L’acqua a Catanzaro, tra disservizi e “furbetti”

Polemica sull’approvvigionamento nell’area sud del capoluogo: l’assessore comunale Longo all’attacco della società che – dati alla mano – parla di 1uso improprio» del servizio

CATANZARO Divampa la polemica a Catanzaro sulla gestione del servizio idrico. Nei giorni scorsi, a sollevare critiche alla Sorical è stato l’assessore comunale ai Lavori Pubblici, Franco Longo, per il quale «la Sorical continua nella sua irresponsabile assenza nelle strategie di risoluzione dei problemi di approvvigionamento idrico della zona sud del capoluogo», ora la Spa replica parlando di «uso improprio dell’acqua potabile disponibile» nelle zone in questione.
L’ATTACCO DELL’ASSESSORE COMUNALE «Dopo diversi appelli e tante legittime richieste, da parte della cittadinanza e dell’amministrazione comunale, dopo gli esposti presentati dalla commissione consiliare Lavori pubblici, dopo innumerevoli tentativi di collaborazione, la Sorical non accenna a voler intervenire per ridurre i disagi di una fascia importante della città e della sua popolazione»: questa la denuncia dell’assessore comunale Longo, per il quale «i serbatoi Stillo, Barone e Corvo, che servono le utenze di viale Crotone e di una fetta centrale di Lido, Bellino, Casciolino, lo stesso Barone, viale Emilia e viale Isonzo continuano ad essere desolatamente vuoti. Non è per niente accettabile questo atteggiamento da parte della società che gestisce le risorse idriche per conto della Regione – ha aggiunto Longo -, né il Comune, come sta facendo, può intervenire in emergenza per portare l’acqua alle persone creando debiti e reperendo economiche che, altrimenti, potrebbero benissimo essere utilizzare su altri fronti. Ogni richiesta di autobotte, che deve necessariamente passare dalla disponibilità di ditte private, in quanto la Protezione civile non garantisce più il servizio, costa all’amministrazione fra le 800 e le mille euro: va da sé che il ricorso continuo a questa soluzione tampone grava sulle tasche del Comune, e di conseguenza dei cittadini, senza che ci siano responsabilità dirette. La Sorical – ha concluso l’assessore – la finisca di girarsi dall’altra parte, altrimenti la protesta dei cittadini, che sosterrò in prima persona, sarà necessaria e legittima».
SORICAL: «QUALCUNO FA IL “FURBETTO” A CATANZARO» «Sorical sta facendo ogni sforzo tecnico, impiegando risorse umane ed economiche, per garantire l’equilibrio dell’erogazione del servizio idrico nella città di Catanzaro, ma il lavoro viene vanificato dall’uso improprio che si fa dell’acqua potabile disponibile!, così oggi replica la società di gestione dell’acqua in Calabria. «Sorical, ricorda, fornisce l’acqua fino ai serbatoi della città, l’erogazione e quindi la gestione delle riserve di acqua nella città è di esclusiva competenza del Comune». La società spiega che «da un’attenta analisi dei dati del sistema di monitoraggio del serbatoio “Corvo”, messi a disposizione della società che sta realizzando il progetto della Regione di ingegnerizzazione delle reti, emerge con chiarezza un dato: al mattino, la rete idrica dal serbatoio Corvo tira 60/65 litri al secondo; nel pomeriggio la portata si riduce a 55 litri al secondo, mentre di notte e soprattutto al mattino presto, quando tanta gente è ancora a letto, i consumi si assestano su una media 30/35 litri al secondo. Tale valore notturno anomalo, è il campanello dell’allarme c’è nella rete di distribuzione del comune ci sono perdite. Inoltre, di notte, nel periodo che va dal primo luglio, il dato del minimo notturno oscilla di 15 litri al secondo in presenza di giornate precedenti fresche e piovose, come è accaduto nei giorni di pioggia del 6/8 e 15/18 luglio. Quindi i dati che emergono sono inconfutabili: è provato che diverse utenze allacciate alla rete utilizzano l’acqua potabile non per lavarsi o cucinare, ma per annaffiare orti o peggio, riempire piscine. Mai come in questo caso – precisa Sorical – il comportamento scorretto di pochi penalizza la maggior parte dei cittadini, negando il diritto di accesso all’acqua potabile».
Sorical, inoltre, ha avviato – rammenta – «un monitoraggio costante di tutto lo schema Corace che alimenta, nell’asse terminale, il serbatoio “Corvo” alla ricerca di eventuali perdite che vengono subito riparate, come è accaduto nei giorni scorsi. Un controllo minuzioso che include anche il campo pozzi Corace, da settimane a regime per alimentare l’impianto Ipot Corace e le reti sottese. Tutta la capacità di produzione di acqua dell’impianto Corace da fine giugno viene erogata al Comune Catanzaro. Infine, l’ufficio di Zona di Catanzaro, fornisce i dati di monitoraggio della fornitura verso i serbatoi di Catanzaro. Complessivamente la società sta fornendo 548 litri/secondo, escluse le utenze Policlinico Universitario e la Cittadella Regionale, una quantità che potrebbe servire una popolazione di 180/200 mila abitanti».

 





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