Regione, lockdown finito: continua il “forcing” di Lega e Fratelli d’Italia

Salviniani e meloniani insistono per un tavolo di coalizione con la Santelli. Fibrillazioni anche nel centrosinistra “orfano” di Callipo: Oliverio torna ad “agitare” la casa Pd

di Antonio Cantisani

CATANZARO Alla Regione il lockdown è finito. La settimana che entra è la settimana che di fatto potrebbe dare sostanzialmente il via all’undicesima legislatura, che finora si è un po’ nascosta dietro il Coronavirus, emergenza ma anche alibi. La politica in queste ore si sta riprendendo i suoi spazi e le sue liturgie, dal lato maggioranza ma non solo. Martedì si torna in Consiglio regionale, per prendere atto delle dimissioni del leader dell’opposizione Pippo Callipo, in settimana inoltre dovrebbero finalmente insediarsi e iniziare a lavorare queste benedettissime Commissioni, la cui assenza, lunga 5 mesi e passa, grida ancora vendetta. Lo “start” delle Commissioni quasi come il suggello della “fase 2” della politica calabrese, intenzionata a rifarsi del tempo e delle occasioni già perdute. Considerazione che ovviamente vale soprattutto per il campo del centrodestra, ancora molto frastagliato e con un assetto degli equilibri interni ancora lontano dall’essere definito. Lega e Fratelli d’Italia hanno ancora parecchie questioni “pendenti” con Forza Italia e con la leader e governatrice Jole Santelli, che sta procedendo senza condividere praticamente nulla con gli alleati, soprattutto con gli alleati di maggiore peso. Negli ultimi giorni l’asse tra salviniani e meloniani si sarebbe fatto ancora più stretto e più compatto, al punto che Lega e Fratelli d’Italia danno ormai l’impressione di parlare con una sola lingua: hanno già chiesto da tempo un formale tavolo di coalizione alla presidente Santelli ma senza ricevere ancora risposta, e in questi ultimi giorni – riferiscono fonti del centrodestra – avrebbero reiterato la richiesta, confidando di avere riscontro almeno entro la fine del mese. Le rivendicazioni – fanno presenti i “colonnelli” di Lega e Fratelli d’Italia – non riguardano semplicemente e semplicisticamente questa o quella postazione di governo o sottogoverno (che pure hanno il loro peso), quanto una collegialità che dia un maggiore senso di squadra all’azione di governo complessiva. Poi, indubbiamente si vuole ragionare con la Santelli su chi mettere alla Sacal, a Fincalabra, alla Sorical, a Calabria Verde, a Calabria Lavoro, all’Arcea, all’Arpacal, ma nel contesto di un ragionamento più generale e più complessivo. E in più, Lega e Fratelli d’Italia starebbero insistendo per fare un punto complessivo di coalizione anche in vista delle Amministrative di autunno, che per la Santelli e per il centrodestra saranno un primo test e il primo vero banco di prova, certo più concreto rispetto a sondaggi di gradimento magari autorevoli ma non necessariamente rispondenti alla realtà. Insomma, nel centrodestra non mancano le “fibrillazioni”, ma non è che nel centrosinistra siano da meno, soprattutto nel Pd. Le dimissioni di Callipo sono sicuramente “scomode” per i zingarettiani e c’è una generale sensazione di “rimozione” della vicenda. Ma tra i democrat si è già tornati alle vecchie “camerille” e alle vecchie balcanizzazioni, con le prime esplicite richieste di congresso. A “infiammare” la casa del Pd poi riecco lo “spauracchio” Mario Oliverio: lui in persona e la sua area in queste ore hanno battuto più di un colpo, con una tempistica di precisione quasi chirurgica. Sì, anche qui il lockdown è finito.





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