Covid e lavoro, Fp Cgil incontrerà la Prefettura di Cosenza il prossimo 28 settembre

«Tenteremo di ricondurre il confronto sui temi che ci stanno a cuore e che darebbero tranquillità a tutti: i dipendenti, gli utenti e la stessa amministrazione»

COSENZA La Fp Cgil di Cosenza ha richiesto in data 21 settembre un incontro con la Prefettura di Cosenza per verificare la corretta applicazione delle disposizioni normative in materia di emergenza sanitaria da Covid-19.
«Come riscontro – scrivono in un comunicato ufficiale – abbiamo ricevuto una convocazione per il 28 su tutt’altra materia. La Prefettura di Cosenza, come tutte le altre prefetture d’Italia, ha svolto un ruolo fondamentale nella ripresa in sicurezza delle attività produttive industriali e commerciali, verificando il rispetto dei protocolli di sicurezza negli ambienti di lavoro, nei cantieri, nel settore del trasporto pubblico e della logistica. Purtroppo non ha inteso confrontarsi con questa organizzazione sindacale per definire ed adottare tutte le misure di prevenzione e contrasto al contagio, nell’interesse dei propri dipendenti e della collettività che fruisce dei servizi pubblici».
«Dopo il primo incontro del 6 maggio – scrivono – in cui l’Amministrazione ha illustrato le decisioni già adottate, si è assistito a decisioni unilaterali da parte dei dirigenti che non sembrano essere in linea con la trattativa in corso presso il Ministero con le Organizzazioni Sindacali di categoria. Malgrado una circolare interna dichiari che “da parte del datore di lavoro sono in corso di implementazione ulteriori misure organizzative, di prevenzione e di protezione adeguate al rischio di esposizione da COVID-19”, assistiamo ad una non corretta e precisa applicazione degli istituti tuttora in vigore».
«La percentuale del personale ammesso al lavoro agile – scrivono ancora i sindacati – non tiene conto di quanto espressamente previsto: il 50% del personale in servizio. Ad alcuni dipendenti si richiede di operare in regime di reperibilità in servizi che non prevedono tale istituto. L’ingresso al pubblico non sembra regolato in modo da garantire la sicurezza dei lavoratori e dell’utenza, con pericoli di assembramento. Ci chiediamo se siano stati individuati coloro che rientrano nella categoria dei “lavoratori fragili” e se tutte le decisioni siano state condivise con il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e con il Rappresentante per la Sicurezza dei Lavoratori».
«Questa fase – si legge – non può essere interpretata come un integrale ritorno al passato, un “liberi tutti” che potrebbe seriamente mettere a rischio tutti gli sforzi e i sacrifici fatti dai cittadini finora. In questa fase, la situazione sanitaria rimane critica e ciò che dovrebbe prevalere è il senso di responsabilità di ognuno di noi, chiamato a compiere scelte nell’interesse non solo individuale ma soprattutto collettivo. Fare definitivamente chiarezza sulle modalità di erogazione e di fruizione dei servizi è la precondizione per immaginare una ripresa delle attività e della socialità all’interno della nostra comunità. Ed è fondamentale, adesso, per non vanificare gli sforzi fatti fino ad ora, richiamare tutti ad un grande e comune senso di responsabilità».
«Con queste motivazioni – conclude la nota – parteciperemo alla convocazione di lunedì 28, per tentare di ricondurre il confronto sui temi che ci stanno a cuore e che darebbero tranquillità a tutti: i dipendenti, gli utenti e la stessa amministrazione».





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