Coronavirus, il governo pensa alla proroga dello stato di emergenza fino al 31 dicembre

Conte conferma le indiscrezioni sulla prosecuzione. «L’Italia deve tornare a correre, ma dobbiamo rafforzare i presìdi di legalità anti-corruzione, i protocolli antimafia»

Conte

VENEZIA «Ragionevolmente ci sono le condizioni per proseguire lo stato di emergenza per il coronavirus dopo il 31 luglio“. A dirlo è il premier Giuseppe Conte che, a margine della cerimonia generale di innalzamento delle 78 paratoie del Mose, a Venezia, ha parlato dell’ipotesi circolata in queste ore sulla possibile proroga dello stato di emergenza nazionale varato lo scorso 31 gennaio fino al 31 dicembre. Una decisione motivata non solo dai nuovi focolai di contagio che continuano ad emergere lungo la Penisola, ma anche dal fatto che, come ha precisato il capo del governo, si tratta di uno “strumento utile per tenere sotto controllo il virus».
Secondo quanto riferisce La Stampa, il premier e il ministro della Salute Roberto Speranza sarebbero già al lavoro per il prosieguo, ma Conte ha tenuto a precisare che si tratta comunque di «una decisione collegiale da prendere in Cdm con tutti i ministri. Lo stato di emergenza non significa che non teniamo sotto controllo il virus ma semplicemente che siamo nella condizione di continuare ad adottare le misure necessarie, anche minimali, quindi non vi dovete sorprendere se la decisione sarà di prorogare lo stato di emergenza. Quindi ragionevolmente lo prorogheremo». Altrimenti, ha concluso, «non avremmo più gli strumenti per poter intervenire e nel caso circoscrivere la chiusura di attività in territori predeterminati e circoscritti», spiega ancora.
«Per noi – ha continuato il premier – la legalità è fondamentale, anche adesso che stiamo mandando in Gazzetta ufficiale il Decreto semplificazioni. Io l’ho detto l’Italia ha bisogno di correre. Dobbiamo avere il coraggio di dirci che in questa situazione siamo in grave emergenza, in grave recessione. Per correre dobbiamo accelerare le procedure. Nel contempo, però, dobbiamo rafforzare i presidi di legalità anti-corruzione, i protocolli anti-mafia».
Lo scopo della proroga dell’emergenza è consentire al governo di varare misure urgenti come i Dpcm senza passare per il Parlamento e per la Protezione Civile di acquistare mascherine o ciò che altro occorre bypassando procedure di gara o concorsi. Proprio giovedì il commissario Domenico Arcuri ha annunciato che per aprire le scuole servirà acquistare dieci milioni di mascherine al giorno. Non solo, potrebbe comportare, tra le altre cose, anche la proroga del ricorso allo smart-working.





Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto