Anci giovani scrive a Talarico: «Anticipazione di cassa del “Dl rilancio” non salva i comuni dal dissesto»

Marco Porcaro scrive al componente della giunta Santelli dopo la diffusione della notizia sul buon esito dell’istanza regionale prodotta alla Ragioneria Generale dello Stato in ordine all’individuazione delle partite creditorie regionali. «Siamo pronti a dialogare e inauguriamo una nuova stagione di rapporti istituzionali»

CATANZARO Marco Porcaro, coordinatore regionale di Anci giovani Calabria, ha inviato una lettera all’assessore al bilancio Francesco Talarico, a seguito della comunicazione resa dal componente della giunta presieduta da Jole Santelli circa il buon esito dell’istanza regionale prodotta alla Ragioneria Generale dello Stato in ordine all’individuazione delle partite creditorie regionali, corrispondenti a quelle debitorie dei comuni riguardanti la medesima causa generativa afferenti ai canoni idrici riferiti alla acqua potabile a suo tempo resa direttamente disponibile alle comunità comunali e al conferimento in discarica dei rifiuti solidi urbani da parte dei Comuni antecedenti al 2015. «E’ da riconoscere come la sua iniziativa che, di fatto, ha avuto il nobile scopo di tutelare gli introiti derivanti dai siffatti residui attivi, incautamente mantenuti nei bilanci regionali antecedenti, ancorché in parte residua in quello attuale, così come rilevato dalla Corte dei conti in sede di giudizio di parificazione del rendiconto generale regionale relativo all’esercizio finanziario 2018. Eccezioni, queste, cui si è dato in parte rimedio con interventi dei comuni debitori – è scritto nella lettera che prosegue -. Non possono invece essere condivise le conclusioni cui è pervenuto nella sua nota, fuorvianti per gli enti locali rappresentati e generative di ingiuste aspettative di amministratori e amministrati. Al di là dell’apprezzamento di avere “strappato” alla Ragioneria Generale dello Stato l’opportunità dei Comuni di potere saldare i debiti relativi mediante ricorso a prestiti secondo le metodologie dettate dagli artt. 115 e 116 del D.L.34/2020, non si può affermare che questo provvedimento consentirà di aprire una nuova fase gestionale “salvando i Comuni dal dissesto”. Una conclusione che necessita di una pronta smentita, perché in aperta contraddizione con i principi contabili dell’ordinamento, così come sancito peraltro dalla Corte costituzionale nelle sue più recenti sentenze (nello specifico, la sentenza 4/2020, e poi a seguire 18, 105 e 115/2020), atteso che ogni eventuale intervento dei Comuni in tal senso non li vedrà tutelati rispetto alla sottoposizione al dissesto. Fatta questa doverosa premessa, anche allo scopo di evitare diffusioni di notizie non propriamente utili al sistema delle autonomie e verosimilmente dannose per le collettività interessate portate così a supporre la disponibilità di soluzioni inesistenti, riteniamo offrire la nostra disponibilità ad un immediato incontro, anche con la Presidente della Regione, nel quale programmare la formazione e l’instaurarsi di un proficuo ciclo di dialogo/confronto con i giovani amministratori calabresi, mai realizzato sin d’ora anche nel corso delle passate legislature, funzionale a costruire la Calabria del futuro. Un nodo per concertare ogni azione, ordinaria e straordinaria, utile ad assicurare i puntuali adempimenti che spetteranno all’universo delle autonomie territoriali al fine di ben affrontare degli impegni che spetteranno reciprocamente a Regione ed enti locali, sia in relazione al ricorso all’indebitamento per investimenti (art. 119, comma 6, della Costituzione) che agli ineludibili doveri istituzionali indispensabili al godimento delle risorse europee che si preannunciano copiose come mai. Il tutto per inaugurare una nuova stagione dei rapporti interistituzionali, ciò anche allo scopo di assicurare un proficuo stimolo nella formazione e gestione degli strumenti giuridico-economici della Regione e degli enti locali. Basti pensare a quanto accaduto nella scorsa legislatura con l’irresponsabile mancata approvazione del bilancio di previsione con inevitabili effetti sulla gestione odierna e sul rispetto delle scadenze, non ultimo il rendiconto di gestione da approvare entro il 30 giugno».





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