Parità di genere in Regione, Calabria agli ultimi posti

Resta bassa la presenza di donne nel Consiglio regionale nella giunta. Appena il 9,7% siede a Palazzo Campanella mentre la percentuale sale al 38,7% nella composizione dell’esecutivo. L’elezione di Jole Santelli a governatore fa invece scalare la classifica dei presidenti eletti di sesso femminile negli ultimi 20 anni

REGGIO CALABRIA C’è una problema in Calabria di rappresentanza femminile nella politica regionale. Lo dicono i numeri. Tra Consiglio regionale e giunta le donne rappresentano appena il 15,4% della composizione. Decisamente al di sotto della media nazionale e molto lontano da regioni come l’Emilia Romagna dove quel numero sale al 38,7%.
In particolare passando a setaccio i numeri elaborati da Openpolis emerge che Palazzo Campanella è composto da meno del 10% di donne (9,7) mentre sale la rappresentatività nella giunta dove il gentil sesso raggiunge quota 37,5%.
Con quella percentuale pone la Calabria agli ultimi posti in Italia per rappresentatività femminile nella massima assise regionale. Esattamente al penultimo posto prima della Liguria.
Una circostanza questa che ripropone il tema della mancata approvazione nella passata legislatura della riforma elettorale che prevedeva appunto una maggiore rappresentanza delle donne in Consiglio.
La Calabria infatti è una delle poche Regioni che non ha ancora varato una norma specifica per l’applicazione della legge n.20 del 2016 appunto sulla parità di genere nella composizione delle liste elettorali delle Regionali.
C’è da considerare però che – stando sempre ai dati elaborati da Openpolis – la Calabria grazie all’elezione a governatore di Jole Santelli scala la classifica nazionale dedicata appunto al numero di presidenti di Regione che si sono succeduti negli ultimi vent’anni. Proprio per la presenta all’ultimo piano della Cittadella dell’attuale governatrice in Calabria risulta che dal 2000 ad oggi c’è stato almeno 1 presidente donna eletto su 5. Stesso risultato conseguito dal Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Piemonte. In questo campo è l’Umbria a detenere lo scettro visto che alla guida di questa regione negli ultimi 20 anni ci sono state sempre donne. (rds)





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