I gruppi Pd e misto presentano un esposto per «reiterate violazioni» in Consiglio regionale

I consiglieri regionali Bevacqua, Pitaro, Guccione, Irto, Tassone e Notarangelo chiedono al Presidente del Consiglio dei Ministri di «fare luce sulle gravi inosservanze al regolamento avvenute nel corso della seduta»

REGGIO CALABRIA Così come annunciato durante i lavori della scorsa pubblica Assise, questa mattina il gruppo consiliare del Pd insieme al gruppo misto hanno presentato un esposto al Presidente del Consiglio dei Ministri, allo stesso ministro dell’Interno, a quello per gli Affari regionali, al prefetto di Catanzaro ed al collega di Reggio, al presidente Tallini, alla Giunta per il regolamento del Consiglio regionale.
Il capogruppo Mimmo Bevacqua, unitamente al capogruppo del gruppo misto Francesco Pitaro ed ai consiglieri PD Carlo Guccione, Nicola Irto, Luigi Tassone e Libero Notarangelo ha inteso farsi carico di «una situazione politico-istituzionale non più tollerabile».
Nell’esposto, i consiglieri regionali dicono «che il Consiglio Regionale dovrebbe essere esempio di legalità, correttezza e lealtà e, tuttavia, nel Consiglio Regionale della Calabria si sta consumando la violazione reiterata delle norme che disciplinano il suo funzionamento». Tutto ciò determina, per loro, «anche la violazione dei diritti e delle prerogative e delle facoltà dei consiglieri regionali democraticamente eletti». L’esposto infatti rileva che «la maggioranza consiliare ha ignorato i rilievi corretti e fondati dell’opposizione e senza nemmeno votare, con votazione nominale per come richiesto, è andata avanti, invertendo l’ordine del giorno, e proseguendo nella sua condotta manifestamente illegale con l’esame di una proposta di legge che non era esaminabile perché inserita in una convocazione tardiva e irricevibile».
Alla luce di tutto ciò Bevacqua e compagni hanno abbandonato l’aula «essendo venuti a mancare gli elementi minimi di praticabilità democratica dell’aula consiliare ed essendosi consumata, ancora una volta, una manifesta violazione dei diritti e delle prerogative dei consiglieri regionali democraticamente eletti». Ma vi è di più. «La maggioranza consiliare, disinteressandosi dei rilievi pertinenti e fondati svolti dagli istanti in sede di consiglio regionale, è andata avanti, violando, ancora una volta, le norme del Regolamento», aggiungono. «Tale situazione non è più tollerabile e tutti gli organi che hanno competenza devono intervenire al fine di permettere che l’assemblea legislativa della Regione Calabria possa muoversi in conformità al proprio Regolamento».
Da qui la richiesta al Presidente del Consiglio dei Ministri di «fare luce sui fatti esposti e accertare le gravi violazione avvenute nel corso della seduta del Consiglio Regionale della Calabria del 15/9/2020 ed adottare, conseguentemente, i dovuti e necessari atti e provvedimenti al fine di ripristinare la legalità all’interno del Consiglio Regionale della Calabria». Infine una chiosa strettamente politica: «Ci meraviglia chi, al pari del nostro gruppo recrimina trasparenza e legalità, è restato passivo in Aula, consentendo la violazione di ogni principio democratico e regolamentare».





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