Multiservizi e contenziosi, a Lamezia bocciato anche il bilancio di previsione 2020-22

Ennesimo parere non favorevole dell’organo di revisione che ha stroncato anche il documento unico di programmazione. E ora è braccio di ferro con il sindaco Mascaro e la sua amministrazione

di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME Il complicato rapporto tra l’amministrazione comunale di Lamezia Terme e i revisori contabili si arricchisce di una nuova pagina che segna un altro punto a sfavore dell’Ente lametino. Già perché a stretto giro, dopo il parere non favorevole riservato al bilancio consolidato 2019 di pochi giorni fa, la terna ha espresso un altro parere negativo e che riguarda stavolta il bilancio di previsione 2020-22 così come il DUP, ovvero il documento unico di programmazione per lo stesso triennio. Si direbbe, dunque, l’ennesima bocciatura sebbene nei fatti non sia totale. Alcuni punti, infatti, sono stati accolti positivamente ma si tratta comunque di un percorso in salita per il primo cittadino Mascaro e la sua amministrazione, chiamata a fare i salti mortali per cercare di far quadrare i conti in via Perugini.

SOCIETÀ PARTECIPATE I punti più critici sottolineati dalla terna riguardano ancora una volta la gestione delle partecipate e, ovviamente, la Lamezia Multiservizi spa, società in-house dell’Ente lametino. Pur in presenza dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2018 con una perdita pari a 21.967.824 euro e una quota di partecipazione dell’89,61%, l’Ente ha previsto un accantonamento al fondo perdite partecipate per un importo di 1.436.323,74 euro. La Multiservizi, come noto, è in fase di concordato e il bilancio della società per l’esercizio chiuso al 31 dicembre del 2019 espone un utile pari a 21.550.207 euro, destinato però alla copertura delle perdite pregresse. L’organo di revisione ha invitato l’Ente ad iscrivere in bilancio la perdita quale “passività potenziale” già nel corso dell’anno 2019 in applicazione del principio di prudenza, così come è previsto dalla giurisprudenza della Corte dei Conti. L’invito poi è quello di rispettare le percentuali di copertura previste per preservare l’equilibrio finanziario ed economico-patrimoniale dell’Ente e di improntare l’azione di governo al miglioramento dell’efficienza ed efficacia dei servizi gestiti nonché al costante rispetto del principio di riduzione della spesa complessiva.

I CONTENZIOSI E poi ci sono gli oneri derivanti dall’andamento del contenzioso, rilevati a seguito delle attività di revisione svolte e dei debiti fuori bilancio. L’organo di revisione ha rilevato che l’Ente ha previsto uno stanziamento al fondo rischi contenzioso legale per un totale di 1.765.494,94 euro per il 2020; 680mila euro per il 2021 e 680mila euro per il 2022. L’Ente ha provveduto a stanziare nel bilancio 2020-2022 accantonamenti in conto competenza per le spese potenziali pari a 800mila euro per ogni annualità. Ma, vista la ricognizione del contenzioso predisposto dalla Direzione Avvocatura e tenuto conto che espone passività potenziali probabili generate dal contenzioso in essere alla data del 15 aprile 2020, per un importo pari a 13 milioni di euro con un incremento di 2 milioni rispetto alla ricognizione dello scorso 5 dicembre 2019, in cui si rilevava viceversa un importo complessivo pari a 11 milioni di euro, e una percentuale di soccombenza media pari al 60%, a parere del collegio «l’accantonamento al fondo rischi è inadeguato ed è pertanto opportuno procedere al suo relativo e tempestivo adeguamento».

VERIFICA DELLE ENTRATE ED EQUILIBRIO FINANZIARIO Sotto la lente dei revisori è finita anche la previsione delle entrate. Per quanto riguarda l’IMU, il gettito stimato è pari a 25.824.903,36 euro per il 2020, il 2021 e il 2022 mentre quello della TARI è pari a 11.186.458,38 euro per ogni anno fino al 2022. Sono previsti invece 181.251 euro per ogni anno fino al 2022 per i fitti attivi e canoni patrimoniali. Altre criticità secondo i revisori riguardano gli equilibri di finanza pubblica mentre le previsioni di cassa dovranno essere verificate costantemente e in particolare in sede di salvaguardia degli equilibri. Già perché a parere degli esperti l’Ente «ha mostrato finora una ridotta capacità di riscossione delle entrate che limitano, e non poco, la capacità di spesa dell’Ente per altre finalità istituzionali».

DUP Ma la terna dei revisori ha bocciato anche il Dup, il documento unico di programmazione 2020-2022, con il verbale n. 385 del 5 settembre 2020. In generale, secondo gli esperti, «il programma triennale dei lavori pubblici in generale è coerente ed attendibile per le annualità 2020 e 2021 mentre rileva un’incongruenza tra i dati riportati nell’allegato programma triennale lavori pubblici e i dati esposti in bilancio per l’anno 2022».

IL FABBISOGNO DEL PERSONALE Altro punto critico evidenziato dai revisori riguarda il personale. Secondo gli esperti, infatti, non sussistono le condizioni per asseverare che il Comune, per effetto dell’adozione del piano dei fabbisogni di personale, non alteri il rispetto pluriennale dell’equilibrio di bilancio. Già a luglio, infatti, l’organo di revisione aveva espresso il proprio parere negativo sulla programmazione triennale del fabbisogno del personale e la successiva previsione assunzioni a tempo indeterminato, l’incremento orario e progressioni verticali; assunzioni a tempo determinato; il reclutamento di dirigenti; la stabilizzazione di una parte dei lavoratori assunti a tempo determinato (Ex L.S.U.) come lavoro flessibile e l’assunzione a tempo determinato di agenti di polizia municipale finanziata con l’utilizzo dei proventi art 208 del Codice della Strada.
Insomma, un’altra bocciatura ma dal sapore agrodolce e che lascia all’amministrazione guidata da Mascaro ancora qualche spiraglio. L’invito dei revisori è quello di apportare le modifiche necessarie con la consapevolezza che i messi a disposizione e i margini di manovra sono davvero esigui. (redazione@corrierecal.it)





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