La scuola ai tempi del Covid. «I banchi a rotelle? Una montatura ma i genitori stiano tranquilli»

La dirigente scolastica Pina De Martino racconta come si sono organizzati i suoi istituti a Corigliano Rossano. «Abbiamo già attuato i protocolli, stiano tutti tranquilli. Mancano però banchi, insegnanti e personale non docente»

di Luca latella
CORIGLIANO ROSSANO
«I banchi con le rotelle? Una montatura, non credo arriveranno ed anche al Ministero si sono resi conto che probabilmente non rappresentavano una buona soluzione. E poi dobbiamo rassicurare le famiglie: i ragazzi sono più sicuri a scuola che fuori e questo bisogna dirlo chiaramente».
Va dritta al sodo Pina De Martino, dirigente scolastico degli Istituti Tecnico Industriale, Professionale Alberghiero, Tecnico Agrario e della sezione carceraria dell’Industriale di Rossano, nel fare il punto della situazione, a distanza di una settimana dalla prima campanella dell’anno.
In tempi scanditi dal Covid-19 la scuola dovrà adottare misure antivirus e regole, in alcuni casi difficili da applicare, perché scarseggiano personale e risorse. Molte scuole a Corigliano Rossano, come nel resto della regione, apriranno i battenti in condizioni critiche, senza aule, senza docenti e senza personale ausiliario.

La dirigente scolastica Pina De Martino

Doppi turni, classi sdoppiate, didattica (semi) on line, ingressi separati, mascherine e dispenser disinfettanti in ogni aula e davanti ad ogni ingresso, ricreazione scaglionata per evitare assembramenti, sembrano essere misure appropriate, ma a dover passare dall’applicazione di tutti i protocolli previsti dal Ministero dell’Istruzione alla realtà, spesso ci si scontra con la quotidianità – impreparata all’emergenza sanitaria – e gli spazi disponibili.
Per gli asili e le scuole elementari comunali, poi, i sindaci sono costretti anche ad acquisire locali per risolvere i problemi di spazio e la penuria di aule didattiche.«Mi reputo fortunata a metà – spiega la dirigente De Martino al Corriere della Calabria – perché all’Industriale possiamo vantare spazi adeguati, far rispettare le distanze e programmare tutte le misure previste. Negli altri istituti, invece, applicheremo la didattica integrata, con classi divise in due e frequentate da dieci studenti per aula, il docente a fare lezione da una parte e on line dall’altra».
Il maggiore dei problemi, però, sembra essere la copertura degli insegnanti. «Ci è stato promesso un ampliamento dell’organico supplitivo Covid – sottolinea la preside – ma ad oggi non abbiamo né docenti di ruolo né quelli integrativi. Al nord pare stiano stanziando dei fondi ad hoc per le scuole superiori, qui ancora nulla. Solo in una delle scuole che dirigo siamo al completo con gli insegnati: ciò che manca sono i collaboratori, ovvero il personale addetto a consegnare le mascherine, a regolare le entrate differenziate. Se arriverà questo personale supplementare, attraverso lo stanziamento di fondi o direttamente, riusciremo a gestire la quotidianità, altrimenti saranno problemi».

GENITORI&FIGLI Non sono pochi, nel frattempo, i genitori che temono per la salute dei loro figli. «In questi giorni sto provando a tranquillizzare tutti quei genitori che, preoccupati, non vogliono mandare i figli a scuola. Eppure – dice ancora Pina De Martino – quest’estate li hanno fatti uscire senza mascherina in tutta tranquillità. Nei supermercati, per esempio, toccano tutto ed ora il problema sarebbe la scuola? Attueremo tanti di quegli accorgimenti che saranno più tranquilla a scuola che fuori. Gli studenti troveranno dispenser in ogni aula, agli ingressi, le superfici comuni saranno spesso sanificate ed a tutti verrà misurata la temperatura, perché così ci siamo organizzati. Dunque, i genitori stiano tranquilli».
Certo, bisognerebbe responsabilizzare i ragazzi al distanziamento sociale e forse anche per questo motivo, oltre alla sicurezza, il Ministero pare abbia soprasseduto sull’utilizzo dei banchi a rotelle.
«Una montatura mediatica ad hoc – spiega ancora la preside – ne sono convinta. Abbiamo saputo per vie traverse che non arriveranno. Noi abbiamo chiesto i banchi monoposto perché si risparmia spazio, ma fin quando non arriveranno, i nostri studenti occuperanno quelli doppi da soli. Credo che il Ministero abbia capito che la soluzione non è un banco con le rotelle». Un caso mediatico, insomma, che altro non fa che generare caos. (l.latella@corrierecal.it)





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