L’Amerigo Vespucci a Falerna. Con l’ammaina bandiera si conclude il viaggio in Calabria – VIDEO

È terminato a largo della costa falernese il viaggio del leggendario veliero sulle rotte tirreniche calabresi. A bordo anche il cappellano militare originario proprio di Falerna, Don Pietro Folino Gallo. Questa mattina a San Lucido, invece, l’omaggio ad un suo ex marinaio, Giuseppe Carbonelli, morto lo scorso marzo scorso a causa del Covid

Amerigo Vespucci

di Giorgio Curcio
FALERNA Considerata la nave più bella del mondo, il viaggio dell’Amerigo Vespucci attraverso le rotte del Tirreno calabrese si è concluso questa sera a Falerna, nel catanzarese, con la solenne celebrazione dell’ammaina bandiera. Le luci tricolore al tramonto di agosto e l’imponenza dell’imbarcazione, orgoglio del nostro Paese e della Marina Militare, hanno ricreato quasi uno scenario magico, poetico e suggestivo e a cui hanno assistito decine di bagnanti, curiosi e appassionati, lungo tutto il litorale, consapevoli di aver ammirato “da vicino” un esempio maestoso di bellezza, emblema dell’eccellenza italiana. Quello dell’Amerigo Vespucci è stato un viaggio intenso e ricco di tappe a largo della costa tirrenica della Calabria. Oggi la “Costa degli Dei”, da Tropea a Pizzo passando per Briatico e Vibo Marina. Poi il Golfo di Lamezia Terme, da Gizzeria fino a Falerna.

IL VELIERO Quella dell’Amerigo Vespucci è una storia lunghissima e ricca di fascino. La nave-scuola per l’addestramento degli allievi ufficiali dell’Accademia navale, fu costruita, infatti, quasi novant’anni fa. Fu progetta dall’ingegnere e tenente colonnello Francesco Rotundi, direttore dei reali cantieri navali di Castellamare di Stabia, dove fu costruita e varata il 22 febbraio 1931. Poi, dal 6 giugno, entrò in servizio come Nave Scuola. La Vespucci nel tempo ha accresciuto il suo fascino, diventando di fatto uno dei simboli del nostro Paese. Il veliero ha continuato per tutto questo tempo ad essere la nave scuola della Marina Militare italiana, ad eccezione del periodo della seconda guerra mondiale mentre nel 2018 si è spinta anche oltre il circolo polare Artico.

IL CAPPELLANO CALABRESE Tra l’Amerigo Vespucci e la Calabria c’è anche un legame particolare. Forse non tutti lo sanno ma a bordo del leggendario veliero c’è anche un cappellano militare calabrese, originario proprio di Falerna. È Don Pietro Folino Gallo, cappellano militare degli allievi dell’Accademia Navale di Livorno, attivo nel sacerdozio già dal 2007 attraverso opere rivolte ai diversamente abili ed alle comunità montane. La sua avventura sul veliero è iniziata nel 2017  attraverso la Campagna d’Istruzione in Canada e Nord America. «La messa domenicale in mare ed in particolare in Oceano Atlantico – aveva raccontato qualche anno fa a “La Stampa” – regala emozioni uniche, perché è proprio lo scenario a darti la possibilità di dialogare spiritualmente; la vastità del mare e l’immensità del cielo sopra di noi, sono lo sfondo perfetto dove predicare la parola del Signore agli allievi ed all’equipaggio».

L’OMAGGIO Intanto questa mattina il veliero ha reso omaggio ad un suo ex marinaio, Giuseppe Carbonelli, morto lo scorso marzo scorso a causa del Covid. La Vespucci ha così rallentato la navigazione a largo di San Lucido, luogo di origine di Carbonelli. «Marinaio una volta, marinaio per sempre» aveva detto il capitano di Vascello Gianfranco Bacchi, ricordando proprio l’ex marinaio Carbonelli che, proprio a bordo della Vespucci aveva partecipato alla campagna addestrativa del 1976 nel Nord America. (redazione@corrierecal.it)





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