Bevacqua: «Calabria preda di piovre, intoccabili e sabbie mobili»

Il consigliere regionale con una nota interviene per difendere il Pd nel momento in cui l’immobilismo del governo regionale sta muovendo il dibattito politico. «C’è bisogno di una presa di coscienza collettiva da parte di tutte le classi dirigenti protagoniste nella nostra regione»

«Sto leggendo con particolare attenzione le note attraverso cui diversi organi di stampa denunciano, con dovizia di particolari, lo stupefacente immobilismo dell’amministrazione targata Santelli e gli “orrori normativi” ai quali la medesima Giunta Regionale si è abbandonata nei pochi mesi trascorsi dal suo insediamento. Le analisi, spesso impietose ma aderenti alla realtà, non possono che essere condivisibili ma, a mio modesto parere, necessitano di alcune opportune precisazioni per quanto concerne l’azione della minoranza e, in particolare, del gruppo Pd». Il consigliere regionale Domenico Bevacqua, con una nota interviene per difendere il Pd nel momento in cui l’immobilismo del governo regionale sta muovendo il dibattito politico. E così Bevacqua mette in campo richieste, progetti e proposte nati in seno al proprio partito.
«Non ho alcuna riserva nell’affermare – scrive il consigliere –, senza tema di smentita, che il Pd ha utilizzato tutti gli strumenti istituzionali a disposizione per richiamare maggioranza e giunta a quella concretezza così latitante e così vitale per la Calabria. Abbiamo incalzato la presidente Santelli su tutti i temi di maggiore e pressante attualità: a cominciare dai reboanti e vuoti annunci della Cittadella sull’emergenza Covid che non hanno prodotto alcuna misura realmente in grado di rafforzare il nostro sistema sanitario e consentirgli di essere pronto nel malaugurato caso di una seconda ondata epidemica. Abbiamo chiesto con forza una rimodulazione sensata dei fondi Ue già disponibili, per indirizzarli verso poche e qualificanti azioni, veramente utili per le comunità e i territori. Abbiamo presentato una serie di progetti di legge, da TerraFerma al riordino del comparto Pesca, per indicare nello stimolo ai livelli occupazionali, nella salvaguardia ambientale, nel contrasto efficace al dissesto idrogeologico, i pilastri di un approccio moderno ed in linea con le direzioni più avanzate del dibattito europeo. Stiamo conducendo una battaglia senza sconti per evidenziare come, senza risorse e senza personale, scuola e sanità non abbiano futuro. In particolare, per la sanità, abbiamo depositato un progetto di legge per la razionalizzazione delle attività delle aziende del servizio sanitario regionale. Abbiamo inoltre proposto un nuovo modello organizzativo che, finalmente, guardi ai territori, avviando e potenziando le Aggregazioni funzionali territoriali (Aft) e le Unità complesse di cure primarie (Uccp), unitamente ai servizi integrati di assistenza domiciliare. Con la stessa tenacia stiamo chiedendo un’azione unanime per giungere all’abolizione del decreto 35 e a un ripensamento alla radice dell’intera logica commissariale. Così come stiamo da tempo sollecitando una parola chiara della Regione Calabria a favore di un utilizzo immediato del Mes. Abbiamo ripetutamente richiesto la convocazione di un consiglio straordinario sul drammatico tema dei rifiuti, perché siamo di fronte a una bomba ecologica e sociale che rischia di deflagrare da un momento all’altro.
Abbiamo più volte e in più occasioni sollecitato l’attivazione di un tavolo istituzionale per discutere e decidere cosa chiedere e pretendere dal governo nazionale attraverso l’utilizzo delle risorse derivanti dal Recovery Fund.
Stiamo cercando in tutti i modi di svegliare le coscienze in merito ai gravissimi pericoli che deriverebbero da un regionalismo differenziato che venisse attuato senza le preliminari perequazioni infrastrutturali e dei diritti sociali.
L’elenco potrebbe continuare a lungo ma basterà dire che la risposta ottenuta da questa maggioranza è sempre la medesima: silenzio assoluto». Il messaggio, insomma, è che loro ci provano ma la maggioranza gli volta le spalle.
«E allora mi sembra evidente – conclude Bevacqua – che ci sia bisogno di qualcosa di più di una semplice opposizione istituzionale: c’è bisogno di una presa di coscienza collettiva da parte di tutte le classi dirigenti protagoniste nella nostra regione. Sindacati, imprenditori, stampa, attori dei territori: bisogna fare fronte comune per porre termine a un torpore che rischia di dare il colpo di grazia alla nostra terra. La Calabria è preda di piovre, di intoccabili e di sabbie mobili. Al contempo, la Calabria ha dentro di sé anche una maggioranza silenziosa che, di una politica inetta, frivola, salottiera ed eticamente discutibile, non ne può più. A questa maggioranza silenziosa si deve dare voce e la possibilità di schierarsi apertamente. La politica presente nelle istituzioni è solo una parte degli attori necessari: il Pd vuole rendere protagonisti anche quei mondi vitali, operosi e perbene, oggi distanti dalla vita della Regione. Per questo rinnoviamo la nostra disponibilità istituzionale per una stagione di collaborazione e di riforme al fine di compiere scelte coraggiose e chiare per il futuro della Calabria».





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