Pd-Dp “separati in casa”, il centrosinistra litiga: è l’”effetto Oliverio”?

In settimana si insediano le Commissioni, ma nell’opposizione spunta la “grana” Sculco, che “resiste” alla vicepresidenza della “Seconda” nonostante il richiamo dei democrat (sostenuti da “IriC” e Pitaro). Mentre Aieta plaude al ritorno sulla scena dell’ex governatore

CATANZARO Finalmente le Commissioni. A distanza di quasi sei mesi dalle Regionali, gli organismi consiliari sono sul punto di vedere finalmente la luce, al fondo di un inizio dei legislatura senza precedenti, con ritardi mostruosi dettati in parte all’emergenza pandemia in parte, in gran parte, dalle tensioni all’interno degli schieramenti, sia della maggioranza di centrodestra sia dell’opposizione di centrosinistra, e dal “muro contro muro” tra gli schieramenti. A partire da domani, i presidenti delle Commissioni, tutti del centrodestra, si interfacceranno con gli uffici del Consiglio regionale, e probabilmente entro la settimana ci saranno finalmente gli insediamenti “ufficiali” degli organismi, chiamati a eleggere in prima battuta i vicepresidenti alla luce delle dimissioni dei vice eletti “unilateralmente” dalla sola maggioranza il 12 giugno con il centrosinistra sull’Aventino. Come scritto nei giorni scorsi, l’opposizione ha indicato i nomi dei propri rappresentanti nelle Commissioni, ma, com’è nella più classica tradizione “tafazziana” del centrosinistra. È subito spuntata la grana, che ha una portata e una valenza politica anche superiore al singolo caso di specie. Il “nodo” è alla seconda Commissione, la Commissione “Bilancio e Programmazione”, una delle più strategiche. Alla Seconda come vicepresidente c’è già, dal 12 giugno, Flora Sculco, dei Democratici Progressisti, l’unica a non essersi dimessa non avendo condiviso l’atteggiamento “aventiniano” dei colleghi di opposizione. A sua volta, nella comunicazione dei rappresentanti nella “Seconda”, ecco che alla vicepresidenza è stato indicato Mimmo Bevacqua, capogruppo del Pd, con la Sculco semplice componente. Secondo quanto filtra da fonti del centrosinistra in queste ore è in atto un autentico “braccio di ferro”, con la Sculco per nulla intenzionata a mollare e Bevacqua per nulla intenzionato a soprassedere la cosa, minacciando fuoco e fiamme. Al momento, sono tre le ipotesi, da verificare all’atto della prima seduta della Commissione Bilancio: o il vicepresidente viene eletto a maggioranza, o la Sculco fa un passo indietro o il passo indietro fa Bevacqua. “A naso”, l’ipotesi più probabile è la prima. In ogni caso, è un’altra “lacerazione” in atto nel campo del centrosinistra, un campo che ancora non ha metabolizzato le dimissioni del leader della coalizione alle Regionali, Pippo Callipo, motivo di imbarazzo soprattutto per il Pd “ufficiale”, e che inoltre nell’ombra vede agitarsi sempre più lo spetto di Mario Oliverio, che è di nuovo tornato sulla scena a dispetto delle sue dichiarazioni senza acredine e non condite da velleità di ricandidature. Con Bevacqua e quindi con il Pd “ufficiale” oggi si sono, più o meno apertamente, schierati sia i consiglieri regionali del gruppo (callipiano) “Io Resto in Calabria”, Marcello Anastasi e Graziano Di Natale (leggi qui ) sia il capogruppo del Misto, Francesco Pitaro (leggi qui) Ma, a parte questo, il perenne dissidio in atto nel centrosinistra e soprattutto nel campo del Pd è sempre più palese: è vero che la Sculco sta dialogando con i democrat in ottica Comunali di Crotone (e adesso è chiaramente tutta da verificare la percorribilità di questa strada…), ma a livello regionale non è affatto accondiscendente, e gli analisti politici ricordano inoltre il fortissimo “feeling” tra la Sculco e Oliverio nella fase delle trattative per le Regionali. Così come non mancano di evidenziare le sempre più plateali differenziazioni che il gruppo dei “Democratici Progressisti”, “satellite” (in teoria…) del gruppo Pd in Consiglio regionale, ha assunto e continuab ad assumere rispetto alla linea democrat: a esempio, il capogruppo di “Dp” Giuseppe Aieta ha esplicitamente votato a favore della presa d’atto delle dimissioni di Callipo, sgranando il fronte guidato dal Pd. E lo stesso Aieta non ha fatto mistero di aver apprezzato e parecchio la “rentrée” di Oliverio. «Ho ascoltato la conferenza stampa di Mario Oliverio senza perdermi una virgola. Il campo riformista deve riflettere sui temi proposti e fare tesoro di una esperienza così importante e qualificata. Ho ascoltato parole intrise di passione, visione, lungimiranza. Finalmente»: così Aieta su facebook. Sì, nel Pd e nel centrosinistra c’è più di un problema… (a. cant.)





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