L’Asp di Catanzaro dichiara guerra ai fitti passivi

Relazione impietosa dell’Ufficio patrimonio, che porta alla luce contratti con «criticità e illegittimità» e risorse pubbliche elargite in modo improprio a privati

CATANZARO Contratti con «criticità ed evidenti profili di illegittimità, per i quali è necessario procedere alla risoluzione degli stessi, individuando altresì una soluzione alternativa ovvero l’utilizzo di immobili di proprietà pubblica». Parte il “giro di vite” contro i fitti passivi, improduttivi e inutili pagati profumatamente – oltre un milione all’anno in media – dall’Asp di Catanzaro. Con un atto di indirizzo approvato ieri, infatti, la commissione prefettizia straordinaria che guida l’azienda sciolta per infiltrazioni ‘ndranghetiste ha preso atto della relazione redatta, previo mandato della stessa Asp, dall’Ufficio gestione tecnico patrimoniale, dalla quale emergono l’illegittimità di oltre 20 contratti di fitto «poiché privati delle necessarie verifiche! che la pubblica amministrazione deve effettuare nel caso di esborso di risorse pubbliche, ma anche perché «le modalità con le quali sono stati individuati gli immobili da locare sono da considerarsi del tutto irrituali». Molti dei contratti di fitto – risulta poi dall’istruttoria – risalgono al periodo antecedente l’accorpamento delle Asl di Catanzaro e Lamezia Terme, nel 2007 poi riunificate nell’Asp, e spunta anche un fitto risalente addirittura agli anni ’80 (per la precisione il 1986). Per non parlare poi del rinnovo tacito di molti fitti laddove invece la Cassazione ormai richiede una decisione esplicita di prosecuzione della locazione. Quanto alle somme spese (male, evidentemente…) dall’Asp, nella relazione tecnica si citano i costi per i fitti passivi negli ultimi 5 anni, costi che vanno a scendere (da 1.444 milioni del 2017 a 1,067 milioni del 2020), ma si specifica che «sebbene le cifre in gioco appaiono minimali, un’attenta valutazione delle stesse comporta giocoforza una riflessione», poiché – si legge nella relazione allegata alla delibera di indirizzo dei commissari dell’Asp di Catanzaro – «si tratta infatti di somme che con sistematicità vengono elargite da un soggetto pubblico a privati per erogare prestazioni sanitarie, se si considera anche che per alcuni fitti si ha una durata ultradecennale degli stessi. Ragion per cui dev’essere affrontata, in modo sistematico, l’ipotesi di dismissione di tutti gli immobili in fitto e valutata la possibilità di adoperare immobili di proprietà». Da qui infine il mandato della commissione straordinaria dell’Asp all’Ufficio Gestione Tecnico-Patrimoniale, fra l’altro, di presentare una proposta «per unificare i servizi ubicati nei vari distretti periferici di Soverato, Girifalco e Lamezia Terme, con particolare riguardo a quelli amministrativi». (c.ant.)





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