Lamezia, niente salario accessorio dal 2014: i lavoratori del Comune attendono quasi un milione di euro

Una cifra monstre, un iter lunghissimo senza ottenere alcun risultato. L’ultimo incontro è avvenuto lo scorso 29 maggio in Commissione insieme alla RSU: «Vagliamo ogni azione utile a salvaguardia e tutela dei diritti dei lavoratori»

Lamezia Comune

di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME
Un percorso travagliato, segnato da incontri, promesse e confronti che tuttavia non hanno prodotto nulla di concreto. Tra le tante questioni da risolvere all’interno del Comune di Lamezia Terme c’è anche quella legata alla mancata erogazione del salario accessorio ai lavoratori dell’Ente. Spettanze dovute e che riguardano un arco temporale che va dal 2014 al 2017 e la cifra è da capogiro. In ballo, infatti, ci sono ben € 871.901,7 di Produttività prevista per tutti i dipendenti, più eventuali residui, ed € 105.000,00 impegnati per «l’attivazione e l’attribuzione delle progressioni economiche orizzontali dei dipendenti aventi titolo e diritto».
LA GENESI Cifre che spaventano ma la storia affonda le radici in tempi lontani. Già il 21 aprile del 2016, infatti, c’era stata un incontro di conciliazione nella Prefettura di Catanzaro, poi una lunga serie di step, a cominciare dalla sottoscrizione dei contratti decentrati 2014/2015/2016, preceduta dalla verifica da parte degli organi di controllo (Revisore dei Conti) e da una relazione tecnica-finanziaria-illustrativa (firmate nelle date 14.07.2017 e 24.07.2017) da parte del dirigente delle Risorse Umane del Comune di Lamezia Terme. Il Collegio dei Revisori dei Conti ha poi confermato la compatibilità con gli appositi stanziamenti di bilancio, fino alla delibera della Giunta Mascaro (la numero 250 del 8/8/2017).
UN LUNGO TRAVAGLIO Un iter molto lungo, dunque, ma che non ha prodotto i risultati sperati, tutt’altro. In mezzo, lo scioglimento del Consiglio comunale e la gestione della commissione straordinaria per due anni, le continue denunce da parte delle RSU, gli incontri in Prefetture e gli scioperi. Cos’altro devono fare ancora i lavoratori del Comune lametino per ottenere le giuste spettanze? Un nuovo sussulto si registra dopo la rielezione del sindaco Mascaro con l’incontro organizzato lo scorso 5 febbraio 2020 insieme alla RSU. L’occasione per ribadire (ancora) le criticità, e l’impegno del sindaco di riannodare i fili entro pochi giorni. Poi più nulla. La pandemia, il lockdown e il blocco quasi totale delle attività dell’Ente hanno fatto il resto.
L’INCONTRO IN COMMISSIONE E IL FUTURO Sul piatto rimane comunque una vicenda spigolosa e di difficile risoluzione in tempi brevi, promesse a parte. E’ per questi motivi che, lo scorso 29 maggio si è tenuto un incontro con la I Commissione consiliare che ha espresso – su impulso del consigliere di minoranza Rosario Piccioni – piena solidarietà alla RSU e condiviso le istanze chiedendo, di fatto, alla Giunta e al segretario comunale Pupo di risolvere presto la vicenda. Una presa di posizione importante, soprattutto dal punto di vista politico. Nei fatti si tratta di una nuova “scintilla” che certo non rassicura nessuno. Bisognerà affidarsi ancora una volta al buon senso e alla sensibilità dei consiglieri comunali e del sindaco. I lavoratori ci credono ancora, a loro non resta che incrociare le dita. «Per quanto rappresentato e per senso di responsabilità – scrivono invece le RSU – contiamo in una tempestiva e sollecita risoluzione, riservandoci di iniziare una consultazione dei lavoratori per avviare ogni azione utile a salvaguardia e tutela dei diritti degli stessi». Un ulteriore preoccupazione per l’amministrazione targata Mascaro. (redazione@corrierecal.it)





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