La Cgil lancia il Piano per la Calabria: «Confronto con la Regione, si rischia una bomba sociale» – VIDEO

La segreteria regionale del sindacato illustra gli 11 punti per la ripartenza, chiedendo alla Giunta Santelli e al governo nazionale «di dire con chiarezza cosa vogliono fare per il territorio»

CATANZARO «La fase di emergenza per il Covid-19 sta determinando conseguenze economiche e sociali che richiedono proposte e azioni concrete per una ripartenza e per consentire un nuovo sviluppo della Calabria: chiediamo al governo regionale e al governo nazionale e alla politica regionale e nazionale un confronto immediato nel merito delle questioni perché in autunno la Calabria rischia di diventare una bomba sociale». Lo ha detto il segretario generale della Cgil regionale, Angelo Sposato, presentando oggi, in una conferenza stampa a Catanzaro, il “Piano per lo sviluppo e il lavoro per la Calabria” elaborato dal sindacato nell’ultimo Comitato direttivo concluso dal segretario nazionale Maurizio Landini: all’incontro con i giornalisti hanno partecipato anche i segretari regionali della Cgil Caterina Vaiti e Luigi Veraldi.
Sono 11 i punti cardine del Piano per la ripartenza della Calabria, un piano – ha spiegato Sposato – motivato dall’«esigenza di intervenire, in questo quadro di profonda emergenza sociale ed economica, a sostegno di un nuovo modello di sviluppo, elevando le politiche pubbliche in un nuovo protagonismo». Per la Cgil Calabria, che pone sempre sviluppo, lavoro e legalità come punti fermi da cui partire, in questo quadro sarà decisivo l’utilizzo virtuoso delle risorse che arriveranno con il “Recovery Fund”, con i fondi stanziati dal governo nazionale e con la nuova programmazione dei fondi europei da parte della regione Calabria, programmazione che parte nelle prossime ore con una serie di tavoli nei quali – ha riferito ancora Sposato – «il nostro Piano sarà portato all’attenzione generale, in primo luogo della Giunta regionale». In generale – ha aggiunto Sposato – «il governo regionale ma anche quello nazionale devono adesso dire con chiarezza cosa intendono fare per la Calabria».

I PUNTI DEL PIANO Nel dettaglio del Piano, fondamentale, anzitutto, per la segreteria generale della Cgil Calabria, sarà «la riforma del sistema sanitario regionale, che deve realizzare il superamento del “Decreto Calabria”, la sostituzione del commissariamento ad acta e dell’attuale management con soggetti riconosciuti per le loro capacità scientifiche e manageriali, un piano operativo condiviso, lo sblocco delle assunzioni, la stabilizzazione del precariato, la verifica degli accreditamenti nella sanità privata, la costruzione dei nuovi ospedali e soprattutto il piano per la gestione Covid e post Covid, che ancora non c’è». La Cgil Calabria, ancora, rivendica «l’attuazione della legge regionale sul welfare, il sostegno alle famiglie indigenti, un nuovo piano socio-assistenziale». il Piano per lo sviluppo e per il lavoro della Calabria della Cgil prevede inoltre «il completamento del processo di decentramento amministrativo, della macchina burocratica regionale, delle riforme istituzionali con fusioni e aggregazioni di Comuni che in alcuni casi non hanno uffici di progetto, non riescono a garantire i servizi ai cittadini e sono destinati allo spopolamento, per ridurre i costi di gestione ed aumentare i servizi di prossimità».
Altre priorità per la Cgil Calabria sono «un piano per la manutenzione, la salvaguardia del territorio dal rischio ambientale, sismico, idrogeologico, attraverso un ufficio unico del piano tra “Calabria Verde” e protezione civile, con sblocco delle assunzioni e turnover» e «un piano di investimenti pubblici con le partecipate pubbliche nelle aree di competenza Zes con rilocalizzazioni, riconversioni e allocazioni di filiere produttive, alla luce della fragilità del sistema produttivo emerso nell’emergenza Covid-10»: secondo il sindacato, «anche alla luce dell’emergenza sanitaria, sociale ed economica, occorre richiedere per la nostra regione il riconoscimento di “Area di crisi industriale complessa“, per poter essere destinataria dei relativi benefici». Va inoltre definito strategicamente – rileva la Cgil Calabria – il porto di Gioia Tauro, «con una governance che superi il commissariamento», così come è necessario «un piano regionale sulle infrastrutture, che passi dal rilancio del sistema aeroportuale al completamento dell’intero tracciato della Statale 106, dall’Alta velocità, a un piano energetico ambientale regionale, rete idrica, innovazione tecnologica a partire dalla digitalizzazione completa del territorio». Nella piattaforma inoltre sono presenti «la legge regionale sul diritto allo studio, da concretizzare con un piano per l’offerta formativa di qualità e con forme di sostegno. In assenza di una risalita della curva epidemiologica da Covid-19, per l’anno scolastico 2020/2021 ribadiamo – dice la Cgil Calabria il principio inderogabile di far ripartire tutte le attività scolastiche in presenza, ritenendo la didattica a distanza strumento squisitamente emergenziale o complementare». Per il sindacato, inoltre, un’altra priorità per la Calabria è «il rilancio del turismo, con particolare riferimento alla cultura, ai beni archeologici, alla ripresa della campagna di scavi dei siti di maggiore interesse archeologico con il partenariato con le università calabresi». Tra i temi al centro dell’azione della Cgil quello della lotta contro il caporalato, per la quale si chiede «l’applicazione della legge con misure anti-sfruttamento come il servizio di trasporto pubblico regionale, il collocamento pubblico attraverso i centri per l’impiego e politiche di accoglienza per il disagio abitativo» e la sicurezza sui luoghi di lavoro: sotto quest’ultimo aspetto, il sindacato sollecita ancora una volta la convocazione del tavolo di coordinamento regionale, «mai convocato negli ultimi anni dalle varie Giunte regionali». Sono tutte rivendicazioni che domani, con l’avvio della programmazione dei fondi europei 2021-27, la Cgil Calabria porterà sui tavoli del confronto con la Regione, con l’appello – ha concluso Sposato – che «il partenariato economico-sociale diventi in futuro un tavolo non più solo consultivo ma programmatorio, e permanente». (a. cant.)





Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto