Lamezia, verifiche dei consiglieri: per l’Ufficio Tributi Ruggero Pegna è «incompatibile»

Il debito del promoter lametino sarebbe «liquido ed esigibile per imposte, tasse e tributi» nei confronti dell’Ente. Più lievi le posizioni di altri componenti del Consiglio tra cui Tranquillo Paradiso e Pietro Gallo. Ma ora la palla passa al Consiglio comunale e al presidente Pino Zaffina

di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME
Tanto tuonò che piovve. E non si tratta della brocca d’acqua rovesciata da Santippe sulla testa del noto filosofo Socrate, e neanche di un classico e quanto mai opportuno temporale estivo, quanto invece di una vera e propria tempesta pronta a rovesciarsi sul Consiglio comunale di Lamezia Terme.
Già, perché arrivano risvolti tanto inattesi quanto importanti dalla relazione stilata e firmata dal nuovo segretario generale dell’Ente lametino, Pasquale Pupo, e che riguarda la presunta incompatibilità di diversi consiglieri a causa di possibili posizioni debitorie nei confronti proprio del Comune.
Una verifica – anticipata dal Corriere della Calabria – avviata dagli uffici tecnici comunali lo scorso 25 maggio dopo le contestazioni sollevate sulla correttezza della convalida degli eletti (avvenuta nel dicembre del 2019) e, soprattutto, sulla incompletezza delle verifiche condotte dagli Uffici comunali.
RUGGERO PEGNA INCOMPATIBILE Ebbene, dopo oltre un mese dall’inizio delle verifiche, dall’attività istruttoria comunicate dall’Ufficio Tributi è emersa la sussistenza di un “debito liquido ed esigibile per imposte, tasse e tributi” nei confronti dell’Ente comunale da parte del consigliere Ruggero Pegna, ultimo avversario del sindaco Paolo Mascaro, battuto proprio da quest’ultimo al ballottaggio nel corso delle ultime elezioni comunali. L’Ufficio Tributi del Comune di Lamezia ha infatti respinto i rilievi sollevati dal consigliere Pegna e dal suo legale, ai quali invece è stato comunicato l’esito finale lo scorso 6 luglio che vede, appunto, una posizione debitoria di oltre 3mila euro nei confronti dell’Ente comunale in relazione al quale lo stesso Ruggero Pegna ha “ricevuto invano notificazione” di cartelle di pagamento notificate ma non impugnate.
GLI ALTRI CONSIGLIERI Ma non è tutto. L’esito delle verifiche ha portato alla luce l’esistenza di un procedimento di recupero coatto di somme dovute all’Ente per il mancato pagamento di due violazioni al Codice della strada nei confronti della consigliera Maria Grandinetti, e un verbale per la violazione del CdS del 29 gennaio del 2020 nei confronti di Lucia Alessandra Cittadino, ma comunque ininfluenti per un’eventuale incompatibilità. Le risultanze delle verifiche istruttorie condotte dal Servizio Entrate comunali ha fatto emergere ulteriori situazioni di “criticità” e che riguardano i consiglieri Tranquillo Paradiso e Pietro Gallo per una posizione debitoria di alcune migliaia di euro e che hanno già provveduto ad estinguere.
LA MULTISERVIZI Capitolo a parte è riservato alla situazione debitoria dei consiglieri nei confronti della Lamezia Multiservizi s.p.a., l’ente in-house del Comune lametino che ha comunicato l’esistenza, alla data del 24 giugno 2020 delle posizioni insolute ancora per Ruggero Pegna in qualità di legale rappresentante della Società Show Net S.r.l.; Eugenio Guarascio in qualità di legale rappresentante della Società Civet S.r.l. e Tranquillo Paradiso in qualità di legale rappresentante della Società Paradiso Depositi Frigoriferi e Distribuzione S.a.s.. Si tratta però di debiti maturati da società a responsabilità limitata e che dunque non costituiscono alcuna causa di incompatibilità.
LE DICHIARAZIONI Dunque, secondo la segreteria comunale e gli uffici tecnici, l’unica posizione di incompatibilità con il ruolo di consigliere è quella del promoter Ruggero Pegna. Il Ministero dell’Interno, spiegano, sostiene che «solo l’estinzione del debito, con il pagamento dell’ultima rata prevista nel piano, fa cessare il conflitto di interessi derivante dalla contestuale posizione di amministratore dell’ente e debitore dello stesso». Un altro aspetto riguarda le autodichiarazioni firmate e presentate da tutti i consiglieri prima della convalida e che, evidentemente, per alcuni risulterebbero mendaci. Mentre verrebbe da chiedersi come mai le presunte situazioni di incompatibilità siano emerse solo dopo oltre 6 mesi dalle elezioni e solo la richiesta di accesso agli atti presentata da un consigliere non eletto.
LA PALLA AL CONSIGLIO COMUNALE Ora la palla passa al Consiglio comunale. La la verifica delle cause «ostative all’espletamento del mandato» è compiuta con la procedura prevista dall’art. 69 del decreto legislativo n. 267 del 2000 che garantisce «il contraddittorio tra organo ed amministratore» così come ha già stabilito nel 2015 il ministero dell’Interno. Tradotto, spetta al Consiglio comunale e al presidente Pino Zaffina valutare, in ultima analisi, la sussistenza o meno di cause di incompatibilità relative ai propri componenti.





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