Viaggi della speranza, continua la fuga (sanitaria) dalla Calabria

La Fondazione Gimbe analizza il fenomeno nel 2018. Per la regione saldo pro-capite negativo di 148 euro. Il report: i flussi finanziari continuano a viaggiare da Sud verso Nord

LAMEZIA TERME Il flusso dei viaggi della speranza è sempre uguale: da Sud verso Nord alla ricerca di una cura. La «mobilità sanitaria» – cioè il diritto di essere assistiti in strutture sanitarie di Regioni differenti da quella di residenza – coinvolge ogni anno un milione di pazienti, oltre ai familiari.
È la Fondazione Gimbe ad analizzare l’andamento del fenomeno che nel 2018 ha generato un valore di 4,6 miliardi di euro, tra mobilità attiva (l’indice di attrazione di una Regione) e mobilità passiva (che rappresenta l’indice di fuga da una Regione). Crediti e debiti analizzati regione per regione dimostrano che il denaro scorre da Sud a Nord.
Il dossier analizza crediti, debiti e saldi delle Regioni calcolando le compensazioni finanziarie sulla base di 7 flussi: ricoveri ospedalieri e day hospital (differenziati per pubblico e privato accreditato), medicina generale, specialistica ambulatoriale, farmaceutica, cure termali, somministrazione diretta di farmaci, trasporti con ambulanza ed elisoccorso. E il documento evidenzia un indicatore, il “saldo pro capite di mobilità sanitaria” che dimostra – riporta il Corriere della Sera – come «al di là del valore economico, gli importi relativi alla mobilità sanitaria devono sempre essere interpretati in relazione alla popolazione residente». Rispetto a questo indice la Calabria precipita in ultima posizione con un saldo pro-capite negativo di € 148, superiore alla somma del saldo pro-capite positivo di Lombardia ed Emilia-Romagna (€ 147). Altri dati: il Molise conquista il podio nella classifica per saldo pro-capite; le differenze tra Lombardia (€ 74) ed Emilia Romagna (€ 73) di fatto si annullano. Il calcolo, effettuato sulla base dei dati pubblici disponibili, si riferisce ovviamente alle cifre “ufficiali”, mentre la Regione Calabria ha, da mesi, chiesto un ricalcolo delle somme, ritenendo alcune cifre inesatte. Lo stato dell’arte, cristallizzato, dai numeri ufficiali, però, è questo.
E posiziona a Nord (Lazio a parte) le sei Regioni con maggiori capacità di attrazione vantano crediti superiori a 200 milioni: in testa Lombardia (26,1%) ed Emilia-Romagna (13,9%) che insieme drenano il 40% della mobilità attiva. Un ulteriore 31,9% viene attratto da Veneto (9,6%), Lazio (8,5%), Toscana (8,1%) e Piemonte (5,8%). Il rimanente 28,1% si distribuisce nelle altre 15 Regioni e Province Autonome, oltre che all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (244 milioni) e all’Associazione dei Cavalieri Italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta (43 milioni).
Sono sei, poi, sempre secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, le Regioni con maggiore indice di fuga che genera in tutto debiti per oltre 300 milioni: Lazio (13%) e Campania (10,5%) costituiscono circa un quarto della mobilità passiva; un ulteriore 28,7% riguarda Lombardia (8,2%), Puglia (7,3%), Calabria (6,7%), Sicilia (6,5%); il rimanente 47,8% si distribuisce nelle altre 15 Regioni e Province Autonome. Gli indici di fuga sono elevati in quasi tutte le Regioni del Sud, ma sono rilevanti anche in tutte le Regioni del Nord con elevata mobilità attiva, documentando specifiche preferenze dei cittadini agevolate dalla facilità di spostamento: Lombardia (-379,9 milioni), Emilia-Romagna (- 275,9 milioni), Veneto (- 274,7 milioni), Piemonte (-263,8 milioni), Toscana (- 207,6 milioni) e Liguria (-206,4 milioni). In sostanza, sono molti i lombardi che decidono di curarsi fuori regione, ma questi si spostano prevalentemente al Nord. E le strutture del loro territorio attirano moltissimi cittadini del Sud. Questo contribuisce a mantenere un saldo positivo. Lo stesso, evidentemente, non accade in Calabria, dove la cifra più evidente è quella dei viaggi della speranza.
Le Regioni con saldo positivo superiore a 100 milioni sono tutte del Nord, mentre quelle con saldo negativo tutte del Centro-Sud . Saldo positivo rilevante: Lombardia (739,6 milioni), Emilia-Romagna (324 milioni), Veneto (140,9 milioni) e Toscana (139,3 milioni). Saldo positivo moderato: Molise (33,7 milioni). Saldo positivo minimo: provincia autonoma di Bolzano (2,1 milioni) e Provincia Autonoma di Trento (0,5 milioni). Saldo negativo minimo: Valle d’Aosta (-4,7 milioni), Friuli-Venezia Giulia (-6,8 milioni), Umbria (-10,4 milioni) e Piemonte (-13,5 milioni). Saldo negativo moderato: Marche (-34,4 milioni), Basilicata (-48,4 milioni), Liguria (- 51,1 milioni), Sardegna (-90,4 milioni). Saldo negativo rilevante: Abruzzo (-100,8 milioni), Puglia (-206,4 milioni), Sicilia (- 228,7 milioni), Lazio (-230,7 milioni), Calabria (-287,4 milioni), Campania (- 350,7 milioni). (rp)





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