«In Calabria le strutture socioassistenziali stanno affondando»

La nota di Carmine Gallippi, presidente di ASSSA CALABRIA (associazione strutture sanitarie sociali assistenziali): «Sono ormai sette mesi, e con agosto saranno otto, che le strutture socioassistenziali vivono una situazione di precarietà, così come gli operatori e gli ospiti»

«In un momento complesso come quello attuale, dove l’emergenza Covid ha messo in ginocchio interi sistemi finanziari e che a tutt’oggi non ha mostrato realmente gli effetti devastanti sull’economia sociale, la Regione Calabria non può permettersi di gestire le competenze relative alla riforma del welfare in maniera così leggera e inappropriata». Questo quanto afferma in una nota Carmine Gallippi, presidente di ASSSA CALABRIA (associazione strutture sanitarie sociali assistenziali).
«Mentre l’apparato burocratico e politico è impegnato alla ricerca di difficili soluzioni – afferma – in termini di formazione dei comuni capo Ambito, il sociale affonda insieme alle compagini che ne fanno parte. Sono ormai sette mesi, e con agosto saranno otto, che le strutture socioassistenziali vivono una situazione di precarietà, così come gli operatori e gli ospiti. Nessuna certezza, ad oggi, per migliaia di utenti assistiti in alcuni casi a titolo gratuito, circa il futuro relativo alla propria assistenza». «Le circolari esplicative – scrive ancora – inviate agli Ambiti, dalla Regione, nella maggior parte dei casi non hanno sortito alcuno effetto. Le colpe della mancata attivazione di questi non possono però ricadere esclusivamente su dirigenti e funzionari, incaricati al recepimento e all’attuazione, che trattano una materia così delicata in assenza di trasferimento di qualsiasi documentazione di competenza, ma devono ricercarsi altrove. Le circolari risultano oltremodo ambigue per gli Enti stessi, che vengono spinti a considerare, in termini di spesa, solo le strutture ex convenzionate, con un budget storicizzato e non proporzionato alle reali esigenze territoriali». «Dall’altra parte della barricata – continua ancora Gallippi – vigili nei propri diritti, un numero abnorme di strutture che, in accreditamento provvisorio, attendono di essere ammesse a retta, pronte ad impugnare ogni atto che le vedrebbe escluse dal principio di equità previsto dalla DGR n.503/2019».
«ASSSA CALABRIA (associazione strutture sanitarie sociali assistenziali) intende raccogliere il grido di aiuto delle oltre settanta strutture socioassistenziali aderenti e del sistema tutto, richiamando chi di competenza alla dovuta attenzione e attuazione del Regolamento n.22 del 2019 in termini di poteri sostitutivi. C’è un proverbio estremamente calzante per la situazione attuale: finché il medico studia, il paziente muore. Oggi più che mai ognuno è chiamato a fare la propria parte. Dopo l’incontro del 2 luglio avvenuto in Cittadella regionale, alla presenza dei responsabili degli ambiti, non c’è più spazio e tempo per aspettare chi deve ancora comprendere la riforma». «È giusto – conclude Gallippi – agire e se gli ambiti, comprensibilmente, non sono pronti, l’obbligo attuativo spetta alla Regione Calabria».





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