Anci chiede poteri commissariali ai sindaci sulle opere di interesse nazionale e comunale

Ad illustrare la richiesta su delegazione dell’associazione nazionale dei comuni italiani è stato il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto. «Sarebbe una delle misure che renderebbe concreto il rilancio degli investimenti nel Paese»

ROMA Poteri commissariali ai sindaci per opere strategiche di interesse nazionale e comunale superiori a un milione di euro. E’ la richiesta recapitata dall’ Anci al parlamento sul dl semplificazioni e riportata sul quotidiano economico Italia Oggi. Nel sottolineare come il decreto accolga molte delle richieste dei comuni (dall’innalzamento a 150 mila euro degli affidamenti diretti, alle norme sulla rigenerazione urbana, dal silenzio assenso alla modifica dell’ abuso di ufficio) il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, in rappresentanza dell’associazione ha evidenziato come l’ individuazione dei sindaci quali commissari straordinari «sarebbe una delle misure che renderebbe concreto il rilancio degli investimenti nel Paese». Occhiuto ha acceso i riflettori su una «apparente contraddizione» contenuta nel decreto e che necessiterebbe di opportuni chiarimenti. Si tratta dell’art.1, comma 2 lettera a) dove si precisa che l’ affidamento diretto per servizi e forniture è consentito nel limite di 214 mila euro (limite fissato dall’art.35 del Codice dei contratti) che sembra fare a pugni con la previsione della lettera b) che per la stessa soglia di importo per servizi e forniture prevede la procedura negoziata. Per quanto riguarda l’ informativa sui controlli antimafia, l’ Anci segnala l’ opportunità di chiarire alcuni aspetti in materia di controlli antimafia sia rispetto all’ «informativa liberatoria provvisoria» (se si tratta dell’ informativa antimafia, quale documentazione richiesta dalle stazioni appaltanti prima della stipula del contratto di appalto sopra- soglia, oppure se ricomprenda, come sembrerebbe, anche la comunicazione antimafia richiesta per la stipulazione dei contratti di appalto sotto soglia) sia sul richiamo ad ulteriori banche dati disponibili che non sono individuate. Un altro aspetto da chiarire riguarda il contributo di costruzione per interventi di rigenerazione urbana che, essendo stato ridotto del 20% per questo tipo di interventi, potrebbe impattare negativamente sui bilanci comunali. «Si condividono le osservazioni fatte sul punto dalla commissione bilancio del Senato perché, trattandosi di norma non transitoria ma strutturale, bisognerebbe calcolare gli impatti a regime sui bilanci comunali prevedendo le relative compensazioni», ha spiegato il rappresentante dell’ Anci. Infine il capitolo digitalizzazione di cui, secondo l’Anci, non si prendono in adeguata considerazione gli impatti sui comuni che devono metterle in pratica. «Le modifiche relative all’ Anagrafe nazionale della popolazione residente, fortemente promosse dall’ Anci», ha osservato Occhiuto, «consentiranno una migliore interoperabilità tra banche dati, assegnando un codice univoco ad ogni iscritto in anagrafe, ed una piena circolarità anagrafica, dando la possibilità al cittadino di richiedere i propri certificati direttamente all’ Anagrafe centrale, accedendo tramite la propria identità digitale o comunque da un qualsiasi comune del territorio a prescindere da quello di residenza», ha concluso Occhiuto. «Ma per raggiungere questo scopo è importante che, in fase attuativa, su tutti gli aspetti legati ai servizi anagrafici ci sia un forte raccordo con gli enti locali».
A chiedere più poteri per i sindaci è anche l’Anpci che in audizione con la presidente Franca Biglio, ha ribadito come «in una situazione di emergenza serva una cosa sola: lasciare ai sindaci la possibilità di operare in deroga assoluta su tutto come durante l’ alluvione in Piemonte nel 1994». Biglio ha espresso soddisfazione per le semplificazioni su affidamenti diretti e procedure negoziate anche se andrebbe meglio chiarito come avverrà la scelta dei concorrenti. Infine sul 5G, Biglio ha espresso dubbi sul fatto cheun argomento così delicato e di interesse per la salute dei cittadini sia stato inserito in un decreto legge sulle semplificazioni. Di qui la richiesta di uno stralcio della norma affinché il tema venga trattato dagli operatori sul territorio.





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