Appalti, ribassi e subentri. La crisi nera dei call center in Calabria che grava sui lavoratori

Parte oggi a Crotone il nuovo servizio del Consorzio Leonardo che ha strappato la commessa “Chiama Roma 060606” alla Abramo Customer Care. In bilico ancora 107 lavoratori e in molti hanno scelto il braccio di ferro con l’azienda. Ma tra nuove società, gare Consip e cambi contrattuali, il settore rischia di affondare

di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME
Una “fumata nera” che non lascia intravedere nulla di buono e che oscura qualunque ottimistica prospettiva futura.
Per i 107 lavoratori del call center di Crotone della Abramo Customer Care si preannunciano, dunque, tempi difficili. Il tutto dopo la “vittoria” dell’appalto del servizio del Comune di Roma “060606” da parte del Consorzio Leonardo, che ha di fatto strappato la commessa all’azienda di call center catanzarese. Un appalto peraltro a gara Consip, e dunque legato in tutto e per tutto al Ministero dell’Economia e delle Finanze e che opera, come noto, al servizio esclusivo della Pubblica Amministrazione.

L’ARRIVO DEL CONSORZIO LEONARDO Un cambio di società, però, non indolore. Già perché il Consorzio Leonardo garantisce espressamente, ai 107 lavoratori della sede di Crotone, un contratto da “Cooperative sociali” e perciò ben diverso nella forma e nella sostanza da quello delle “Telecomunicazioni” e che consente, numeri alla mano, un risparmio all’azienda di circa 3/400 euro ad operatore. È questo, dunque, il “nodo gordiano” e che difficilmente vedrà una soluzione alternativa e soprattutto in tempi rapidi. Il Consorzio, infatti, è già sceso a compromessi accettando la proposta di mantenere operativa la sede di Crotone. Pensare ad un ulteriore passo indietro appare quanto mai utopico.

AL VIA IL NUOVO APPALTO Intanto è passato poco più di un mese dall’annuncio e oggi, 1 ottobre, il nuovo appalto è pronto a partire, ma a caro prezzo. Quello che non sarà corrisposto ai “vecchi” operatori, poco più di una sessantina, e che hanno deciso di non accettare il nuovo contratto offerto dal Consorzio Leonardo. Per gli altri, poco più di 40, si profila una nuova avventura lavorativa, con qualche ora in più e la certezza di mantenere comunque un posto di lavoro.

GARE D’APPALTO E CONTRATTI A RIBASSO All’orizzonte, però, si spalancano scenari di “guerra”, un braccio di ferro tra i lavoratori dell’Abramo CC e la stessa azienda che al momento, non avendo altri posti liberi, ha previsto per loro la cassa integrazione. E tra poco più di un mese e mezzo, preannuncia il segretario della Slc Cgil Calabria, Alberto Ligato, «una nuova vertenza per far rispettare i diritti più elementari dei lavoratori. Diritti che in queste settimane non sono stati affatto rispettati. Siamo stati a Roma, anche al Campidoglio, ma nessuno ci ha prestato ascolto. Nella sostanza la procedura seguita dal Consorzio Leonardo è a norma di legge, ma è impensabile che si proponga un contratto da cooperativa sociale in un call center». Insomma una gara, sostengono i sindacati, vinta dal Consorzio Leonardo «sfruttando un enorme vantaggio che è quello contrattuale e garantito da Consip per un servizio pubblico che, di fatto, non tutela i lavoratori ma neanche un servizio pubblico».

LE CONSUETE VERTEZE CALABRESI Meccanismi già ben rodati all’interno dell’intricato mondo dei servizi di call center, un puzzle sconfinato fatto di società, capitali, fallimenti e subentri che, proprio in Calabria, hanno già lasciato il segno in più di una circostanza. Come nel caso, forse il più emblematico in Calabria, e che ha riguardato l’Infocontact srl, attiva principalmente a Lamezia Terme, nella zona industriale ex-Sir, nata attorno al 2006 e fallita una decina d’anni dopo. Migliaia di lavoratori a rischio, proteste che hanno avuto anche eco nazionale, con una trattativa serrata e che ha visto il subentro della Abramo Customer Care, non senza malumori e mal di pancia, fino alla definitiva chiusura della sede nella zona industriale e la conseguente (e temuta) ricollocazione di circa 5/600 lavoratori nella sede di Settingiano e in remoto sfruttando lo “smart working”, complice anche la scelta della Fondazione di puntare tutto sulla celebrazione del maxi processo “Rinascita-Scott”.

SETTORE SEMPRE A RISCHIO Un settore economico ed occupazionale fortemente volubile, spesso sensibile alle dinamiche politiche, eppure capace di fornire alti livelli occupazionali dove le alternative – come in Calabria –scarseggiano più che altrove. Ma non è tutto. Un’altra gara d’appalto vinta dal Consorzio Leonardo riguarda anche il servizio Istat e che riguarda anche 13 operatori del call center Covisian a Rende. Anche per loro all’orizzonte si profila un altro braccio di ferro. (redazione@corrierecal.it)





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