Abramo Customer Care a Lamezia, chiusura rinviata (per ora) al 31 luglio

Primo passo indietro per l’azienda di call center calabrese. Già fissato il prossimo incontro, invece, per il 10 luglio tra la società e i sindacati per ridefinire un nuovo piano industriale

Abramo Customer Care Lamezia

di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME Nuova fumata grigia per la vicenda che riguarda la chiusura della sede lametina del call center Abramo Customer Care. Oggi, infatti, era previsto un altro incontro tra le rappresentanze sindacali del settore, Slc Cgil, Fistel Cisl e UilCom Uil, e i rappresentanti dell’azienda.
Un incontro proficuo, utile essenzialmente a fissare alcuni punti, probabilmente decisivi. A partire dalla data (eventuale) di chiusura della sede, spostata per ora al prossimo 31 luglio e non più 30 giugno. E poi la promessa di rincontrarsi il prossimo 10 luglio per discutere di alcuni temi cruciali per il futuro della sede e dei lavoratori, tra cui la presentazione di un vero e soddisfacente piano industriale.
SITUAZIONE INCERTA Insomma, ancora nulla di definitivo. Un quadro di sostanziale incertezza dal quale comunque filtra ottimismo. Le rappresentanze sindacali, dal canto loro, rimangono fermi sui loro punti definiti imprescindibili: trovare una nuova sede più piccola all’interno dell’area ex-Sir o dimezzare quella attuale.
Allo stato attuale i dipendenti impiegati sono 600, di cui 400 già in smartworking, occupati nelle varie commesse inbound (Wind, Tiscali, Poste e Con Te Assicurazioni) e ai quali già dallo scorso gennaio la stessa Abramo Customer Care aveva annunciato l’intenzione di chiudere la sede dell’area ex-Sir.
COSTI TROPPO ALTI Alla base ci sarebbero i problemi legati ai costi del contratto di locazione dell’edificio sito nell’area industriale di Lamezia, circa 15mila euro al mese, senza trascurare i costi legati alla eventuale ristrutturazione, circa 200mila euro. Costi che l’Abramo CC non è più intenzionata a sostenere.
Una storia travagliata, dunque, iniziata nel 2015 con la Abramo CC subentra alla Infocontact. Quelli trascorsi sono stati anni lunghissimi, a tratti molto faticosi e non senza tensioni legate essenzialmente alle commesse perse e al ridimensionamento del personale.
Ora un primo passo indietro, ma è ancora presto per cantare vittoria e i sindacati hanno già annunciato battaglia. (redazione@corrierecal.it)





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