Focolaio migranti ad Amantea, Belcastro: «Sposteremo i positivi in una struttura dedicata»

L’annuncio della task force regionale contro il coronavirus dopo l’impennata di contagi tra gli extracomunitari che vivono nella cittadina del Tirreno cosentino: «Trasferimento per alleggerire positività sulla città, poi lavoreremo anche sul Cas di Amantea»

CATANZARO «Oggi lavoreremo per spostare le persone da Campora ed Amantea in una struttura dedicata in modo da alleggerire questa positività sulla città, e poi ci dedicheremo anche al Cas». Lo ha annunciato stamani, intervistato dal Tg3 Calabria, Antonio Belcastro, della task force regionale contro il coronavirus in merito ai focolai scoppiati tra i migranti che vivono nella cittadina del Tirreno cosentino che ieri  (domenica 27) hanno raggiunto un altro picco di contagi.
«La curva dei contagi – ha spiegato Belcastro – continua a salire come sale in tutta Italia e nel resto d’Europa, Francia, Spagna e Gran Bretagna soprattutto. Sale perché con le riaperture che ci sono state c’è stata una maggiore diffusione. In Calabria per la verità è abbastanza contenuta. E’ vero che ieri abbiamo avuto 31 nuovi positivi ma 24 sono concentrati in due focolai nella stessa città, uno è circoscritto nel Cas di Amantea e l’altro fra Campora e Amantea in civili abitazioni. Quando sono focolai circoscritti ci preoccupano di meno perché i nostri dipartimenti di prevenzione sono molto bravi a tracciare i contatti, a circoscrivere e piano piano a spegnere questo focolaio».
Belcastro quindi ha analizzato in particolare i due focolai di Amantea: «Nel Cas di Amantea sono una settantina. Il Cas è una struttura piccola che contiene 89-90 cittadini extracomunitari che da un po’ di tempo stanno ad Amantea, sono integrati tra l’altro nel tessuto economico e lavorano lì. Il dipartimento ha fatto uno sforzo per dividere, facendo delle zone rosse all’interno del Cas, però purtroppo il contatto è inevitabile molte volte». Quindi Belcastro ha annunciato il trasferimento dei positivi dal focolaio tra Campora e Amantea in una struttura dedicata, il passo successivo sarà il Cas: «Oggi lavoreremo per spostare le persone da Campora ed Amantea in una struttura dedicata in modo da alleggerire questa positività sulla città, e poi ci dedicheremo anche al Cas. Lì dobbiamo lavorare insieme al Ministero dell’Interno e alla Prefettura perché sono centri di accoglienza straordinaria previsti da normative speciali e quindi non è solo in capo alla sanità la gestione».
Con l’arrivo dell’autunno e dell’influenza stagionale ci si aspetta un aumento della curva del contagio, ma Belcastro nota anche gli indicatori che fanno ben sperare: «Già con le scuole avremo le prime avvisaglie di un possibile aumento di questa curva che non è ai livelli di marzo-aprile, non sta aumentando in maniera esponenziale come succedeva in quei mesi ma sta aumentando. D’altra parte sebbene il nostro indice di trasmissione è di poco superiore all’uno ci sono tanti indicatori che vengono utilizzati nel resto d’Europa che dicono che la Calabria sta molto bene da questo punto di vista. Per esempio il numero dei nuovi casi nelle ultime settimane, su centomila abitanti, secondo questi indicatori noi siamo la regione che va meglio di tutte, abbiamo 10,73 mentre l’allerta scatterebbe a 60».
Ciononostante molte scuole hanno dovuto spostare ancora una volta la riapertura, come avvenuto a Fuscaldo, Cetraro e Grisolia. «Bisogna evitare il caos – spiega Belcastro – che ognuno faccia di testa sua. Nel rispetto delle autonomie sia delle scuole che dei sindaci, bisogna evitare che si prendano iniziative sporadiche che non giovano a nessuno. La Regione ha collaborato tantissimo con l’Ufficio scolastico regionale, negli ultimi mesi abbiamo fatto quasi solo questo, perché per noi la scuola è una priorità. La riapertura è una priorità, soprattutto la riapertura in sicurezza. Siamo riusciti a metterci in linea col resto d’Italia sull’esame dei sierologici a tutto il personale scolastico docente e non docente delle scuole pubbliche e paritarie, abbiamo superato anche noi il 50%. Il fatto che si iniziasse un poco dopo da noi – conclude Belcastro – ci ha aiutato a raggiungere questo livello che è importantissimo».





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