Sos rifiuti, tra “ordinaria” emergenza e “straordinaria” pianificazione

Viaggio nelle enormi problematiche del settore in Calabria. Le “ricette” del sindaco e presidente dell’Ato Catanzaro Abramo: «Siamo molto indietro. Giusti input dall’ordinanza della Santelli, ora fare un nuovo piano e fare gli impianti»

CATANZARO Rifiuti che dalle aree dello Stretto viaggiano verso gli impianti del Nord della Calabria, Catanzaro che versa a Crotone, Vibo che scarica a Lamezia Terme. In Calabria c’è un quotidiano e silenzioso via vai di camion che attraversano la regione, è l’immagine plastica di un “problemone” che da oltre 20 anni si trascina senza una soluzione definitiva: ordinanze affastellate una sull’altra in una riproduzione meccanica che di fatto ha immobilizzato ancora di più il settore. «Siamo indietro, non è stato fatto niente», confida il sindaco e presidente dell’Ato di Catanzaro Sergio Abramo, che da anni sul tema dei rifiuti sta, con cadenza quasi quotidiana, lanciando allarmi dietro altri allarmi, non sempre ascoltati. Ora è diverso, sostiene il sindaco di Catanzaro, perché a suo giudizio l’ultima ordinanza della presidente della Regione, Jole Santelli, «è ottima». Un provvedimento che per Abramo «dà input giusti. L’ordinanza infatti dice: “intanto utilizziamo quello che c’è di pubblico, basta con questa supremazia dei privati, e poi dò una tempistica a tutti”, insomma ha messo finalmente a una situazione per anni praticamente ferma. Ha detto “basta con i ritardi” perché c’è la consapevolezza di mettere mano a un piano sui rifiuti per far diventare la Calabria una regione normale. Su questa starda si deve andare avanti: un nuovo piano e fare gli impianti: è l’unica strada possibile, peraltro». Catanzaro Abramo sindacoCerto, l’attualità è ancora molto complicata, se è vero che – giusto per fare un esempio – per smaltire l’indifferenziato la Regione Calabria nelle scorse settimane ha dovuto chiedere l’assistenza della Regione Puglia. «L’emergenza – conferma Abramo – ancora c’è, bisogna ancora smaltire quello che c’è in strada. Mi risulta che Reggio ha 4mila tonnellate, a Vibo altrettanto, fino a quando cacciano tutto ce ne vuole, anche se la situazione sta migliorando. È comunque ancora dura». Al momento, si cerca di fare con quello (poco…)  che si ha. «Utilizzeremo gli spazi che ci sono, utilizzeremo lo spazio che è rimasto anche a Crotone, nel frattempo sarà pronta a Lamezia», aggiunge Abramo. Che poi si sofferma sul recente “conflitto” tra le Ato di Catanzaro e quella di Vibo Valentia. «Adesso la situazione è che noi siamo andati su Crotone e abbiamo lasciato libera Lamezia. Il problema qual è? Come Ato di Catanzaro – spiega Abramo – abbiamo fatto una gara per l’impianto di Lamezia, nella gara abbiamo previsto che la ditta che si aggiudicava la gestione dell’impianto doveva garantire lo smaltimento degli scarti pari a 220 tonnellate al giorno, cioè il quantitativo dell’Ato di Catanzaro. Avendo fatto noi una gara come Ato di Catanzaro non possiamo far subentrare un’altra Ato, perché se l’è aggiudicata un privato, insomma c’è un motivo puramente contrattuale. Cosa diversa se avessimo avuto una discarica nostra. Comunque, abbiamo risolto perché noi siamo andati a Crotone, in quel caso sì che ho potuto dire “vai tu a Lamezia”, ma era evidente che se Crotone è chiusa io utilizzo Celico. Con Vibo comunque la situazione è in via di soluzione».
Nel complesso, però, la Calabria – rileva Abramo – è «indietro, non è stato fatto niente, a parte Catanzaro, nella prossima settimana dovremmo consegnare l’impianto di Alli, nel quale è previsto l’impianto dell’umido che entro 15 potremo gestire oltre che a Lamezia». Per questo il sindaco, quando può,. Rivendica il suo “modello”: «Su Catanzaro ho iniziato a lavorare nel 2012: quando tornai e trovai la discarica riempita, mentre questo doveva avvenire nel 2018. Oggi la città non ha problemi, siamo al 72 di raccolta differenziata. Noi oggi paghiamo agli impianti circa 3 milioni, a esempio Lamezia ne paga 6, e questo grazie al fatto che abbiamo molta differenziata, con cui incassiamo 2 milioni, ecco perché non è mai aumentata la tariffa. E se adesso avremo l’impianto nostro – sostiene Abramo – può ulteriormente calare». Ma la sfida adesso è regionale. Partendo dall’ultima ordinanza della Santelli: «Ribadisco, dà gli input giusti. Ora – conclude Abramo – fare il piano e fare gli impianti. Noi come Ato di Catanzaro siamo disponibili a fornire il nostro contributo». (ant. cant.)





Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto