L’infinito contenzioso della Regione: 25mila cause aperte

I dati contenuti nella relazione al Rendiconto 2019: il valore delle controversie in corso sfiora i 500 milioni, resta sempre alto il rischio di un pesante impatto sulle casse dell’ente

Quasi 25mila cause aperte, per un valore complessivo delle controversie che sfiora i 500 milioni di euro. Sono sbalorditivi e imponenti i dati del contenzioso della Regione Calabria, almeno da quanto emerge dalla relazione al Rendiconto 2019, approvato dalla Giunta regionale lo scorso 23 luglio. Nel documento si dà contezza di un’attività di accertamento, in corso comunque da svariati anni, che sta portando a galla una pericolosa “zavorra” nascosta nella pancia dell’amministrazione regionale, pronta a esplodere con il suo enorme potenziale dannoso per le casse dell’ente.
L’ATTIVITA’ DI ACCERTAMENTO Nella relazione al Rendiconto 2019 un capitolo ad hoc è è dedicato al “fondo rischi legali”, i cui stanziamenti «sono stati implementati per tenere conto sia delle evoluzioni del contenzioso formatosi negli anni 2015, 2016, 2017 e 2018, sia della ricostruzione effettuata dall’Avvocatura regionale su tutto il contenzioso pendente, nonché della annuale ricognizione che gli avvocati e la struttura amministrativa pongono in sede di chiusura dell’esercizio finanziario. Infatti anche quest’anno l’Avvocatura ha aggiornato l’elenco del contenzioso regionale, espungendo dallo stesso le vertenze ormai concluse con esito positivo, segnalando quelle concluse con esito negativo che daranno luogo all’utilizzo delle risorse accantonate nel corso degli anni e rivedendo la tipologia di rischio connesso ai contenziosi ancora in corso, anche alla luce degli orientamenti giurisprudenziali recenti». A marzo il Dipartimento “Economia e Finanze” – si ricostruiisce – ha richiesto all’Avvocatura regionale di comunicare, entro il 10 aprile, l’entità del fondo per i rischi legali tenendo conto della natura e oggetto dei singoli contenziosi, della concreta possibilità di soccombenza valutata sulla base della giurisprudenza vigente, dell’esistenza di eventuali transazioni con il creditore tese alla riduzione dell’importo, delle ulteriori fonti di copertura, per far fronte all’eventuale esborso monetario. Si specifica quindi che «l’Avvocatura e i singoli avvocati regionali, nel corso della giornata del 22 luglio hanno trasmesso l’elenco dei contenziosi, poi, inviato formalmente, via pec, nella giornata successiva. Dai file ricevuti emerge che: è stato aggiornato il grado del giudizio; è stato rivisto il valore della causa; è stato aggiornato il grado di rischio di soccombenza delle vertenze (alto, medio, basso e bassissimo) che, per natura possono dare luogo ad esborso da parte della Regione; è stato valorizzato il contenzioso relativo al servizio idropotabile somministrato sino all’anno 2004, per come indicato dalla magistratura contabile, prevedendo accantonamenti mediamente pari al 20% per i Comuni che hanno contestato l’entità del credito regionale e del 50% per gli enti in dissesto. A seguito di tale operazione, in chiusura del Rendiconto dell’esercizio finanziario 2019, sono stati effettuati ulteriori accantonamenti a fronte del rischio connesso alle vertenze per il servizio idrico di euro 7.467.354,21».
LO STATO DEL CONTENZIOSO Sulla base di questa attività di ricognizione, quindi, lo stato del contenzioso al 31 dicembre 2019 contempla 24.785 cause aperte, con un valore complessivo della controversie pari a 496,9 milioni e un valore del fondo rischi legali pari a 55 milioni, e poi 3,168 cause chiuse per un valore delle controversie pari a 194,8 milioni: in sintesi, 27.959 cause per un valore complessivo di 694,9 milioni e un valore del fondo rischi legali di 66,38 milioni. Numeri “monstre”, come si può facilmente intuire. (cant.a.)





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