«Il sistema rifiuti di mezza Calabria sta andando in tilt». Dopo San Giovanni in Fiore chiude anche Bucita

Il sindaco di Corigliano Rossano e presidente della Conferenza dei sindaci della provincia di Cosenza, Flavio Stasi, bussa alle porte della Cittadella e del Governo. «Il problema non può essere scaricato sulla testa dei sindaci calabresi. Regione immobile nei 15 anni di poteri speciali e di “sistemi di potere”»

CORIGLIANO ROSSANO Due mazzate fra capo e collo. Il sistema dei rifiuti della Calabria nord sta andando in tilt. All’incidente nella discarica di San Giovanni in Fiore va a sommarsi l’indisponibilità dell’impianto di stoccaggio di Bucita, valvola di sfogo per indifferenziato e umido per la Piana di Sibari, che ha chiuso i battenti questa mattina proprio perché una volta lavorati, gli scarti non hanno più una destinazione. Sembra un cane che si morde la coda mentre l’Ato Cosenza 1 – e quindi anche l’Aro della Sibaritide – ha sottoscritto una convenzione con Calabra Maceri a Rende, dove andranno a finire indifferenziati non pericolosi e l’organico.
I 38 comuni dell’Ambito di raccolta territoriale, ma tremano anche gli altri dell’Ato (l’Ambito di raccolta ottimale), rischiano di ritrovarsi per l’ennesima volta sommersi dall’immondizia sin quando non si troverà una soluzione con le discariche pubbliche.
Flavio Stasi, frattanto, non ci sta. Il sindaco di Corigliano Rossano e presidente della conferenza dei sindaci della provincia di Cosenza, punta l’indice contro la gestione decennale del sistema rifiuti regionale ed anche contro i governi nazionali. «Il problema – dice – non può più essere scaricato sulla testa dei sindaci calabresi, tramutandoli di fatto nel capro espiatorio di un fallimento decennale della regione Calabria e dei governi nazionali».
Parole toste che fanno il paio con alcune considerazioni che il sindaco ambientalista mette sul piatto. «Nelle riunioni di Ambito Territoriale (ATO) o di Ambito di Raccolta (ARO), così come nei tanti incontri tenuti in Regione Calabria durante l’ultimo anno – spiega Stasi – non ho mai esitato a ricordare come sia dei sindaci la responsabilità di guidare il processo di innovazione ed efficientamento del ciclo dei rifiuti regionale, mediante una azione istituzionale che fornisca indirizzi, per esempio, sul tipo di impianti da realizzare o sui siti dove costruirli. Tuttavia non ci sono ormai altri aggettivi per descrivere un sistema pubblico, quello dei rifiuti appunto, nel quale si naviga letteralmente a vista, nel quale regna la più totale incertezza e nel quale risulta straordinario il giorno in cui non si registrano difficoltà o imprevisti. L’ultimo, in ordine di tempo, è l’incendio di venerdì scorso della discarica pubblica di San Giovanni in Fiore che di fatto ha bloccato la raccolta di mezza Calabria e non si sa quando ripartirà. Tutto questo è insostenibile per gli enti e per i cittadini».
Il primo cittadino di Corigliano Rossano spiega che «il conferimento degli scarti degli impianti di trattamento pubblici è ormai delegato a circuiti farraginosi e costosi, tra alti e bassi continui che rendono la raccolta degli Rsu, della differenziata e persino degli sfalci del verde una vera e propria battaglia quotidiana». 
Un’emergenza latente, prolungata e «mai durata così tanto». Ecco perché «come sindaci siamo semplicemente esasperati da una surreale situazione in cui quotidianamente non si conoscono le quantità di indifferenziata e differenziata che si potranno conferire l’indomani».
«Si dirà che la responsabilità ultima è degli Ambiti Territoriali Ottimali, quindi dei sindaci stessi ed in parte è vero. Così come è vero – rivela Stasi duramente – che 15 anni di poteri speciali e di “sistemi di potere” costruiti intorno ai rifiuti regionali ci hanno consegnato un ciclo senza impianti o con impianti vecchissimi ed uno strumento, quello dell’ATO, sostanzialmente inutile perché privo di personalità giuridica».
E mentre i grandi siti di smaltimento regionali, da Pianopoli a Columbra, «si esaurivano, non sono state attuate le misure necessarie per rendere le comunità calabresi indipendenti dalle mega-discariche, consegnando ai deboli ATO un ciclo dei rifiuti alla deriva, insostenibile da ogni punto di vista. Mettendo da parte, quindi, le responsabilità nel passato, è necessario capire come uscire da questa situazione».
Flavio Stasi approva la revisione della legge regionale 14/2014 utile ad attribuire agli ATO poteri diversi e maggiormente incisivi: «Si attui subito come l’idea di rivedere ed integrare la programmazione regionale anche attraverso l’inserimento di nuove tipologie di impianto, si acceleri».
Ma prima di ogni cosa «serve individuare le soluzioni vere, concrete, immediatamente realizzabili, per rendere il ciclo dei rifiuti regionale sostenibile oggi». Per questi motivi per il sindaco ambientalista «serve un tavolo urgente tra Regione Calabria ed ATO, al quale coinvolgere se necessario anche rappresentanti del governo nazionale, affinché si affronti finalmente il problema, disponendo degli strumenti tecnici ed amministrativi necessari per superarlo».
«COMPRENDIAMO l’ESASPERAZIONE DELLA CITTADINANZA» Nel frattempo, Ecoross, la società di igiene urbana di Corigliano Rossano sottolinea i problemi al  servizio di raccolta. «I servizi porta a porta unicamente alla raccolta stradale dei rifiuti di tutto il territorio comunale non potranno essere effettuati in modo regolare. Come già riferito dall’amministrazione comunale, sono nuovamente in atto problematiche nei conferimenti presso gli impianti finali. Per questo motivo, gli automezzi continuano a restare pieni di rifiuti e non possono essere riutilizzati per i servizi di raccolta. I disagi in corso pertanto non sono attribuibili all’azienda Ecoross che auspica una celere risoluzione della problematica, ribadendo, così come comunicato nel corso delle emergenze dei mesi scorsi, la propria totale disponibilità a intraprendere tutte le attività necessarie, anche straordinarie, in caso di sblocco. L’azienda – chiosa la nota – comprende l’esasperazione della cittadinanza; tuttavia, per non far perdere il lavoro di sensibilizzazione di questi anni, si auspica che il senso di responsabilità e collaborazione comunitario prevalga su tutto».  (lu.la.)





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