Regione Calabria, ambiente «non innovativo» e dipendenti «poco apprezzati»

L’indagine sul “benessere organizzativo” tra i lavoratori di Palazzo Campanella. Tra i fattori maggiormente positivi ci sono la fluidità operativa, l’ascolto attivo e le capacità collaborative

Regione Calabria

CATANZARO L’indicatore per la misurazione del grado di benessere organizzativo fra i dipendenti della Regione Calabria è pari al 55,64%, in crescita rispetto a quello del 2018 (53,86%). Senso di utilità sociale, relazioni collaborative e gestione della conflittualità: questi i principali fattori positivi mentre confort, sicurezza e apertura all’innovazione, rappresentano le note “dolenti” o comunque quegli elementi che suscitano maggior malessere tra gli uffici di Palazzo Campanella.
L’INDAGINE Dati cristallizzati dall’indagine del “benessere organizzativo”, condotta nella Regione Calabria, nel periodo compreso tra il 9 ottobre ed il 24 dicembre 2019 tramite una compilazione online rivolta a tutto il personale dipendente, ad eccezione dei 108 dirigenti. Numeri interessanti e che aiutano a capire quali siano i “punti deboli” del sistema organizzativo regionale percepiti proprio da chi, quotidianamente, è impegnato a farlo funzionare.
Il questionario è stato presentato a tutti i 2.085 dipendenti, ma a rispondere è stato il 44,41%, pari a 926 persone (897 assunti a tempo indeterminato) di cui il 73,9% del totale supera i 50 anni di età.
I DATI POSITIVI E dal profilo generale del questionario emergono quali dimensioni percepite come maggiormente favorevoli dagli intervistati dal punto di vista della salute organizzativa le “Relazioni Collaborative e Gestione della Conflittualità” (2,79); Senso di Utilità Sociale (2,87); Disturbi psicofisici (2,77).
Al contrario quelle caratterizzate da punteggi inferiori alla media, quindi percepite dagli intervistati come elementi di criticità sono: Il Grado di Condivisione del Sistema di Valutazione (2,26); l’Apertura all’Innovazione (2,37); il Confort e sicurezza (2,48).
CLIMA POSITIVO E UTILITÀ SOCIALE Secondo la gran parte dei dipendenti che hanno risposto al questionario, la “scorrevolezza” è uno dei fattori più, intesa come presenza di fluidità operativa nella quotidianità lavorativa. Tra i fattori positivi, poi, c’è anche l’ascolto attivo ovvero la capacità di porre attenzione alla comunicazione del proprio interlocutore senza formulare giudizi, cogliendo quanto l’altro riferisce sia in modo esplicito che implicito, sia a livello verbale che non verbale favorendo, numeri alla mano, la percezione di un clima positivo in termini di relazioni interpersonali e capacità collaborative con un basso livello di conflittualità.
Non meno importante, poi, il senso di utilità sociale stimolato nei dipendenti. Un fattore che contribuisce, fra i dipendenti, a dare senso alla giornata lavorativa e al loro sentimento di contribuire ai risultati comuni. Quasi il 68%, infatti, ritiene che il lavoro svolto e i servizi che l’organizzazione realizza siano utili per la comunità. 
LE NOTE NEGATIVE E I CONSIGLI  Tra i fattori meno positivi emersi dall’indagine, invece, c’è la scarsa conoscenza del sistema di valutazione. Tradotto, la gran parte dei dipendenti non sa se il lavoro svolto quotidianamente è apprezzato o no. Mentre la poca flessibilità, la scarsa apertura al cambiamento e la capacità ridotta di adattarsi rappresentano il dato più negativo.
Un personale che sente di non essere adeguatamente valorizzato e di lavorare in ambiente poco aperto all’innovazione. Elementi che, da soli, aiutano a comprendere quanto il “sistema regionale” necessiti di fare quei passi in avanti fondamentali per proiettarsi definitivamente in una dimensione più efficiente e più efficace e in grado, evidentemente, di dare risposte puntuali ai cittadini calabresi. (Gi.Cu.)





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