Rifiuti, a colpi di proroghe l’emergenza si fa eterna

All’esame del Consiglio regionale di lunedì una proposta di legge di quattro consiglieri di maggioranza, che porta al 31 dicembre 2021 il termine per «integrare le autorizzazioni all’esercizio degli impianti privati di trattamento»

CATANZARO Un’emergenza eterna, che si riproduce a colpi di leggi e di ordinanze e a colpi di proroghe su proroghe, l’ultima attesa nei prossimi giorni per effetto di una legge all’ordine del giorno del Consiglio regionale di lunedì. Il drammatico quadro della gestione dei rifiuti in Calabria si arricchisce, a cadenza praticamente quotidiana, di novità che di fatto, però, paradossalmente, alla fine lasciano le cose come stanno. Cambiano i governi regionali e i colori politici dei governi regionali ma non cambia la sostanza, del resto plasticamente resa dalle immagini che, fuori dai riflettori, ogni giorno si possono vedere sulle strade della Calabria: è caos rifiuti, tra impianti saturi, camion che vagano senza meta per tutta la regione, ordinanze regionali che non incidono e decisioni del Tar – come l’ultima sulla discarica di Celico – che sconfessano i provvedimenti istituzionali. Che comunque non si fermano. Nelle “pieghe” del lungo ordine del giorno del Consiglio regionale di lunedì, al solito “camuffato” nel burocratese, ecco spuntare una proposta di legge presentata dai consiglieri Pietro Molinaro (Lega), Giuseppe Neri (Fratelli d’Italia), Nicola Paris (Udc) e Vito Pitaroi (Santelli Presidente). Il titolo dice poco se non nulla: “Proroga termini. Modifiche all’articolo 2.bis della legge regionale 12 aprile 2013 numero 18 (è la legge rubricata “Cessazione dello stato di emergenza nel settore dei rifiuti. Disciplina transitoria delle competenze regionali e strumenti operativi”: in pratica, questa proposta di legge prevede di prorogare di un altro anno e mezzo, fino al 31 dicembre 2021, la possibilità di «integrare le autorizzazioni all’esercizio degli impianti privati di trattamento dei rifiuti urbani», proroga prevista per il fatto che l’attuale termine di scadenza è al 30 giugno e la situazione è (drammaticamente) sotto gli occhi di tutti.
LA PROPOSTA DI LEGGE Nella relazione illustrativa alla proposta di legge Molinaro-Neri-Paris e Pitaro Vito si ricorda che «il Piano regionale di Gestione dei Rifiuti, approvato con deliberazione del Consiglio Regionale 156/2016 e s.m.i., ha individuato gli interventi necessari al completamento e ammodernamento dell’impiantistica pubblica di trattamento dei rifiuti urbani (impianti e discariche di servizio) per raggiungere, entro il 2020, l’autosufficienza nel trattamento dei rifiuti urbani in ciascuno dei 5 Ambiti Territoriali Ottimali, coincidenti con i confini amministrativi delle province calabresi. Nelle more della realizzazione dell’impiantistica pubblica, l’articolo 2 bis della legge regionale 12 aprile 2013, numero 18 rubricata “Cessazione dello stato di emergenza nel settore dei rifiuti. Disciplina transitoria delle competenze regionali e strumenti operativi” consente, sino al 30 giugno 2020, di integrare le autorizzazioni all’esercizio degli impianti privati di trattamento dei rifiuti urbani presenti sul territorio regionale con l’aggiunta in via temporanea dei codici identificativi dei rifiuti urbani. Ad oggi, la prossima scadenza del termine di cui sopra, comporterebbe l’interruzione del servizio pubblico di trattamento dei rifiuti urbani in quanto non sono stati ancora realizzati gli impianti pubblici previsti nella pianificazione regionale e quelli esistenti sono del tutto insufficienti ad assicurare l’intera domanda di trattamento dei rifiuti urbani prodotti e raccolti nel territorio regionale. Pertanto è necessario assicurare una nuova proroga. Il nuovo termine temporale deve tenere conto della revisione del Piano di gestione dei rifiuti alle direttive del pacchetto dell’economia circolare per come stabilito dall’ordinanza del presidente della Regione numero 45/2020».
L’EMERGENZA “ORDINARIA” Al di là delle premesse, che possono anche essere condivisibili perché certo gli impianti non nascono dall’oggi al domani, e al di là dei tecnicismi, l’impressione è che anche la maggioranza regionale di centrodestra al momento non abbia altra soluzione che quella di prorogare lo stato di emergenza nella gestione dei rifiuti, con tutto quello che ne consegue anche in termini di deregulation e quindi di continuità nella “privatizzazione” del settore, a dispetto, evidentemente, di dichiarazioni programmatiche – anche della governatrice Jole Santelli e dell’assessore regionale all’Ambiente Sergio De Caprio “Capitano Ultimo” – tutte tese a promettere svolte e cambi di rotta, che restano ancora lontani. In questo, non si vede alcuna discontinuità tra centrosinistra e centrodestra. Considerando la scadenza del 30 giugno, è verosimile che lunedì in Consiglio regionale la proposta di legge in questione sia approvata con l’ulteriore proroga al 31 dicembre 2021, e magari sarà anche meglio così. Ma intanto a colpi di proroghe l’emergenza rifiuti in Calabria si è fatta “eterna”… (a. cant.)





Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto