Vitalizi “low cost”, divampa la polemica tra dietrofront e accuse di “lacrime di coccodrillo”

Dibattito rovente sulla legge approvata in modo bipartisan e “alla chetichella” nell’ultimo Consiglio regionale. Dai banchi dell’opposizione spunta qualche “mea culpa”. Callipo: se c’è il “trucco” mi tutelerò nelle sedi opportune. Azione riformista: «Grave l’ok del Pd». M5S all’attacco: «Sempre più sconcertati»

REGGIO CALABRIA Divampa la polemica sull’ultima normativa relativa ai vitalizi approvata, in coda all’ultimo estenuante Consiglio comunale, alla “chetichella” e all’unanimità. Tra dietrofront più o meno motivati e attacchi, sono tanti gli interventi polemici che si stanno accavallando nelle ultime ore.
LA NORMA “INCRIMINATA” Il tema del contendere è questo. Nell’ultima seduta di Palazzo Campanella, è stata approvata in pochissimi secondi, in modo del tutto bipartisan, dal maggioranza e opposizione una modifica dell’articolo 7 comma 4 della legge regionale numero13 del 2019, che disponeva che «il consigliere regionale, anche nei casi di sostituzione temporanea di altro consigliere, può versare le quote di contribuzione per il tempo occorrente al completamento del quinquennio relativo alla legislatura. Non è ammesso alla contribuzione volontaria il consigliere regionale la cui elezioni sia stata annullata». La modifica normativa, sottoscritta da tutti i capigruppo e relazionata con un eloquente “s’illustra da sé” dal capogruppo Udc, Giuseppe Graziano (nel primo fotino), nasce dal fatto che penalizza la posizione dei consiglieri regionali che, seppure cessati anticipatamente dall’ufficio per annullamento della relativa elezione, hanno comunque espletato a tutti gli effetti il proprio mandato elettorale fino alla sua cessazione. Detta discriminazione, difatti, appare irragionevole sia nei confronti dei consiglieri che portino a termine il mandato rispetto alla scadenza della legislatura, ma anche nei confronti dei consiglieri che non portano a termine il mandato ma per ragioni diverse dall’annullamento dell’elezione; trattasi sempre, infatti, di situazioni accomunate dall’aver comunque espletato il proprio ufficio di consigliere regionale quantunque per un periodo di tempo più o meno ampio ma comunque effettivo».  Da qui l’ok al nuovo testo, che in estrema sintesi, giusto per fare un esempio, consente a chi è stato consigliere anche per un breve periodo di tempo di versare i contributi per la legislatura e quindi avere poi il vitalizio. La modifica approvata ieri non comporta – si legge nell’articolato – nuovi e maggiori oneri sul bilancio regionale ma in realtà qualche dubbio che non sia così è assolutamente reale (soprattutto alla luce dell’enorme mole di ricorsi pendenti dal 26 gennaio.
LE REAZIONI «Ho apposto la mia firma, dopo quella di altri 7 capigruppo di maggioranza e di minoranza, su una proposta di legge che “non comporta maggiori o nuovi oneri a carico del bilancio regionale”. Così è scritto chiaro e tondo nel documento che mi è stato sottoposto in coda alla seduta di martedì 26 maggio e che risulta agli atti del Consiglio regionale. Non avrei mai avallato nulla che potesse aumentare i costi della politica». Così il leader di “Io Resto in Calabria”, Pippo Callipo, secondo cui «se la modifica della normativa sui vitalizi si traduce, invece, in un aumento dei suddetti costi significa che mi è stato proposto di sottoscrivere un documento non veritiero e per questo mi tutelerò nelle sedi opportune. Tutti conoscono la mia storia personale e il mio modo di intendere la politica, nessuno può pensare che io sia alla ricerca di privilegi per me o per altri. Quello del taglio ai costi della politica – conclude Callipo – è un impegno che ho assunto in campagna elettorale e che intendo portare avanti con determinazione». A sua volta, il consigliere regionale sempre di IriC,  Graziano di Natale (nel secondo fotino), afferma che l’approvazione «è stata frutto di in un chiaro errore a cui bisogna rimediare correndo ai ripari nella prossima seduta consiliare. La discussione-lampo del punto illustrato come atto dovuto, con per di più la sottolineatura che non comportasse costi aggiuntivi, giunta alla fine di lavori consiliari che hanno impegnato l’aula per molte ore, ha determinato sicuramente una sottovalutazione della portata e del reale contenuto del provvedimento. Perciò, personalmente dichiaro sin da subito di rinunciare ai benefici della legge in questione e ancora di più propongo che la stessa legge venga abrogata dal consiglio regionale nella prossima seduta utile». «Noi dell’opposizione – scrive sul suo profilo Fb il consigliere regionale del Misto, Francesco Pitaro – abbiamo votato con leggerezza ed in buona fede tale modifica legislativa inserita nell’ordine del giorno, dopo il corposo dibattito sul programma di governo illustrato dalla presidente Santelli, su richiesta del consigliere regionale Graziano. Una modifica che disallinea la Calabria dalle altre Regioni italiane e che io credo sia indebita, inopportuna e finanche incostituzionale. Non vi è dubbio che se un Tribunale annulla l’elezione di un consigliere regionale quest’ultimo perde il relativo status giuridico e tutto ciò che da esso discende. Detto ciò, comunico che è mia intenzione impegnarmi, sin da subito, anche depositando una specifica proposta di legge e coinvolgendo l’intera opposizione, per fare in modo che il Consiglio regionale cancelli quella modifica. Il fatto che le Commissioni siano ancora congelate – conclude Pitaro – rende possibile in Consiglio regionale l’inserimento di proposte equivoche».
«GRAVE ERRORE DI CALLIPO E DEL PD» Non lesina però critiche all’opposizione consiliare ”Azione Riformista”, promossa da Luigi Guglielmelli (nel terzo fotino), già segretari provinciale del Pd di Cosenza. «Temono lo scioglimento anticipato del Consiglio regionale e, come suol dirsi, si “purgano in salute”. Un grave errore quello commesso da Pippo Callipo e dal Pd calabrese per essere stati tra i proponenti e aver votato la legge regionale che consente ai consiglieri regionali che decadono dall’incarico o che addirittura non svolgono la funzione per l’intera legislatura di ottenere il vitalizio. Un errore a cui bisogna porre rimedio: fare autocritica e presentare un disegno di legge  di abrogazione da sottoporre al riesame ed alla approvazione nella prossima seduta del Consiglio regionale.

Non bisogna però fare di tutti le erbe un fascio: va dato atto a Nicola Irto, attuale consigliere regionale del Pd e già presidente del Consiglio regionale della Calabria di non aver votato questa legge. Facciamo appello, inoltre, alla presidente della Giunta regionale on. Iole Santelli, affinché aderisca a questa proposta, magari, ricorrendo persino alla richiesta del voto di fiducia sul  provvedimento di revoca. Dal punto di vista propriamente politico, infine, appare – sostiene “Azioen Riformista” – che questa sia una vera e propria “legge manifesto” del timore che l’attuale legislatura possa concludersi anticipatamente. Ciò probabilmente è espressione della consapevolezza degli uni che il centrosinistra sia stato devastato dai commissari del Pd del Nazareno e degli altri preoccupati che lo stesso centrodestra versi in una condizione di crisi politica irreversibile, a soli pochi mesi dalle elezioni regionali».
M5S ALL’ATTACCO E rincara la dose di critiche il deputato M5S, Alessandro Melicchio (nell’ultimo fotino): «Sono sconcertanti le scuse dei pochi consiglieri regionali calabresi di opposizione che hanno versato lacrime di coccodrillo sulla legge che ha esteso i vitalizi anche ai politici che non dovessero completare la legislatura. Hanno incredibilmente dichiarato di non aver letto ciò che hanno votato, dichiarandosi favorevoli a loro insaputa, quindi, oppure che non immaginavano che la concessione di nuovi vitalizi potesse significare un esborso da parte della Regione, e quindi dei cittadini. Vorrei informare il consigliere Callipo che non esiste un giardino dei miracoli dove recuperare i soldi per pagare il suo vitalizio, come quello dei suoi altri colleghi. Al contrario, mentre solo l’8% dei contributi viene versato dai consiglieri, ben il 24% degli stessi è versato dal Consiglio regionale, quindi con le tasse di tutti i cittadini calabresi. E con solo 5 anni si ritrovano un bel vitalizio per sempre, comprensivo perfino del trattamento di fine mandato. Nella legge istitutiva di questi nuovi privilegi, del 30 maggio dello scorso anno, tra l’altro, – continua Melicchio – è ben specificato che i soldi necessari a rimpinguare le tasche degli attuali consiglieri regionali sarebbe stato recuperato dal taglio dei vitalizi per gli ex consiglieri regionali, imposto dal Governo nella passata legge di bilancio. Ben un milione e duecento mila euro di risparmio, ottenuto grazie al Movimento 5 Stelle, che invece di andare ai cittadini, svanisce nei conti corrente dei politici della nostra regione. Altro che costo zero: i privilegi per i politicanti calabresi non finiscono mai, e maggioranza e opposizione, ancora una volta, hanno dimostrato di essere tutti uguali. Abbiano almeno il coraggio delle proprie azioni evitando di truffare i cittadini – conclude Melicchio – ma non stiano sereni, perché il Movimento 5 Stelle questa lotta non l’ha mai abbandonata e la porterà avanti con ogni mezzo».





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