Le Commissioni “vedono la luce”, ma lo “strappo” è (per ora) insanabile

Anche in Giunta per il regolamento del Consiglio regionale è muro contro muro tra maggioranza e opposizione, che comunque deve fare i conti con i numeri a sfavore e nei prossimi giorni indicherà i componenti degli organismi. La minoranza: «Centrodestra allergico alle regole»

Consiglio regionale

CATANZARO A distanza di oltre cinque mesi dalle elezioni le Commissioni si insedieranno, è ormai questione di giorni, ma lo “strappo” – politico e istituzionale – tra maggioranza e opposizione resta, intatto e immutato, destinato a protrarsi magari fino a metà legislatura. Nemmeno la Giunta per il Regolamento, convocata per oggi dal presidente del Consiglio regionale Mimmo Tallini, è servita a sanare il “vulnus” apertosi il 12 giugno, con la famosa/famigerata seduta nella quale un centrodestra comunque lacerato alla fine si è presa tutte le otto presidenze di Commissione, compresa la Vigilanza che per prassi e grammatica istituzionale in genere è lasciata alla minoranza, e ha votato anche i vice in quota opposizione, aprendo un solco con il centrosinistra, nel frattempo salito sull’”Aventino”.

LO SCONTRO Secondo quanto riportano fonti di Palazzo Campanella, in Giunta per il Regolamento lo scontro tra maggioranza e opposizione si è riprodotto pari pari, praticamente, al punto da trascinare la discussione per due ore abbondanti. La maggioranza ha presentato e votato una risoluzione nella quale ha rivendicato la bontà e la legittimità di tutti gli atti prodotti nella designazione degli Uffici di presidenza delle Commissioni, compresa la decisione di ritornare in Consiglio solo per rieleggere i vice dopo le dimissioni dei consiglieri di centrosinistra, tesi ovviamente contestata dal centrosinistra, che ha ribadito le sue denunce di illegittimità: ovviamente, nessuno spazio per la benché minima trattativa, stante l’ormai dichiarata – e insormontabile – indisponibilità del centrodestra di cedere sia pure di un solo millimetro.

LA STRATEGIA DEL CENTROSINISTRA In segno di “distensione” nei confronti del centrosinistra in Giunta per il regolamento, la maggioranza di centrodestra avrebbe deciso di non dare corso alla “minaccia” dell’attivazione dell’articolo 8 del Regolamento, quello che consente al presidente del Consiglio regionale di nominare, d’ufficio e d’imperio, i componenti delle Commissioni in caso di perdurante stallo, soprattutto (nel caso di specie) della minoranza, che tuttavia non avrebbe particolarmente apprezzato il “beau geste” ma naturalmente ha dovuto fare i conti con la spietata legge dei numeri, anche in Giunta per il regolamento chiaramente sbilanciati in favore della controparte. Al tirar delle somme, comunque, per il momento se ne dovrebbe uscire così: per non paralizzare oltre la già abbastanza ferma attività del Consiglio regionale (e anche per non portare avanti una posizione alla lunga oggettivamente incomprensibile e insostenibile), il centrosinistra, che comunque deve risolvere un “problemino” numerico nella distribuzione con il Misto, si è impegnato a indicare, da qui a massimo 4-5 giorni, i propri rappresentanti nelle Commissioni, al cui interno verranno poi eletti i soli vicepresidenti in quota minoranza.

LO “STRAPPO” RIMANE E così, verosimilmente dalla prossima settimana queste benedette Commissioni dovrebbero (finalmente) partire, con un ritardandone comunque da record. Resterà lo “strappo”, resterà il senso negativo di un inizio di undicesima legislatura da dimenticare (e il Covid 19 c’entra relativamente…), e resteranno tutti i problemi interni ai due schieramenti: il centrodestra ancora alle prese con le tensioni – latenti ma esistenti – tra la Forza Italia “pigliatutto” da una parte e dall’altra Lega e Fratelli d’Italia, il centrosinistra con gli strascichi delle dimissioni di Pippo Callipo, sulle quali è perdurante un (imbarazzato e imbarazzante) silenzio generale (del Pd e non solo…).

«MAGGIORANZA ALLERGICA ALLE REGOLE» Che lo strappo resti lo prova anche una nota diffusa nel tardo pomeriggio dalla minoranza. «La nostra responsabilità istituzionale non può e non deve essere scambiata per acquiescenza o accomodamento rispetto a quanto compiuto dalla maggioranza allorché si è appropriata di tutte le 8 Commissioni consiliari votando, per di più, anche i rappresentanti spettanti alla minoranza: il nostro giudizio resta netto nella sua contrarietà in merito a un colpo di mano che non può trovare giustificazioni». È quanto dichiarano i consiglieri di minoranza in Consiglio regionale, Bevacqua, Anastasi, Aieta e Pitaro, i quali aggiungono: «La relazione approvata oggi nella Giunta per il Regolamento ha visto, ancora una volta, il voto favorevole della sola maggioranza: noi abbiamo ribadito con fermezza la illegalità dell’intero procedimento elettivo e invocato l’acquisizione di un parere da parte dell’ufficio di assistenza giuridica che, tuttavia, la maggioranza non ha voluto chiedere. Non saremo certo noi ad avallare le azioni di una maggioranza che calpesta le più elementari regole della democrazia interna all’Assemblea Legislativa. Nei prossimi giorni, indicheremo i nostri rappresentanti in seno alle Commissioni semplicemente perché non vogliamo bloccare l’attività legislativa del Consiglio ma resta in piedi la nostra istanza al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministero degli Interni e al Ministro per gli Affari Regionali e al Prefetto di Catanzaro e al Prefetto di Reggio Calabria, per ottenere il ripristino delle regole all’interno del Consiglio regionale della Calabria». (a. cant.)





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