20.20 | Viscomi: «Per la segreteria regionale vale il principio dall’io al noi. Io sono qua»

Ospite dell’ultimo episodio del talk in onda su L’altro Corriere Tv, l’onorevole Antonio Viscomi parla dello stato di salute del Partito Democratico e delle ripercussioni che la scelta di Pippo Callipo potrebbe avere sul centrosinistra regionale: «A lui dirò di fare un passo indietro per il bene di tutti. In Consiglio regionale la sua presenza è importante»

LAMEZIA TERME Ultimo ospite della stagione del talkshow 20.20, condotto da Ugo Florio e Danilo Monteleone, è Antonio Viscomi, deputato Pd, chiamato a commentare la delicata situazione creatasi in seguito alle dimissioni di Pippo Callipo dal consiglio regionale.
«Ognuno di noi ci mette la faccia ed assume queste responsabilità nei confronti di se stesso e degli altri. Negli scorsi incontri non avevo avvertito il malessere di Callipo». Viene meno la figura di capo dell’opposizione in Consiglio: «Le componenti dovrebbero ora ritrovare un equilibrio interno per meglio rappresentare in modo unitario la politica interna al partito».
La scelta di Callipo rischia così di far scivolare il centrosinistra calabrese molti anni indietro: «Le scelte di trasparenza e la sua storia imprenditoriale aveva fatto pensare ad una svolta funzionale ad una crescita della Calabria e del centrosinistra, quindi il venir meno della sua figura richiede ora di riaffermare questi valori».
«IL NOI E’ PIU’ IMPORTNATE DELL’IO» «In politica il noi è più importante dell’io. Questa dovrebbe essere la rivoluzione culturale della nostra regione. A Callipo dirò proprio questo: l’io, in un contesto dove potrebbe non trovarsi a proprio agio, deve passare in secondo piano rispetto al noi. E noi in questo momento abbiamo bisogno della sua presenza».
Sono passati circa sei mesi dalle elezioni regionali e, dice Viscomi, «il caso Calabria sarebbe da studiare: non abbiamo ancora le Commissioni. Sono stati scelti i presidenti e la Commissione di Vigilanza – per problemi latenti al centrodestra – è stata data alla componente di maggioranza. Covid o non Covid, qualcuno dovrà spiegare queste mancanze anche perché l’obiettivo rimane sempre quello di cambiare questa Regione Calabria per farla uscire dalla marginalità».
Il Consiglio ha le sue logiche: «Per fare iniziativa politica occorre visione ed organizzazione. Stiamo lavorando sul commissariamento del partito, ma questo non esclude la possibilità di andare a lavorare sui territori per poi risalire al generale».
SEGRETARIO REGIONALE Non paiono esserci oggi, tra le folte schiere dei consiglieri regionali in quota al Partito Democratico, delle figure che danno l’idea di poter prendere in mano le redini del partito.
«Per quanto riguarda la riorganizzazione del servizio sanitario sono ancora in attesa delle Usca. C’è un limite generale nell’operato della politica regionale, anche dal punto di vista delle imprese e del lavoro. Il Covid non è una parentesi: sta cambiando il modo stesso di fare impresa, sia per quanto attiene al settore privato che alle amministrazioni pubbliche. Non ci si può limitare a richiedere il risarcimento danni ad Easyjet, ma investire sul comparto turistico».
SUL GOVERNO REGIONALE Su Conte: «Dovrebbe stare coi piedi per terra e imparare a misurare le parole. Non so se gli stati generali riusciranno a produrre qualcosa, ma la domanda che mi viene spontanea, a prescindere, è perché in Calabria non si riesca a parlare con gli stakeholders». Viscomi aveva disegnato bene una buona intermediazione democratica tra Regione e persone durante lo scorso mandato del centrosinistra, non senza difficoltà, ma ora questo sistema sembra regredire con un deciso accentramento dei poteri sul governatore: «Questo sistema non ha funzionato prima – e per questo è stato spesso terreno di scontro – e non funziona ora. La macchina regionale è un enorme elefante che non si governa con la mera affermazione del “si fa così”. Il problema dei dirigenti della Regione è quello di confrontarsi con loro sul piano di quello che scrivono nelle delibere».
SEGRETERIA REGIONALE DEL PD Viscomi da tempo fa parte di quella cerchia di “tecnici” che il Partito Democratico mette in campo per affrontare i problemi complessi. Una figura, dato anche il suo storico, che potrebbe essere ben vista nei panni di segretario regionale del Pd: «Anche per la segreteria vale il principio dall’io al noi. Per la costruzione di una segreteria nasce dalla condivisione di vari gruppi ed anime. Io sono qua. Credo che questa regione sia in una fase di transizione e in molti stanno comprendendo come il noi sia lo strumento per competere e svoncolarsi dalle vecchie logiche».
AMMORTIZZATORI SOCIALI «Sono la prova provata di tutti i problemi di questo paese. È il modello classico ciò che questo paese deve smettere di essere. Il mercato del lavoro non è fatto solo da lavoratori dipendenti da tutelare, ma anche da lavoratori autonomi». Il vero insegnamento che deriva dal Coronavirus, secondo Viscomi, è proprio quello in base al quale «qualsiasi cosa faccio si riflette sugli altri. Quando sento dire che l’Europa ci impone le riforme mi viene da sorridere: quelle riforme dovremmo farle».





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