Trasporti, Bevacqua: «Rfi rispetti gli impegni sulla fermata del Frecciargento»

Il consigliere regionale: «La buona politica calabrese dovrebbe impegnarsi in maniera unitaria per pretendere da Rfi spiegazioni sugli intollerabili ritardi e un cronoprogramma certo per quanto già stabilito»

REGGIO CALABRIA «Comunque la si pensi sulla fermata in prossimità del capoluogo cosentino della Frecciaargento Sibari–Bolzano, una cosa è certa: RFI deve mantenere fede agli impegni presi e sottoscritti. Nella scorsa consiliatura regionale, sono stato presidente della Commissione Trasporti e ho seguito da vicino le vicende che hanno condotto, nell’agosto 2019, all’accordo siglato fra la Regione e l’Ad di Rfi, ing. Maurizio Gentile». Questo è quanto afferma il consigliere regionale Domenico Bevacqua, che così prosegue: «La situazione di stallo alla quale assistiamo oggi è imputabile esclusivamente a RFI che, senza alcuna plausibile ragione e senza nessuna preventiva discussione con la Regione Calabria, pare che, invece della fermata, proponga adesso la realizzazione di una stazione ferroviaria vera e propria, con tempi che richiederebbero almeno 4-5 anni».
«Francamente –continua Bevacqua – le polemiche innescate da una candidatura sostitutiva della stazione di Torano-Lattarico mi paiono davvero fuori luogo: non tanto per i comprensibili tentativi dei Comuni interessati, quanto, piuttosto, per la mancanza di prospettiva organica da parte di alcuni esponenti istituzionali. Una classe dirigente responsabile non cavalca gli umori. Una classe dirigente responsabile guarda alla realtà, analizza i fatti e prova a camminare in compagnia della verità. Tutti conosciamo la funzionalità strategica della fermata montaltina, soprattutto in relazione alla vicinanza all’Unical e alla conseguente possibilità di collegare il campus universitario alla rete ferroviaria italiana, non solo per quanto riguarda il Frecciargento, ma anche per tutti i servizi regionali». «Attardarsi su vecchie logiche – conclude Bevacqua- ritenendole facili esche acchiappa-voti, è esattamente quella politica che ha fatto e fa male alla Calabria. Piuttosto, la buona politica calabrese, dovrebbe impegnarsi in maniera unitaria per pretendere da RFI spiegazioni sugli intollerabili ritardi (comprensive di azioni disciplinari nei confronti dei responsabili) e, nel contempo, pretendere un cronoprogramma certo per quanto già stabilito. Di tempo, se ne è perso già troppo».





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