Bufera nell’Ente bilaterale del turismo. Il presidente resta solo

Dopo la corsa in solitaria di Falbo, due dei rappresentanti delle tre sigle sindacali organiche alla struttura rassegnano le dimissioni. Accusano l’esponente di Confcommercio di aver ingessato l’attività e di non aver concordato alcuna linea strategica per il rilancio del settore

di Roberto De Santo
CATANZARO C’è aria di crisi all’Ente bilaterale regionale del turismo. O meglio vento di guerra e che sta generando le dimissioni in massa del management della struttura che dovrebbe – almeno stando al dettato costitutivo dell’organismo – «promuovere e gestire il turismo attraverso iniziative in materia di occupazione, mercato del lavoro, formazione e qualificazione professionale». Obiettivi che in realtà, secondo le denunce interne all’organismo che racchiude Confcommercio Calabria, Federalberghi, Fiavet, Faita, Filcams Cigl, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, non sarebbero stati da tempo neppure programmati.
Anzi, l’ente verterebbe in una situazione di totale immobilismo. E se si esclude un convegno tenutosi il 2 dicembre scorso, da ottobre del 2019 – data della nomina della nuova dirigenza dell’Ente bilaterale regionale per il turismo – non avrebbe messo in piedi alcuna iniziativa per rilanciare il settore già duramente provato dai lunghi mesi di lockdown seguiti all’emergenza sanitaria legata alla diffusione del coronavirus in Calabria.

NEL MIRINO IL PRESIDENTE A denunciare non solo l’immobilismo dell’ente ma anche alcune anomalie registrate nella gestione dell’Ebtc Calabria, i vertici regionali di Filcams Cigl, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil. Una denuncia senza giri di parole e riportata nero su bianco nel corso di un confronto serrato avvenuto lo scorso 30 giugno tra le tre sigle sindacali e il presidente di Confcommercio Calabria, Klaus Algieri
Secondo i rappresentati delle tre sigle sindacali – rispettivamente Giuseppe Valentino, Fortunato Lo Papa e Caterina Fulciniti, le condotte anomale sarebbero da addebitare al presidente dell’Ente Pietro Falbo. In particolare l’esponente – che rappresenta in seno all’organismo bilaterale Confcommercio calabrese – sarebbe reo di una serie di condotte anomale che, appunto, avrebbero trascinato l’ente nel baratro della totale atrofia. A segnalare per primo le “anomalie” il vicepresidente dell’Ente Lo Papa «ad eccezione del convegno tenutosi lo scorso 2 dicembre dopo 8 mesi dalla ricostituzione – si legge nel verbale redatto al termine dell’incontro tra le tre sigle sindacali e Algieri – non è stata svolta ancora alcuna attività per le imprese e i dipendenti rappresentati».
Ma le accusa mosse contro Falbo sarebbero anche più gravi. «Il presidente Falvo in quell’occasione aveva proceduto inoltre – fa mettere a verbale Lo Papa – all’assunzione a tempo determinato di una ragazza secondo lo stesso (Falbo, ndr) necessaria per la programmazione del suddetto evento. Detta assunzione non è stata concordata e non è mai passata dal Consiglio direttivo». Ed ancora: «solo dopo più di 7 mesi, il primo giugno (Lo Papa, ndr) è riuscito ad ottenere la firma congiunta sui conti correnti, che risultano essere 3 e tra questi di uno ancora non si conosce il saldo».
Stando alle denunce di Lo Papa, inoltre, Falbo «ha utilizzato l’Ente per incontri politici e di rappresentanza, parlando di turismo, bandi e programmazione regionale, cose che non sono da Statuto dell’Ente bilaterale».
Per questo l’esponente di Fisascat Cisl nonché vicepresidente dell’Ente ha chiesto a Confcommercio Calabria di prendere atto di quello che sta accadendo all’interno. Ma le anomalie registrate e denunciate dallo stesso Lo Papa non terminano qui: cita la convocazione del Consiglio direttivo – lunedì 29 giugno – che sarebbe dovuta essere concordata preventivamente, ma che il presidente “motu proprio” aveva già in realtà comunicato. «Questo – si legge sempre a verbale dell’incontro – a dimostrazione che “è una persona poco stabile, dice una cosa e poi ne fa un’altra”». A quel Consiglio poi non si presentò nessuno «in quanto tutti in disaccordo con l’operato di Falbo». Ed ancora «I revisori non si riuniscono ogni 3 mesi per fare le verifiche previste. Inoltre non vi è una sede fisica nella quale poter svolgere le attività, quindi non si sa dove siano i documenti e gli uffici». Per tutte queste ragioni il vicepresidente fa mettere a verbale la richiesta, di fatto, di rimuovere il presidente: «si chiede pertanto a Confcommercio di prendere le proprie responsabilità in quanto il presidente Falbo è espressione di Confcommercio».

DENUNCE INCROCIATE Ma non è solo l’esponente di Fisascat Cisl ad accusare il presidente dell’Ente bilaterale. Ci sono anche le dichiarazioni pesanti di Giuseppe Valentino e Caterina Fulciniti ad inchiodare alle proprie responsabilità l’attuale vertice del Ebrt.
Secondo il segretario di Filcams Cgil, il presidente Falbo «agisce in maniera autonoma e non in sintonia con le parti sociali» e per questo «ritiene necessario ripristinare urgentemente la governance rispetto alla gestione dell’Ente bilaterale». Ricordando, si legge sempre nel verbale dell’incontro del 30 giugno scorso che l’Ente «è uno strumento contrattuale al servizio delle imprese e dei lavoratori, atto ad operare le scelte che le parti sociali a livello regionale concordano». Una bocciatura dell’operato che ha portato lo stesso Valentino a non partecipare a quel consiglio convocato dal Falbo «perché non precedentemente concordato». Sulla falsa riga anche la segretaria regionale Uiltucs Uil Caterina Fulciniti che in quella riunione ha invocato «responsabilità in capo a Confcommercio».
Secondo la stessa «è inutile continuare a rattoppare in quanto la persona che rappresenta l’Ente vuole agire in solitudine». E nella stessa riunione ha affermato di essersi già dimessa ma nonostante avesse «indicato un’altra persona in sua sostituzione» questa «non è stata ancora cooptata». «L’inoperosità dell’Ente – riporta il verbale della riunione – produce responsabilità da parte nostra nei confronti di quelle famiglie per le quali non abbiamo fatto nulla». Una posizione così chiara espressa dalle tre sigle che hanno portato il presidente di Confcommercio Calabria, Klaus Algieri a formulare una domanda diretta riportata a chiusura di verbale: «Mi state dicendo che se le cose non cambiano e non si prendono provvedimenti vi dimettete tutti?». Con una risposta «affermativa» altrettanto chiara ed «unanime» da parte di tutte e tre i rappresentati sindacali.

IL PRESIDENTE FALBO TIRA DRITTO Nonostante le avvisaglie di guerra e la posizione chiara espressa dai rappresentanti in seno all’Ente bilaterale, il presidente sembra aver fatto orecchie da mercante, tirando dritto per la propria strada. Almeno a giudicare dalla riproposizione in formato copia-incolla degli stessi punti all’ordine del giorno del consiglio direttivo proposti dal presidente in data 29 giugno – per intenderci gli stessi che avevano provocato già le dimissioni segretaria regionale Uiltucs Uil Caterina Fulciniti e i reprimenda degli altri due rappresentati in seno all’Ente – anche per l’ulteriore nuova convocazione del 6 luglio scorso. Una scelta dunque che ha portato così conseguentemente le contestuali dimissioni in pari data del segretario Fisascat Cisl Fortunato Lo Papa. «In riferimento alle criticità politiche e gestionali emerse nell’ente bilaterale turismo-Calabria ed a seguito della mancata condivisione delle strategie da intraprendere – ha scritto Lo Papa nella missiva indirizzata ai presidenti regionale di Confcommercio e Federalberghi nonché alla presidenza dell’Ebnt – sono costretto mio malgrado a rassegnare le miei irrevocabili dimissioni da vice presidente dopo averle ovviamente concordate con i colleghi di Filmcas-Cgil e Uiltucs regionali».
Un passo indietro che isola ancor di più il presidente Falbo evidenziandone le sue scelte in solitaria. Ora il dado è tratto e la prossima partita potrebbe vedere ribaltata la posizione di forza in seno all’Ente bilaterale. Intanto l’intero settore attende ancora risposte anche da questo organismo per rilanciare un comparto fondamentale per la ripresa economica della Calabria dopo il ciclone Coronavirus. (r.desanto@corrierecal.it)





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