il referente del settore “memoria”, Matteo Luzza, lancia un appello alla politica per inserire nel costituendo organo anche componenti esperti delle associazioni. «Per costruire anche in Calabria percorsi di giustizia e corresponsabilità»

Libera contro le mafie

REGGIO CALABRIA «Nell’imminenza della nomina dei componenti della Commissione Regionale Antimafia della Regione Calabria, auspicando che si possano al più presto riprendere il percorso di lavoro per dare risposte alle tante vittime dei reati di tipo mafioso, che nella nostra terra sono vessati dall’asfissiante presenza delle varie ‘ndrine, riteniamo opportuno, come familiari di vittime innocenti della criminalità mafiosa della rete di Libera, che tra i componenti di tale Commissione, oltre alla componente politica espressa attraverso i membri del Consiglio regionale, vi sia anche la presenza di soggetti appartenenti al mondo dell’Associazionismo, “esperti” del fenomeno mafioso». Così in una nota Matteo Luzza, responsabile regionale del settore Memoria dell’associazione “Libera contro le Mafie”. «Tra questi componenti – aggiunge – proponiamo di inserire anche un familiare di una vittima innocente o un membro della nostra Associazione, che possa portare anche il bagaglio esperienziale pluriventennale di Libera ai lavori della Commissione medesima. Rivolgiamo un appello al mondo della Politica, alla Presidente della Giunta Regionale on.le Jole Santelli, al Presidente del Consiglio Regionale on.le Domenico Tallini, ai singoli Consiglieri Regionali, perché valutino questa nostra proposta, che nasce unicamente dalla voglia di portare un contributo ai lavori, da parte di chi ha subito sulla propria pelle la violenza mafiosa, attraverso la perdita di un familiare vittima innocente, o da parte di chi per scelta, per passione e competenza competenza ha deciso di mettersi in gioco e schierarsi dalla parte della lotta alle mafie, perché anche attraverso il proprio impegno sociale, si possano costruire percorsi di giustizia e corresponsabilità nella nostra Regione».





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