Ambulatori e consultori chiusi, a Cosenza la protesta del collettivo Fem.In

Prevista l’11 maggio e rinviata al 1° giugno, la riattivazione non si è ancora concretizzata. Il collettivo Fem.In.: «Il commissario straordinario dell’Asp di Cosenza Zuccatelli si è dimesso senza lasciare nulla di fatto e senza dare indicazioni»

COSENZA Questa mattina a Cosenza un gruppo di circa 30 persone ha protestato davanti gli uffici dell’Asp di via Alimena chiedendo la riapertura di ambulatori pubblici e consultori. Prevista l’11 maggio e rinviata al 1° giugno, la riattivazione non si è ancora concretizzata. «Aspetto da due mesi una trasfusione ed una visita per essere poi sottoposta ad intervento chirurgico, – spiega all’Adnkronos una delle manifestanti – ma non si può prenotare nulla. Sono disoccupata con due figli a carico ed ho speso più di 100 euro per delle cure palliative per tamponare la situazione».

«A 48 ore dalla mancata riapertura di ambulatori e consultori – sottolinea al megafono un’attività del collettivo Fem.In. – il commissario straordinario dell’Asp di Cosenza Zuccatelli si è dimesso senza lasciare nulla di fatto e senza dare indicazioni. E evidente che la riapertura fosse solo su carta. Il 1° giugno il commissario era in Romagna e gli operatori in ferie perché hanno fatto il ponte. Gli stessi lavoratori non sapevano come procedere. Se gli ambulatori privati stanno lavorando a pieno ritmo perché quelli pubblici restano chiusi? Da ieri c’è un vuoto di gestione nell’Asp, dobbiamo ora aspettare altro tempo per la nomina di un nuovo commissario dopo due mesi in cui non sono state garantite le cure alla cittadinanza. Non andremo via da qui finché non avremo risposte da parte di chi può prendere decisioni come il commissario al Piano di rientro dal debito Cotticelli o il dipartimento Salute della Regione».





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