Prima la convalida, poi il pagamento dei debiti. Le regole “al contrario” al Comune di Lamezia

Per il Consiglio comunale lametino nessun componente sarebbe incompatibile. Eppure molti consiglieri hanno pagato tributi arretrati con l’Ente per migliaia di euro e molto tempo dopo la loro convalida. Nell’indifferenza generale

consiglio comunale Lamezia

di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME
Storia chiusa? Nient’affatto. Se per il Consiglio comunale di Lamezia quello relativo ai presunti casi di incompatibilità dei consiglieri è ormai un discorso concluso nel corso della penultima riunione, nei fatti si tratta di una vicenda tutt’altro che sepolta. La sensazione fra i banchi della politica lametina e fra gli uffici comunali è che si sia voltata pagina troppo in fretta. Un quadro apparso complesso sin dal principio ovvero da quando, a maggio, erano emersi i mancati controlli sui debiti nei confronti della partecipata “Multiservizi spa”, scattati solo alcuni mesi più tardi e solo dopo diverse sollecitazioni.

DISORDINE AMMINISTRATIVO E per un Comune come quello di Lamezia, reduce solo qualche mese fa dell’ennesimo scioglimento per presunte infiltrazioni mafiose, l’ombra del “disordine amministrativo” dovrebbe servire da monito per non ripetere più gli errori del passato.
Ed è per questi motivi, dunque, che la presunta incompatibilità dei consiglieri è diventato un tema serio, da affrontare partendo soprattutto da dati oggettivi e incontrovertibili. Il primo fra tutti: al momento della convalida degli eletti in Consiglio, avvenuta lo scorso 21 dicembre 2019, molti consiglieri comunali avevano dichiarato di non avere alcun debito con l’Ente che potesse poi tradursi in un conflitto di interesse, salvo poi essere smentiti clamorosamente dai fatti e dalle carte ufficiali omesse però per mesi interi e saltate fuori solo dopo le numerose richieste di accesso agli atti.

I DEBITI PRIMA DELLA CONVALIDA Carte dalle quali è emerso in più di un’occasione come i consiglieri abbiano in molti casi “saldato” le proprie posizioni debitorie soltanto dopo la convalida e solo dopo aver firmato un’autodichiarazione prodotta proprio dai 24 membri del Consiglio, all’interno della quale era doveroso “indicare eventuali motivi di ineleggibilità o incompatibilità”.
Già i primi controlli effettuati dagli uffici comunali preposti avevano fatto emergere qualche situazione più che dubbia. Un fatto cristallizzato dalle carte e dal fitto scambio di mail tra gli uffici interni del Comune tra dicembre 2019 e febbraio 2020.
Controlli che in pochi giorni si sono tramutati in un lungo elenco di nomi e cognomi, consiglieri che al momento della convalida, a dispetto di quanto dichiarato, in realtà avevano una posizione debitoria nei confronti dell’Ente per migliaia di euro.

ANNALISA SPINELLI C’è, ad esempio, la consigliera Annalisa Spinelli, cognata del sindaco Paolo Mascaro. Dopo aver firmato l’autodichiarazione il 18 dicembre 2019, il giorno successivo riceve alcuni atti di liquidazione TASI 2014 e 2015 e IMU 2014-15-16 e 2017. Debiti pagati solo a gennaio 2020 e che comunque non le impediscono di essere convalidata il 21 dicembre in Consiglio.

GIANCARLO NICOTERA Nell’elenco figura anche un altro consigliere comunale, Giancarlo Nicotera. Dalle carte è emerso come al momento della convalida del 21 dicembre aveva in corso una rateizzazione per un corposo debito con l’Ente lametino, saldato definitivamente solo il 26 maggio 2020.
Si tratta nello specifico di 5.336 euro pagati poi a febbraio, più altri 2.973 euro pagati proprio a maggio. Dunque anche il consigliere Nicotera, al momento della convalida del 21 dicembre 2019, si trovava in una posizione debitoria nei confronti dell’Ente.

TRANQUILLO PARADISO Situazione simile per un altro componente del consiglio, Tranquillo Paradiso. È lui a chiedere il 19 dicembre scorso la rateizzazione di un debito complessivo di 1.705,51 euro, ottenendo il relativo piano di ammortamento solo due mesi più tardi (prot. n. 11713).

PIETRO GALLO Nell’elenco figura anche un altro consigliere comunale, Pietro Gallo. Al momento della convalida, infatti, aveva un debito di 1.347,65 per alcuni tributi comunali saldati solo al 18 giugno 2020 (prot. n. 38358).

LA RELAZIONE DEL SEGRETARIO Un lungo elenco, dunque, eppure nell’ultima relazione stilata a firmata dal segretario generale del Comune di Lamezia – a poche ora dal Consiglio comunale – non compare alcun nome. L’ultimo a “sparire” è stato quello di Ruggero Pegna e solo dopo aver pagato anche lui un debito di poco più di 3mila euro. Viene perciò da chiedersi a cosa sia servita una relazione, quella del segretario, che tiene conto solo delle posizioni debitorie attuali e non quelle al momento della prima convalida degli eletti avvenuta a dicembre 2019.

LINEE GUIDA IGNORATE Ora, secondo quando disposto dal ministero dell’Interno, fatto salvo che sia il Consiglio comunale a decretare l’eventuale incompatibilità e decadenza dei consiglieri, “la semplice rateizzazione di pagamenti di debiti verso l’Ente non sana la posizione debitoria del singolo eletto, considerato che, ogni singolo consigliere comunale, se vuole essere convalidato deve eliminare prima del relativo consiglio, ogni pendenza, pagando integralmente i propri debiti, e non avendo dinnanzi a sé alcuna rateizzazione”.
Linee guida molto chiare, dunque, ma a Lamezia Terme non sono state prese neanche in considerazione. Anche perché in sede di Consiglio non se n’è discusso affatto. (redazione@corrierecal.it)





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