Rapporto Svimez, Biondo: «Sempre più urgente ridurre il gap della Calabria»

Il segretario della Uil sollecita il governo nazionale e quello regionale ad accelerare nella programmazione delle tante risorse a disposizione

CATANZARO «L’ennesimo segnale di allarme lanciato dallo Svimez sullo scollamento produttivo e sociale dell’Italia non venga sottovalutato. Ciò che viene sottolineato dagli analisti è la perdurante crisi del Mezzogiorno, ed in particolare della Calabria, che finisce per allargare ancora di più la forbice fra il Nord ed il Sud del Paese». Così il segretario generale della Uil Calabria, Santo Biondo commenta le ultime previsioni regionali della Svimez (leggi qui). Secondo Biondo, «non c’è più tempo da perdere. È necessario produrre un’accelerazione nella messa in campo di una strategia che trovi nel corretto utilizzo dei fondi europei la chiave di volta per un territorio ormai da troppo tempo in preda ad una crisi senza risoluzione, ponendo particolare attenzione al Mezzogiorno e, soprattutto, alla Calabria che, nel quadro meridionale, appare essere la regione con le maggiori sofferenze. Oggi quindi – sostiene il segretario della Uil calabrese – torniamo a chiedere al Governo una spinta determinante per la formalizzazione del Piano per il Sud che, adesso, deve essere ulteriormente incrementato anche grazie al corretto utilizzo dei fondi messi a disposizione dall’Europa con il Recovery Fund. Grazie a questi, e in una logica di perfetta complementarietà con i fondi nazionali, sarà possibile avviare un grande piano di ammodernamento delle infrastrutture materiali ed immateriali della Calabria, che ha bisogno di vedere migliorare le sue capacità di mobilità attraverso il completamento della strada statale 106; di incrementare le sue possibilità produttive con l’avvio della Zes; di rivedere in chiave efficientista il suo sistema sanitario e tutti i servizi essenziali alla persona e che, in ultimo ma non per ultimo, vuole ridurre il divario digitale che ancora l’allontana dal resto del Paese». Biondo inoltreritiene «fondamentale che il governo regionale si dia una mossa, si apra convintamente al confronto sulla riprogrammazione dei fondi comunitari 2014/2020 e sulla progettazione concreta e produttiva di quelli previsti per i prossimi sei anni. Sul tavolo, poi, ci sono i fondi nazionali e la quota parte del Recovery Fund che dovrà essere destinato alla Calabria, una messe imponente di denaro che, se speso correttamente, potrebbe finalmente cambiare il volto economico e sociale di questa regione. L’occasione non può essere sprecata. Bisogna strutturare in tempi rapidi e certi il confronto all’interno del Partenariato economico e sociale sia per quanto riguarda la riprogrammazione del Por 2014/2020 che la nuova programmazione 2021/2027».

 

 

 

 





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